Negli ultimi tempi abbiamo ricevuto varie richieste di chiarimento in merito alla previdenza complementare ed in particolare alle regole che disciplinano la possibilità di poter riscattare il capitale versato in anticipo prima della pensione
Con questo nostro intervento, ci vogliamo riferire a coloro che hanno aderito a una forma di previdenza complementare (un fondo pensione o una polizza integrativa) e vogliano riscattare la somma in anticipo rispetto alla scadenza, evidenziando che esistono determinati limiti all'esercizio del diritto, così come previsti dal Decreto Legislativo 252/2005.
- Cos'è la previdenza complementare
La previdenza complementare è un sistema volontario di risparmio pensato per i lavoratori, il cui fine dovrebbe essere quello di garantire, al momento in cui si termina la vita lavorativa, di disporre di un importo mensile a titolo di pensione più sicuro e adeguato. Come è noto, la previdenza complementare può essere alternativa al TFR spettante al lavoratore e si affianca a quella obbligatoria.
Occorre ricordare che questo tipo di previdenza è disciplinata dal D.lgs. 252/2005, normativa che regola l'istituzione dei fondi pensione e, più in generale, della pensione integrativa che si aggiunge a quella pubblica e di cui possono beneficiare i lavoratori - dipendenti e autonomi - che vi aderiscono.
- Tipologie di fondi
la previdenza integrativa prevede vari tipi di fondi, in particolare:
- Fondo chiuso: questa previdenza è creata dai sindacati e associazioni di categoria, sono riservati a lavoratori di uno specifico settore o azienda;
- Fondo aperto: proposti da banche, assicurazioni e società di investimento. Possono aderirvi tutti;
- Piano individuale pensionistico (PIP): si tratta di polizze assicurative a scopo previdenziale. Offrono flessibilità ma vanno valutati con attenzione.
- Fondi preesistenti: consistono in fondi nati prima del 1992, spesso presenti in grandi aziende. Hanno regole proprie, in parte diverse da quelle dei nuovi fondi.
La partecipazione a queste forme di previdenza complementare si realizza attraverso il versamento periodico, da parte del lavoratore o del datore di lavoro, o ancora del firmatario di una somma periodica e che in alcuni casi può essere integrata dal TFR (trattamento di fine rapporto) nel fondo pensione, ottenendo ulteriori vantaggi.
- Quando matura la pensione integrativa
Il diritto alla pensione complementare matura nei seguenti casi:
- il lavoratore matura i requisiti per la pensione pubblica;
- Ha versato almeno 5 anni nel fondo.
Al verificarsi di questi presupposti, il beneficiario può ottenere l'erogazione della somma, mediante:
- In rendita mensile (pensione);
- In capitale fino al 50% del totale accumulato.
- In quali casi, il lavoratore può ottenere un'anticipazione
Il lavoratore può ritirare in anticipo quanto ha versato a titolo di previdenza complementare e ottenere la restituzione della somma anticipata?
Tale diritto esiste, ma non è assoluto, essendo riconosciuto solo nei seguenti casi:
1. Riscatto totale (chiusura della posizione)
Il beneficiario può chiedere la restituzione completa della somma maturata (montante) nei seguenti casi:
- Disoccupazione lunga: il lavoratore è rimasto senza lavoro per più di 48 mesi;
- Invalidità permanente: il lavoratore si trova in una condizione medica che ha accertato la riduzione della capacità lavorativa oltre il 75%.
Questi presupposti non giustificano la richiesta di riscatto se il beneficiario si trovi nei 5 anni prima della pensione (è una tutela contro l’uso improprio del fondo).
2. Riscatto parziale (50%)
Nel caso di riscatto parziale, pari al 50% capitale, il lavoratore può chiedere il riscatto se:
- disoccupato da 12 a 48 mesi;
- coinvolto in procedure di cassa integrazione o mobilità.
3. Anticipazioni del capitale (senza chiudere la posizione)
La richiesta di anticipazione del capitale, senza alcuna estinzione del fondo, può intervenire in questi casi:
a.- 75% per spese sanitarie gravi (per te, coniuge o figli – con documentazione sanitaria pubblica);
b.- 75% dopo 8 anni di adesione, per:
b.1.- acquisto della prima casa per te o i tuoi figli;
b.2.- ristrutturazioni importanti della prima casa.
c.- 30% dopo 8 anni, per altre necessità personali (senza doverle giustificare nel dettaglio).
Qui di seguito, vi proponiamo un modello di richiesta da rivolgere alla società di gestione del fondo.
Spett.le [Denominazione del Fondo / Compagnia Assicurativa]
[Indirizzo completo]
[PEC / email]
Oggetto: Richiesta di estinzione anticipata della posizione – Fondo di previdenza complementare (inserire il numero della posizione)
Il/La sottoscritto/a [Nome e Cognome], nato/a a [luogo] il [data], codice fiscale [codice fiscale], iscritto/a alla Vostra forma pensionistica complementare con posizione n. [numero posizione], con la presente
CHIEDE
ai sensi del D.Lgs. 5 dicembre 2005, n. 252 e successive modificazioni, l’estinzione anticipata della posizione previdenziale complementare intestata al medesimo/a, con conseguente riscatto____________ (inserire la tipologia di riscatto) del montante maturato, in quanto si è verificata la seguente condizione prevista dalla normativa:
(indicare il presupposto di richiesta)
A tal fine, allega la seguente documentazione:
- Copia del documento d’identità e codice fiscale;
- Certificazione dello stato di inoccupazione rilasciata dal Centro per l’Impiego (per il periodo richiesto);
- [Oppure] Documentazione medica e verbale di invalidità (se applicabile);
- Coordinate IBAN per l’accredito dell’importo da liquidare: [IBAN].
Resto a disposizione per ogni ulteriore adempimento e si riserva di attivare ogni rimedio previsto in caso di ritardo o ingiustificato diniego della richiesta.
Distinti saluti.
[Luogo e Data]
[Firma]
[Recapiti: telefono, e-mail]
Nessun commento:
Posta un commento