Prima di pagare, controlla a cosa si riferiscono gli importi richiesti.
Da anni la legge prevede, per i consumi di energia elettrica e gas, una prescrizione biennale. Questo significa che, in presenza dei presupposti previsti dalla normativa, gli importi relativi a consumi risalenti a più di due anni possono non essere più dovuti.
Ma attenzione: non basta guardare soltanto la data della bolletta. Bisogna verificare il periodo dei consumi, le modalità con cui sono stati fatturati e l'eventuale presenza di circostanze che incidono sulla prescrizione.
Per questo Consumatore Informato lancia una campagna rivolta a tutti coloro che hanno ricevuto bollette con conguagli, ricalcoli o importi riferiti a consumi molto vecchi.
- HAI RICEVUTO UNA BOLLETTA CON CONGUAGLI VECCHI?
Non ignorarla e non pagare automaticamente senza aver prima verificato la situazione.
Scrivici a: sos@consumatoreinformato.it
Inviaci la bolletta e la documentazione disponibile: potremo verificare con te se esistono profili di prescrizione o altre criticità da contestare.
Quando può scattare la prescrizione biennale?
La disciplina introdotta dalla Legge 27 dicembre 2017, n. 205 ha previsto, nei rapporti relativi alle forniture di energia elettrica e gas naturale, un termine di prescrizione di due anni per i corrispettivi relativi ai consumi.
La disciplina è stata successivamente modificata, anche dalla Legge n. 160/2019, e attuata attraverso la regolazione dell'ARERA.
Per questo motivo, quando una bolletta contiene importi riferiti a consumi risalenti a più di due anni, è importante verificare se quei crediti siano effettivamente prescritti prima di procedere al pagamento.
Un esempio
Ricevi oggi una bolletta che contiene un ricalcolo relativo anche a consumi effettuati molti mesi o anni prima. La bolletta potrebbe comprendere sia importi recenti, sia importi riferiti a periodi per i quali è necessario verificare la prescrizione.
Non bisogna quindi confondere la data della bolletta con il periodo cui si riferiscono i consumi.
Controlla la bolletta: il fornitore deve indicare gli importi ultra biennali
La regolazione ARERA prevede specifiche informazioni quando una fattura contiene importi relativi a consumi risalenti a più di due anni.
In particolare, quando ricorrono le condizioni previste dalla disciplina, la bolletta deve informare
il cliente della presenza di tali importi e della possibilità di eccepire la prescrizione.
Per questo, davanti a una richiesta di pagamento particolarmente elevata, è sempre opportuno controllare:
il periodo dei consumi cui si riferisce la fattura;
se si tratta di consumi effettivi o stimati;
se sono presenti ricalcoli o conguagli;
la presenza di importi relativi a periodi superiori a due anni;
le eventuali motivazioni indicate dal fornitore per la fatturazione tardiva.
Non limitarti a telefonare al call center
Se ritieni che una parte della bolletta possa essere prescritta, è importante formulare una contestazione scritta, in modo da poter dimostrare quando e come hai eccepito la prescrizione.
Puoi utilizzare la PEC oppure, quando necessario, una raccomandata con ricevuta di ritorno.
Se hai contestato per iscritto gli importi ma continui a ricevere richieste di pagamento, solleciti o comunicazioni da società di recupero crediti, non ignorare la situazione.
Conserva la bolletta, il reclamo inviato, la ricevuta PEC o della raccomandata e tutte le successive comunicazioni ricevute.
Se la controversia non viene risolta, per le forniture di energia elettrica e gas può essere valutato anche il ricorso alla procedura di conciliazione prevista dall'ARERA, oltre agli eventuali ulteriori strumenti di tutela applicabili al caso concreto.
Se hai ricevuto una bolletta con conguagli o ricalcoli relativi a consumi molto vecchi, scrivici a sos@consumatoreinformato.it.





