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Fonte: La Stampa 23 febbraio 2026 |
Come bisogna interpretare i continui record delle quotazioni dell’oro?
«L’aumento del prezzo è certamente legato alle preoccupazioni politiche e monetarie. Anche se i tassi di interesse non sono più particolarmente bassi, l’oro continua a essere visto come uno strumento di protezione. Non si tratta di speculazione nel senso di manipolazione dei prezzi, ma piuttosto del risultato delle convinzioni e dei timori degli investitori. I principali fattori di spinta sono stati negli ultimi due anni la guerra in Ucraina e le tensioni geopolitiche globali, comprese le preoccupazioni per potenziali conflitti con l’Iran».
Chi sono i principali acquirenti di oro in questo momento?
«Le banche centrali e i privati. Le banche centrali acquistano oro per diversificare le riserve valutarie, mentre i privati lo comprano sia in un’ottica speculativa che con obiettivi di sicurezza personale».
Questo è un buon momento per acquistarlo?
«È difficile dirlo con certezza. Non è possibile prevedere se tra un anno il prezzo dell’oro sarà di nuovo sopra i 5mila dollari l’oncia o tornerà in area 3mila. Storicamente, i momenti migliori per investire in oro sono stati quelli di grande incertezza. Attualmente viviamo un periodo di forte tensione geopolitica, ma la decisione dipende dagli obiettivi individuali dell’investitore. Se le tensioni geopolitiche dovessero continuare o intensificarsi, è probabile che il prezzo continui a salire».
Lei ha scritto un libro mettendo in guardia i lettori sul fatto che l’oro è un bene rifugio ma può essere una trappola. Cosa significa?
«È considerato un bene sicuro contro l'inflazione. Tuttavia, a volte può essere una trappola: uno lo compera, poi il prezzo incomincia a scendere, e se lo tiene perché non vuole realizzare la perdita. Bisogna stare attenti a questa dinamica psicologica quando si investe in oro».
I titoli di Stato sono un’alternativa per chi cerca un bene rifugio?
«Dipende da cosa si intende per “rifugio”. Se si parla di difesa dall’inflazione, allora i titoli indicizzati all’inflazione, come alcuni buoni postali e alcuni titoli di Stato, sono efficaci. Se invece si intende protezione in caso di un grande crack finanziario o chiusura delle borse, allora l’oro può avere senso come estrema ratio. In quest’ultimo scenario, l’oro fisico diventa rilevante perché rappresenta un bene reale estraneo al mercato finanziario».
Quali sono gli strumenti migliori per investire in oro?
«La risposta dipende dagli obiettivi. Se lo scopo è la speculazione, è meglio utilizzare strumenti finanziari come gli Exchange Traded Commodities (Etc) o i futures sull’oro, che permettono di entrare e uscire rapidamente dal mercato a costi molto bassi. Per sicurezza psicologica, se si vuole avere qualcosa di tangibile, che si può toccare con mano, allora ha senso acquistare oro fisico. In questo caso, è consigliabile preferire le monete d’oro (come le sterline e i marenghi) piuttosto che i lingotti, perché sono più facili da vendere e sono più facilmente riconoscibili i falsi».
Quali sono i vantaggi?
«L’oro fisico ha un vantaggio quasi unico: è una riserva di valore anonima e non tracciabile, come le banconote. Questo aspetto interessa alcune persone per ragioni di privacy e sicurezza. A differenza dei conti correnti o dei titoli nominativi, l’oro fisico può essere trasferito senza lasciare traccia. Questo è particolarmente rilevante in scenari di crisi estrema - così per esempio, la Russia non rischia di perdere il proprio oro fisico come invece è successo con i titoli registrati presso banche straniere che possono essere congelati».
Quali altre materie prime potrebbero essere interessanti per gli investimenti?
«Le materie prime in generale richiedono competenze specialistiche e non sono adatte per i risparmiatori comuni. Il settore delle commodity è complesso e altamente imprevedibile. Sconsiglio in generale il cosiddetto trading, cioè le compravendite di strumenti finanziari nel settore delle merci. Io stesso ne sto accuratamente alla larga, pur investendo da circa 50 anni».
Quali sono i principali rischi nell’investimento in oro?
«Il rischio principale è la volatilità del prezzo. L’oro può scendere di prezzo così come può salire. Se si acquista oro e il prezzo scende, ci si può trovare in una situazione in cui, per evitare perdite, si è tentati di mantenerlo a lungo termine sperando in una ripresa. Inoltre, l’oro non genera reddito (non paga interessi o dividendi), quindi il rendimento dipende esclusivamente dall’apprezzamento del prezzo. Gli operatori sul mercato dell’oro sono numerosi e il mercato è liquido, ma questo non elimina l’incertezza sul futuro andamento dei prezzi».
Quindi è impossibile prevederne l'andamento futuro?
«Esatto, a mio parere il prezzo dell’oro è totalmente imprevedibile. Non esiste nessuna formula che possa dirci quanto salirà l’oro. I timori legati alle guerre e agli scenari geopolitici preoccupanti fanno credere che l’oro salirà, ma quantificare questo aumento è impossibile. Le cifre tonde come 5mila dollari l’oncia non hanno alcun significato intrinseco nei mercati finanziari».

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