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| Fonte: L'Espresso 12 giugno 2026 |
Investire nei btp è una scelta sensata per molti risparmiatori. Tutelano bene l’investimento, perché le cedole semestrali in pratica restituiscono la perdita di potere d’acquisto dovuta all’inflazione. Ciò avviene addirittura al netto della ritenuta del 12,5% d’imposta grazie alla maggiorazione prevista, almeno finché il costo della vita in Italia non rincara oltre l'11,2% annuo. Se però uno non reinveste gran parte di quanto riceve ogni sei mesi, progressivamente il capitale investito si riduce in termini reali. Spendendo le cedole, lo erode. Il Tesoro, anziché cercare o commissionare nomi nuovi per le proprie emissioni, potrebbe emettere titoli come le Oat-i francesi, cioè con la stessa struttura più difensiva offerta dalle Oat-ei o dagli stessi Btp-ei, ma agganciati ai prezzi interni e non dell’eurozona.
Le caratteristiche dei Btp Italia Sì 23-6-2031 sono riportate dal Tesoro al link. Hanno scritto da più parti che essi sono più semplici dei precedenti. Ma si differenziano solo per un aspetto marginale nella formula del calcolo delle cedole, fra l’altro leggermente peggiorativo.
Nell’insieme, però, resta complicatissimo interpretare tutte le clausole di tali prestiti. Di sicuro comprendere esattamente il meccanismo di indicizzazione al costo della vita è difficile anche per studenti di corsi di laurea in matematica.
Però a monte non c’è nessun imbroglio, bensì al contrario un sistema per stare dietro all’inflazione con ritardi minimi. E questo è un discorso generale per gli strumenti indicizzati al costo della vita. Vale anche per i buoni postali indicizzati decennali.

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