Il riferimento è inevitabile alla celebre canzone di Lucio Battisti, ma questa volta non si parla di incontri sentimentali. Il protagonista indesiderato è ben più fastidioso: le truffe telefoniche, che sembravano ridimensionate e che invece stanno tornando – diverse, più sofisticate e, per certi versi, ancora più insidiose e che stanno tornando a tormentare noi consumatori.
Ma ad onor del vero, AGCOM ci aveva promesso che l'introduzione del nuovo sistema anti spoofing avrebbe debellato questo tipo di attività illecita di marketing che tanto ha danneggiato i consumatori, schermando tutte le telefonate di provenienza non chiara, provenienti dall'Italia o dall'estero (vedi qui).
Invero, i primi risultati emersi dall'indagine dell'Autorità hanno fornito risposte positive, inducendo la gran parte dei soggetti interessati a considerare superato (o comunque limitato) il fenomeno delle telefonate scam.
Noi avevamo già espresso, qualche settimana addietro, qualche dubbio in merito alla soluzione al problema che sarebbe arrivata con il nuovo sistema proposto da AGCOM, evidenziando alcune criticità (leggi qui).
Ed invece, a quanto pare, queste condotte illecite non sono terminate, ma anzi hanno avuto un nuovo renouvellement, ciò un rinnovo con altre forme.
Negli ultimi mesi molti consumatori italiani hanno ricominciato a ricevere chiamate sospette e messaggi anomali, spesso provenienti da numeri con prefissi internazionali che non possono essere bloccati dal sistema nazionale.
Non è un’impressione: è il segnale evidente di un cambiamento nelle strategie dei truffatori, che si sono adattati rapidamente alle nuove difese introdotte dal sistema.
Per comprendere cosa sta accadendo bisogna tornare ai dati positivi esposti dall'Autorità garante, AGCOM, la quale ha introdotto un sistema di filtraggio anti-spoofing, cioè un meccanismo capace di bloccare quelle chiamate che falsificano il numero del chiamante per farlo apparire italiano quando in realtà proviene dall’estero.
Prima sui numeri fissi e poi, dal novembre 2025, anche sui cellulari, questo sistema ha effettivamente ridotto in modo significativo le telefonate “camuffate”.
Sembrava un punto di svolta. E invece è proprio da qui che nasce il nuovo problema.
Le organizzazioni fraudolente non sono scomparse: hanno semplicemente cambiato approccio. Se prima utilizzavano numeri falsamente italiani per aumentare la probabilità di risposta, oggi preferiscono usare numeri esteri reali, aggirando così i filtri. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un aumento delle chiamate con prefissi internazionali, spesso mai visti prima nella quotidianità di un consumatore medio.
Il contenuto di queste comunicazioni, tuttavia, è rimasto sostanzialmente lo stesso, anche se confezionato in modo sempre più credibile. Si va dalle proposte di lavoro “facile” con guadagni immediati, ai messaggi che invitano a cliccare link apparentemente innocui, fino alle telefonate in cui l’interlocutore si presenta come operatore bancario o tecnico di qualche servizio. Cambiano le forme, ma l’obiettivo resta identico: ottenere dati personali, credenziali di accesso o indurre la vittima a compiere azioni economicamente dannose.
In questo contesto continua a circolare anche la cosiddetta truffa dello “squillo”, che induce a richiamare numeri esteri a tariffazione speciale, generando costi elevati in pochi secondi. È una tecnica semplice, quasi rudimentale, ma ancora sorprendentemente efficace, proprio perché fa leva sulla curiosità o sull’urgenza percepita.
Il punto centrale, sotto il profilo della tutela dei consumatori, è che la tecnologia – pur essendo fondamentale – non può rappresentare una soluzione definitiva. L’intervento regolatorio ha funzionato, ma ha prodotto un effetto collaterale prevedibile: lo spostamento del fenomeno verso aree meno controllate. In altre parole, il rischio non è diminuito, si è trasformato.
Per questo motivo, oggi più che mai, la difesa passa da comportamenti consapevoli. Non si tratta solo di “fare attenzione”, ma di adottare un approccio sistematico alla gestione delle comunicazioni indesiderate. Ignorare una chiamata sospetta, evitare di richiamare numeri sconosciuti – soprattutto se esteri – e non interagire con link ricevuti tramite messaggi non verificati non sono più semplici consigli, ma vere e proprie regole di autodifesa digitale.
Anche il rapporto con il proprio operatore telefonico può giocare un ruolo importante: molti utenti non sanno, ad esempio, di poter richiedere il blocco delle chiamate internazionali in entrata o in uscita, riducendo drasticamente l’esposizione a questo tipo di rischio, soprattutto quando tali comunicazioni non sono necessarie per motivi personali o professionali.
In definitiva, il ritorno delle truffe telefoniche non è un fallimento delle misure adottate, ma la dimostrazione della capacità di adattamento dei truffatori. Ed è proprio questa capacità che impone un cambio di mentalità anche da parte dei consumatori.
Perché sì, “di nuovo tu”… ma questa volta riconoscerlo in tempo fa tutta la differenza.

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