La situazione tipica è semplice: l’automobilista affida il mezzo per un tagliando completo, paga regolarmente quanto richiesto e, successivamente, emergono elementi concreti che fanno dubitare dell’effettiva sostituzione di componenti come olio o filtri. Quando gli interventi fatturati non corrispondono a quelli realmente eseguiti, non si è di fronte a una mera irregolarità, ma a una condotta che può assumere rilievo giuridico sotto diversi profili.
Abbiamo deciso di trattare questo argomento con il nostro intervento odierno, anche alla luce di alcune segnalazioni pervenute in merito a tagliandi pagati, ma non eseguiti.
Occorre premettere che con le nuove tecnologie, la questione potrebbe essere risolta in modo immediato attraverso la video ispezione che usualmente i meccanici più seri fanno del veicolo al momento del tagliando, ivi compreso il cambio olio.
- cambio olio: non solo una questione economica, ma anche di tutela e sicurezza
Questa semplice condotta scorretta quali conseguenze può comportare?
- L’omessa o non corretta esecuzione delle prestazioni pattuite integra, in primo luogo, un "inadempimento contrattuale" ai sensi dell’art. 1218 c.c.;
- Inoltre, presentare come effettuato un servizio che non lo è stato può configurare una "pratica commerciale scorretta o ingannevole", ai sensi degli artt. 20 e seguenti del Codice del consumo;
- Nei casi in cui la condotta sia caratterizzata da artifici o raggiri finalizzati a indurre il cliente in errore e ottenere un pagamento non dovuto, può configurarsi anche il reato di "truffa" (art. 640 c.p.), ferma restando la necessità di una valutazione caso per caso.
Il danno per il consumatore è duplice: da un lato il pagamento di un servizio non ricevuto, dall’altro il rischio di usura anomala del motore, guasti e perdita di affidabilità del veicolo.
- I segnali da non sottovalutare
Anche senza particolari competenze tecniche, è possibile individuare alcuni indizi rilevanti:
a.- tempi di lavorazione incompatibili con gli interventi fatturati;
b.- componenti (filtri, parti accessibili) visibilmente sporchi o non sostituiti;
c.- assenza di trasparenza nella documentazione delle lavorazioni;
e.- indisponibilità a mostrare o consegnare i pezzi sostituiti.
Il colore dell’olio può costituire un ulteriore elemento di valutazione, ma non è di per sé decisivo: in alcuni motori, in particolare diesel, l’olio può scurirsi rapidamente anche dopo la sostituzione. È quindi opportuno considerare più elementi nel loro complesso.
- Cosa fare in caso di sospetto
In presenza di dubbi concreti, è fondamentale agire tempestivamente.
1. Documentare i fatti
Conservare fattura, preventivo, eventuali comunicazioni con l’officina e raccogliere documentazione fotografica. È utile annotare anche il chilometraggio e lo stato del veicolo.
2. Verifica tecnica indipendente
Se possibile, richiedere un controllo presso un’altra officina o un tecnico di fiducia, così da ottenere un riscontro oggettivo.
3. Contestazione formale
È opportuno inviare una contestazione scritta tramite PEC o raccomandata A/R, indicando in modo puntuale le difformità riscontrate e formulando le richieste del caso, quali:
- corretta esecuzione degli interventi;
- restituzione delle somme pagate;
- risarcimento di eventuali danni.
4. Prova della difformità
In caso di controversia, il consumatore dovrà dimostrare la differenza tra quanto fatturato e quanto effettivamente eseguito, anche mediante documentazione tecnica o perizia.
- A chi segnalare
Per i profili legati alle pratiche commerciali scorrette, è possibile presentare segnalazione all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), che può accertare e inibire tali condotte.
Qualora emergano possibili profili di rilevanza penale o irregolarità fiscali, è possibile valutare la presentazione di un esposto, denuncia o querela presso le Autorità competenti (Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza).

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