Lo scorso 21 settembre è entrato in vigore l'aggiornamento delle tariffe del Servizio sanitario nazionale. Non tutte le prestazioni aumentano e, soprattutto, non tutti i cittadini pagheranno di più.
Ecco cosa è importante sapere.
(a) Quali prestazioni sono interessate
Il nuovo tariffario riguarda 448 prestazioni di specialistica ambulatoriale, cioè visite, esami diagnostici e altre prestazioni effettuate in ambulatorio, oltre a 222 codici dell'assistenza protesica.
Attenzione però: le tariffe indicate nel tariffario sono gli importi riconosciuti dal SSN alle strutture pubbliche e private accreditate. Non corrispondono automaticamente a quanto il cittadino deve pagare.
Il ticket effettivamente dovuto dipende infatti anche da esenzioni, limite massimo previsto per la ricetta e disposizioni regionali.
(b) Alcuni esempi di aumento
Per diverse prestazioni l'incremento è contenuto. Tra gli esempi:
- prima visita specialistica in neurologia, ginecologia, ortopedia, pneumologia, endocrinologia e gastroenterologia: da 25 a 26 euro;
- prima visita oculistica: da 25,80 a 26,80 euro;
- prima visita dermatologica e allergologica: da 25,40 a 26,40 euro;
- prima visita otorinolaringoiatrica: da 26,20 a 27,20 euro;
- prima visita cardiologica con ECG: da 33,60 a 38 euro;
- agoaspirato della mammella: da 31,25 a 36,50 euro;
- spirometria semplice: da 24 a 24,90 euro;
- elettrocardiogramma: da 11,60 a 12,05 euro;
- prelievo venoso: da 3,80 a 4,30 euro.
(c) Molte prestazioni, invece, non aumentano
Non tutte le tariffe sono state modificate. Restano, tra le altre, a 17,90 euro la visita specialistica di controllo e non cambiano inoltre diverse prestazioni molto comuni, comprese alcune radiografie ed ecografie e numerosi esami di laboratorio, come emocromo, glicemia, emoglobina glicata, colesterolo, trigliceridi, creatinina, TSH e VES.
Per questo parlare di un “rincaro generalizzato dei ticket” può essere fuorviante: per molti cittadini, soprattutto per chi deve effettuare esami del sangue di routine, la spesa può rimanere invariata.
(d) Il limite di 36,15 euro per ricetta
Questo è uno degli aspetti più importanti da conoscere.
Per la specialistica ambulatoriale, il ticket è dovuto secondo le regole previste, con un limite massimo di 36,15 euro per ricetta, salvo esenzioni e particolari disposizioni regionali.
Di conseguenza, un aumento della tariffa di una singola prestazione non significa automaticamente che il cittadino pagherà lo stesso aumento.
L'importo effettivamente richiesto può dipendere anche dal numero di prestazioni inserite nella ricetta e dalle regole applicate nella propria Regione.
(e) Le esenzioni restano valide
L'aggiornamento del tariffario non elimina le esenzioni dal ticket.
Continuano quindi ad applicarsi, se ne ricorrono i requisiti, le esenzioni previste per:
- reddito ed età;
- disoccupazione e determinate condizioni pensionistiche;
- invalidità;
- patologie croniche e malattie rare;
- programmi di screening e diagnosi precoce previsti dal SSN e dalle Regioni.
È importante verificare, per le patologie, quali specifiche prestazioni sono effettivamente comprese nell'esenzione.
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