Oltre 6 milioni di euro raccolti, più di 1,6 milioni sottoposti a sequestro e centinaia di risparmiatori coinvolti secondo le notizie diffuse sull'indagine. La vicenda di BvtBanco Ltd mostra come un investimento possa sembrare credibile anche quando mancano le garanzie fondamentali (per un aiuto/confronto puoi scrivere a sos@consumatoreinformato.it).
Riteniamo, alla luce degli ultimi eventi, vi proponiamo alcuni suggerimenti per evitare di cadere in queste truffe sempre più complesse e sofisticate.
(1) Una banca dall'aspetto credibile, ma senza le necessarie autorizzazioni
Quando segnaliamo delle truffe finanziarie, non sempre ci riferiamo a telefonate insistenti, messaggi sospetti, siti web ambigui o piattaforme online costruite per sottrarre denaro.
La vicenda di BvtBanco Ltd, emersa da un'indagine della Guardia di Finanza di Torino, racconta qualcosa di diverso: un sistema che, secondo gli investigatori, avrebbe fatto leva soprattutto sulla fiducia personale, sull'apparenza di professionalità e sulla promessa di guadagni molto elevati.
In termini più semplici, un nuovo esempio di schema Ponzi o schema Madoff (come funziona questo schema? clicca qui).
Da quanto emerge, si tratterebbe di una presunta attività illecita svolta tra il 2021 e il 2023, periodo nel quale il gruppo avrebbe raccolto oltre 6 milioni di euro da centinaia di risparmiatori, proponendo investimenti collegati all'oro e alle criptovalute.
Attività che non avrebbe portato alcun vantaggio verso i consumatori coinvolti, mentre i principali promotori sono oggetto di indagine e sono già stati oggetto, secondo quanto si legge, da provvedimenti di sequestrato di beni e disponibilità per oltre 1,6 milioni di euro.
Si tratta di un provvedimento cautelare nell'ambito di un procedimento penale: le responsabilità individuali dovranno essere accertate nelle sedi competenti.
Da quanto emerso dall'indagine, BvtBanco Ltd si presentava come una banca d'investimento di diritto londinese, con presenze in Italia e in Spagna, ma sarebbe stata priva delle necessarie autorizzazioni per svolgere l'attività finanziaria proposta.
Il punto è importante: un nome internazionale, una sede fisica e un'organizzazione che sembra professionale non dimostrano che un operatore sia autorizzato a raccogliere e investire il denaro dei risparmiatori.
(2) La promessa di guadagni elevati e il meccanismo dello schema Ponzi
Nella vicenda che stiamo trattando, gli investimenti venivano presentati come opportunità particolarmente redditizie, legate all'oro e alle criptovalute, con percentuali di guadagno molto elevate.
Secondo gli accertamenti riportati dalla stampa, ai clienti sarebbero stati prospettati rendimenti molto elevati e una parte del denaro raccolto sarebbe stata utilizzata per pagare somme presentate come interessi ad alcuni investitori.
È questo uno degli elementi caratteristici di uno schema Ponzi: i pagamenti promessi ai primi partecipanti non derivano necessariamente dai profitti di un investimento reale, ma possono essere finanziati con il denaro versato da altri clienti.
Il sistema può così apparire funzionante per un certo periodo. Chi riceve gli interessi promessi è portato a credere che l'investimento stia producendo risultati e può decidere di lasciare il denaro nel sistema, versarne altro oppure parlarne positivamente ad amici e conoscenti.
Ma quando i nuovi versamenti non bastano più a sostenere i pagamenti, il meccanismo entra in crisi. A quel punto, chi chiede di riavere il proprio capitale può scoprire che le somme disponibili non sono sufficienti.
Per il risparmiatore, la difficoltà è evidente: ricevere regolarmente un rendimento non significa necessariamente che l'investimento sia autentico o sostenibile.
(3) Gli interventi di Consob
In questa vicenda, Consob è intervenuta già nel 2024, con uno specifico provvedimento che ha limitato/bloccato la promozione dei servizi on line di BVTBanco Ltd.
Con la Delibera n. 23347 del 5 dicembre 2024: con questo primo intervento, Consob ha rilevato che BVTBanco Ltd, pur avendo sede legale a Londra, era riconducibile a soggetti italiani, con una sede a Torino e un ulteriore indirizzo sempre a Torino.
Questo intervento dell'Autorità si è reso necessario in seguito di varie denunce presentate da investitori privati italiani che non riuscivano a riavere il denaro versato.
Con la delibera, Consob evidenziava, inoltre, che la società non risultava iscritta negli albi tenuti da Consob e Banca d’Italia, quindi non era abilitata a offrire servizi di investimento al pubblico italiano.
Con il medesimo provvedimento, Consob ha provveduto all'oscuramento del sito web www.bvtbancolimited.com, insieme ad altri tre siti, ordinando la cessazione dell’esercizio abusivo di attività di investimento.
(4) Il vero pericolo è l'apparenza di sicurezza
In questo tipo di vicende, la parte psicologica trova il suo aspetto più importante: i promotori offrono garanzie di guadagno che per l'investitore più accorto devono essere considerate come poco veritiere.
Nel caso di specie, gli aderenti al sistema sarebbero stati dotati di apposite credenziali per accedere a una piattaforma online, mediante la quale potevano controllare l'andamento dell'investimento.
Alcune somme sarebbero state inizialmente corrisposte come interessi, mentre altri fondi sarebbero stati destinati all'acquisto di immobili, terreni e partecipazioni societarie.
Questo sistema di controllo digitale, evidentemente poco veritiero, aveva la finalità di superare il primo scetticismo del consumatore, permettendogli di controllare l'andamento del proprio investimento.
E' evidente che un sito web o una piattaforma digitale vi trasmette dei dati che non è detto che corrispondano agli investimenti reali.
Un contratto può descrivere un prodotto che non viene effettivamente acquistato. Un conto bancario può esistere davvero, ma essere intestato a un soggetto diverso dal cliente.
Anche la presenza di una banca autentica nell'operazione non costituisce una garanzia automatica: occorre verificare chi sia il titolare effettivo del conto, chi riceva il denaro e a quale titolo.
(5) Oro e criptovalute: il nome del prodotto non è una garanzia
Oro e cripto-attività possono essere oggetto di investimenti legittimi, ma questo non rende affidabile qualsiasi proposta che li utilizzi come richiamo commerciale.
Ad onor del vero, quando vi presentano dei prodotti descritti come innovativi, esclusivi o riservati a pochi possono, queste definizioni devono essere prese come campanelli di allarme, in quanto la loro esclusività può rendere più difficile per il risparmiatore comprendere dove finiranno concretamente i propri denari.
Prima di investire bisogna capire che cosa si sta acquistando: oro fisico, quote di un prodotto finanziario, un diritto contrattuale oppure un'esposizione al prezzo di una criptovaluta? Chi detiene l'attività? Dove è custodita? Quali costi si applicano? Come e quando è possibile ottenere la restituzione del capitale?
Se le risposte sono vaghe, contraddittorie o comprensibili soltanto affidandosi alle spiegazioni del promotore, è opportuno fermarsi.
Non basta che il contratto contenga parole come oro, capitale garantito, rendimento o cripto. Occorre verificare la sostanza economica e giuridica dell'operazione.
(6) I controlli da fare prima di consegnare i propri risparmi
La vicenda BvtBanco Ltd ci porta a (ri)proporvi considerazioni già espresse in questo blog ed in primis dimostra che occorre avviare delle verifiche prima di operare un versamento ed avviare una operazione finanziaria, quando è ancora possibile evitare il rischio.
1. Verificare le autorizzazioni. Consultare i registri ufficiali della CONSOB e della Banca d'Italia, secondo il tipo di servizio offerto, per verificare che l'intermediario sia autorizzato a svolgere proprio quell'attività.
Se vengono proposti servizi su cripto-attività, occorre controllare anche le autorizzazioni previste dalla disciplina applicabile. Non basta che il nome della società esista: bisogna verificare l'identità esatta dell'operatore, i servizi autorizzati e l'eventuale presenza di avvisi delle autorità.
2. Non fidarsi delle promesse di rendimento. Un rendimento elevato, presentato come certo o garantito senza spiegazioni verificabili sul rischio e sulla provenienza dei profitti, è un importante segnale di allarme. Anche una proposta che promette di non perdere mai denaro merita verifiche particolarmente rigorose.
3. Controllare chi riceve il denaro. Prima di effettuare un bonifico, verificare l'intestatario del conto e il rapporto tra questo soggetto e l'operatore indicato nel contratto. Non effettuare pagamenti su conti intestati a persone o società estranee all'operazione senza una spiegazione documentata e verificata in modo indipendente.
4. Leggere e comprendere il contratto. Non firmare documenti che non si comprendono, soprattutto se redatti in una lingua straniera. Chiedere una copia integrale, chiarimenti sui rischi, sulle commissioni, sulle modalità di rimborso e sull'identità della controparte. La fretta e la pressione a firmare non devono sostituire la verifica.
5. Non considerare il portale online una prova dell'investimento. Le schermate con i rendimenti e il saldo non dimostrano, da sole, che esistano davvero le attività dichiarate. Servono documenti attendibili e verificabili, non soltanto numeri visualizzati sullo schermo.
6. Diffidare di chi chiede contanti o scoraggia i controlli. Un investimento che richiede versamenti in contanti, promette occasioni irripetibili o invita a non rivolgersi alla propria banca o a un professionista indipendente deve indurre alla massima prudenza.
Le verifiche possono essere effettuate consultando i siti ufficiali della CONSOB e della Banca d'Italia. È preferibile raggiungerli direttamente, senza utilizzare esclusivamente i collegamenti forniti dal promotore.
7. Se si sospetta una truffa, che cosa fare? muoversi e affidarsi ad un professionista o una associazione (sos@consumatoreinformato.it)
Se si è già investito e qualcosa non torna, è importante non aspettare che la situazione peggiori. Occorre conservare i contratti, le ricevute dei versamenti, gli estratti conto, le comunicazioni, le e-mail, i messaggi e le schermate della piattaforma. È utile ricostruire con precisione le date, gli importi, i beneficiari dei pagamenti e le persone con cui si è parlato.
In presenza di elementi concreti di possibile illecito, è opportuno rivolgersi tempestivamente alle forze dell'ordine per presentare denuncia e segnalare la situazione alle autorità competenti, compresa la CONSOB quando si sospetta un'attività finanziaria abusiva.
In questi casi, può tornare utile affidarsi ad un professionista o ad una associazione che possa assistervi in questa attività.
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