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venerdì 23 ottobre 2026

Il DSA mette sotto esame gli algoritmi: la piattaforma digitale deve prevenire i rischi per il consumatore

Dai prodotti contraffatti venduti sui marketplace al design potenzialmente "dipendenza" dei social network: i recenti interventi della Commissione europea nei confronti di AliExpress e Meta mostrano una trasformazione profonda del ruolo delle grandi piattaforme digitali. 

Il Digital Services Act (il Regolamento europeo n. 2022/2065) non impone soltanto di rimuovere i contenuti illeciti: richiede alle piattaforme di individuare, valutare e mitigare i rischi derivanti dal funzionamento dei propri servizi e questa nuova responsabilità può assumere rilievo anche nei rapporti con il consumatore.

Il DSA, come riconosciuto da più parti, rappresenta uno dei principali interventi dell'Unione europea per disciplinare il funzionamento dell'ambiente digitale e il suo obiettivo non è soltanto quello di contrastare i contenuti illegali presenti online, ma di costruire un quadro uniforme di trasparenza, responsabilità e controllo dei servizi digitali, intervenendo sui meccanismi attraverso i quali le piattaforme organizzano, indirizzano e rendono possibile l'attività degli utenti.

Tale aspetto è tutt'altro che secondario, in quanto la normativa comunitaria si inserisce nel precedente quadro europeo della direttiva 2000/31/CE sul commercio elettronico, recepita in Italia dal d.lgs. 70/2003, senza semplicemente cancellarne il sistema, ma ampliando il sistema di tutela. 

La disciplina degli intermediari rimane quindi, per molti aspetti, fondata sulla distinzione tra fornitore del servizio rete digitale (mere conduit), colui che trasmette informazioni su una rete di comunicazione ed effettua una memorizzazione temporanea delle stesse (caching) e il fornitore di servizi che memorizza informazioni fornite dal destinatario del servizio su sua richiesta (hosting) e sulle relative condizioni di esenzione dalla responsabilità.

Le nuove regole introdotte con il DSA aggiungono qualcosa di nuovo e particolarmente significativo: obblighi autonomi di diligenza, trasparenza, organizzazione e gestione dei rischi, soprattutto per le piattaforme di dimensioni molto grandi.

È proprio questo nuovo livello di responsabilità che emerge con particolare chiarezza da due recenti interventi della Commissione europea.

Da una parte, la Commissione ha inflitto ad AliExpress una sanzione di 550 milioni di euro per la violazione degli obblighi relativi alla valutazione e alla mitigazione dei rischi connessi alla diffusione di prodotti illegali, non sicuri o contraffatti.

Dall'altra, ha formulato conclusioni preliminari nei confronti di Meta, ritenendo che il design di Facebook e Instagram possa violare il DSA per non avere adeguatamente valutato e mitigato i rischi collegati a funzionalità come infinite scroll, autoplay, notifiche push e sistemi di raccomandazione altamente personalizzati.

E si tratta di due storie sicuramente molto diverse se vengono analizzate semplicemente sotto il profilo della vicenda in se, ma che in realtà possono avere un punto comune fondamentale: la Commissione non guarda soltanto a ciò che accade sulla piattaforma, ma anche a come la piattaforma è progettata e organizzata per prevenire ciò che può accadere, laddove determinate condotte possano incidere - direttamente o indirettamente - sul consumatore.

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