Esiste un rischio concreto che migliaia di atti emessi dall'Agenzia delle Entrate e da Equitalia siano dichiarati nulli perché firmati da un dirigente privo della qualifica dirigenziale richiesta dalle norme in materia.
Il problema è stato sollevato dal Consiglio di Stato, con sentenza n. 5451/2013 pronunciata di recente, con la quale il giudice amministrativo ha analizzato le nuove norme in materia di nomina dei dirigenti dell'Agenzia delle Entrate e dei loro poteri di firma degli atti amministrativi.
Non è la prima volta che la questione viene affrontata dai giudici amministrativi, i quali hanno provveduto a bloccare gli atti amministrativi di nomina in altre circostanze, ma la sentenza del Consiglio di Stato, depositata il 18 novembre 2013, ha affrontato in modo organico tutta la questione, dando risposta a diversi quesiti.
Senza addentrarci troppo nelle interpretazioni normative fornite dalla CdS, che potete leggere di seguito, richiamiamo l'aspetto più rilevante della pronuncia, ossia la validità degli atti di nomina dei nuovi dirigenti, disciplinati con la legge n. 44/2012 (art. 8, comma 24).
La norma consente, e questo punto viene messo in discussione dal giudice, la possibilità da parte dell'Agenzia delle Entrate di attribuire carichi dirigenziali a tempo determinato "la cui durata è fissata in relazione al tempo necessario per la copertura del posto vacante tramite concorso".
La norma autorizza l'attribuzione degli incarichi dirigenziali, con potere di firma degli atti, ai funzionari dell'Agenzia per un periodo provvisorio; dall'altra, consente di salvaguardare gli incarichi già affidati a funzionari privi di qualifica dirigenziale.
Il Consiglio di Stato afferma che "Appare evidente come la norma ora richiamata, legittimando ex post l'attribuzione di incarichi dirigenziali a funzionari privi della relativa qualifica, si pone quale factum principis sopravvenuto, tale da determinare la declaratoria di improcedibilità degli appelli per sopravvenuto difetto di interesse alla decisione".
Il Giudice, notato questo potenziale contrasto della norma con i principi costituzionali, ha deciso di rinviare la questione alla Corte Costituzionale, come si evince dalla sentenza di seguito proposta.
Rischio illegittimità per gli atti dell'Agenzia delle Entrate by Consumatore Informato
Il problema è stato sollevato dal Consiglio di Stato, con sentenza n. 5451/2013 pronunciata di recente, con la quale il giudice amministrativo ha analizzato le nuove norme in materia di nomina dei dirigenti dell'Agenzia delle Entrate e dei loro poteri di firma degli atti amministrativi.
Non è la prima volta che la questione viene affrontata dai giudici amministrativi, i quali hanno provveduto a bloccare gli atti amministrativi di nomina in altre circostanze, ma la sentenza del Consiglio di Stato, depositata il 18 novembre 2013, ha affrontato in modo organico tutta la questione, dando risposta a diversi quesiti.
Senza addentrarci troppo nelle interpretazioni normative fornite dalla CdS, che potete leggere di seguito, richiamiamo l'aspetto più rilevante della pronuncia, ossia la validità degli atti di nomina dei nuovi dirigenti, disciplinati con la legge n. 44/2012 (art. 8, comma 24).
La norma consente, e questo punto viene messo in discussione dal giudice, la possibilità da parte dell'Agenzia delle Entrate di attribuire carichi dirigenziali a tempo determinato "la cui durata è fissata in relazione al tempo necessario per la copertura del posto vacante tramite concorso".
La norma autorizza l'attribuzione degli incarichi dirigenziali, con potere di firma degli atti, ai funzionari dell'Agenzia per un periodo provvisorio; dall'altra, consente di salvaguardare gli incarichi già affidati a funzionari privi di qualifica dirigenziale.
Il Consiglio di Stato afferma che "Appare evidente come la norma ora richiamata, legittimando ex post l'attribuzione di incarichi dirigenziali a funzionari privi della relativa qualifica, si pone quale factum principis sopravvenuto, tale da determinare la declaratoria di improcedibilità degli appelli per sopravvenuto difetto di interesse alla decisione".
Il Giudice, notato questo potenziale contrasto della norma con i principi costituzionali, ha deciso di rinviare la questione alla Corte Costituzionale, come si evince dalla sentenza di seguito proposta.
Rischio illegittimità per gli atti dell'Agenzia delle Entrate by Consumatore Informato
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