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domenica 14 novembre 2021

No alla vendita self service del pane precotto o congelato al supermercato

Nei supermercati italiani sono destinati a scomparire, nelle prossime settimane, gli scompartimenti destinati alla vendita self service del pane.

Il cliente non potrà più, in altre parole, arrangiarsi da solo nel riempirsi il sacchetto con il pane venduto nel supermercato, ma il prodotto dovrà essere preconfezionato ed esposto in modo da consentire il rispetto delle norme igieniche.

Il Consiglio di Stato si è espresso in tal senso, facendo proprie le conclusioni già raggiunte, seppur con diverse motivazioni, dalla Cassazione (sentenza 14720/2020), e non ha ritenuto corretta la vendita del pane precotto con modalità "fai da te".

Occorre ricordare, come si legge nella sentenza che potete trovare di seguito, che la vendita di "pane parzialmente cotto surgelato" o "pane precotto" deve avvenire con modalità specifiche e, in particolare, il prodotto deve essere proposto alla clientela confezionato.

La severa disciplina prevista per il pane precotto è giustificata da ragioni di ordine sanitario e coinvolge anche l'etichettatura del prodotto che deve specificare, tra l'altro, la circostanza che non si tratta di pane fresco.

Esiste, quindi, l'obbligo di confezionamento del pane precotto o surgelato, con appositi materiali che ne garantiscano la salubrità e, in ultima istanza, la sicurezza per il consumatore.

E' vero, al contrario, che nei supermercati è possibile trovare, da anni, la vendita del pane con il "fai da te": il consumatore si procura autonomamente la quantità di pane necessario.

Orbene, il Consiglio di Stato ha censurato tale modalità di vendita del pane, osservando che salvo difficoltà oggettive e adeguatamente motivate, il venditore deve confezionare il prodotto in luogo diverso e non può proporlo in vendita con modalità self service.

 Qui di seguito, il Consiglio di Stato - III^ Sez. - sentenza n. 6677/2021.

venerdì 15 luglio 2016

Mulino Bianco richiama molti prodotti per possibili residui metallici

Mulino Bianco, storico marchio del Gruppo Barilla, ha annunciato di aver avviato una massiccia campagna di richiamo volontario di prodotti venduti ai consumatori negli ultimi mesi.

Si tratta di lotti prodotti usciti dallo Stabilimento di Cremona e venduti nei grossi supermercati italiani e che, secondo il comunicato stampa che appare sul sito web di Mulino Bianco potrebbero  contenere alcuni frammenti di metallo: "Stiamo conducendo un richiamo volontario di alcuni lotti di alcuni dei nostri prodotti come misura precauzionale a tutela della Vostra sicurezza.

Abbiamo deciso di fare questo richiamo a seguito della segnalazione da parte di un fornitore della possibile presenza di frammenti metallici in una partita di sale utilizzata presso il nostro Stabilimento di Cremona.".

Il rischio di contaminazione è remoto, a detta di Mulino Bianco, e non dovrebbe esserci alcun rischio per i consumatori, ma tant'è hanno preferito procedere al ritiro dei prodotti.

Quali sono i prodotti oggetto del richiamo?
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