venerdì 30 gennaio 2026

Trento: anche nel 2026 il contributo comunale per l'affitto della casa

Questo nostro intervento è dedicato a chi vive a Trento, città sempre più cara e dove il canone di locazione può influire sul bilancio familiare. 

Per tale ragione riteniamo doveroso segnalare che anche per l'anno 2026, il Comune di Trento ha previsto una serie di aiuti economici per coloro che non sono proprietari di casa, ma hanno un contratto di locazione che incide e non poco sul bilancio mensile.

La buona notizia è che il Comune di Trento ha deciso, per l'anno 2026, di intervenire prevedendo degli aiuti economici che possono alleggerire questa spesa e che vogliamo illustrarvi con questo articolo al fine di fare chiarezza insieme, senza perderci in burocrazia incomprensibile.


A.- Il contributo integrativo comunale: fino a 300 euro al mese

Il contributo integrativo al canone di locazione del Comune di Trento è probabilmente l'aiuto più conosciuto. Parliamo di cifre che vanno da 40 a 300 euro al mese, per un massimo di 12 mesi. Non male, vero? Ma attenzione: l'importo non può superare il 50% del canone che paghi effettivamente.

Esempio pratico: se il tuo affitto è di 500,00 euro al mese, il contributo massimo che potresti ottenere sarà di 250 euro, anche se teoricamente potresti avere diritto a 300. 

Il limite del 50% è finalizzato ad evitare che il contributo copra l'intero affitto, mantenendo un equilibrio tra sostegno pubblico e responsabilità del singolo affittuario.

    A.1.- Chi è legittimato ad ottenere questo vantaggio?

La risposta è abbastanza scontata, in quanto non basta essere avere una casa in locazione, ma servono specifici requisiti legati al reddito e alla composizione del nucleo familiare. 

Occorre ricordare che il criterio reddituale viene determinato attraverso l'ICEF, ovvero l'Indicatore della Condizione Economica Familiare, che in Trentino sostituisce l'ISEE nazionale ed è uno strumento che fotografa la situazione economica complessiva della famiglia, considerando redditi, patrimonio, numero di componenti e altre variabili.

Come ogni anno, il bando proposto dall'Amministrazione locale fissa delle soglie ICEF diverse a seconda delle priorità: famiglie con figli minori, anziani, persone con disabilità o nuclei in situazioni di particolare fragilità potrebbero avere accesso privilegiato o soglie più alte.

    A.2.- Come e dove presentare domanda

Come già verificatosi negli anni precedenti, il bando proposto dal Comune di Trento (o dalla Provincia autonoma) non è previsto per tutto l'anno, ma ha un termine entro il quale la domanda deve essere presentata che per l'anno 2026 è il 26 febbraio.

Le domande solitamente si presentano attraverso:

  • Lo Sportello Sociale del Comune di Trento (dove puoi anche ricevere assistenza per compilare la richiesta);
  • Servizi digitali dedicati, accessibili dal sito comunale con SPID o CIE

Vi consigliamo di accedere al sito web del Comune di Trento per verificare le modalità di presentazione della domanda e rimanere aggiornati.


B. I contributi provinciali: occhio alle categorie specifiche

La Provincia autonoma di Trento gestisce bandi paralleli, spesso rivolti a categorie specifiche di cittadini. Nel 2026 potrebbero essere confermati (come negli anni precedenti) contributi dedicati a:

  • Giovani under 40: aiuti per chi affronta il primo affitto o vuole acquistare casa
  • Famiglie numerose: nuclei con tre o più figli
  • Situazioni di fragilità: famiglie a rischio sfratto, nuclei monoparentali, persone seguite dai servizi sociali

Anche qui, i requisiti ruotano attorno all'ICEF e alla residenza in Trentino. Gli importi e le modalità variano a seconda del bando specifico, quindi diventa fondamentale leggere con attenzione gli avvisi quando vengono pubblicati.

        B.1.- Dove trovare informazioni aggiornate

Il portale provincia.tn.it è il riferimento principale. Si può cercare nelle sezioni "Bandi e gare", "Abitare" o "Servizi al cittadino". A volte i bandi sono gestiti anche da enti come ITEA (l'Azienda provinciale per l'edilizia residenziale), quindi potrebbe essere utile monitorare anche il loro sito web.

        B.2.- L'intreccio con l'Assegno di Inclusione (ADI)

Se nel nucleo familiare qualcuno percepisce l'Assegno di Inclusione (la misura nazionale contro la povertà che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza), c'è un aspetto importante da considerare: l'ADI prevede una quota specifica destinata all'affitto (la cosiddetta "quota b").

In tale circostanza, al momento della richiesta del contributo comunale o provinciale per l'affitto, questa quota viene decurtata dall'importo del contributo locale che spetterebbe alla persona legittimata. 

In pratica, il contribuente non può ricevere due volte lo stesso tipo di sostegno per la stessa spesa e ciò nell'ottica di evitare sovrapposizioni e garantire che le tutele possano essere percepite da più persone.


C. La documentazione da presentare

Quando esce un bando, comunale o provinciale, il contribuente dispone di poche settimane  per presentare domanda e quindi, al fine di evitare corse dell'ultimo minuto, conviene preparare i seguenti documenti per tempo:

  1. Contratto di locazione registrato (deve essere nel libero mercato, non edilizia popolare)
  2. Attestazione ICEF aggiornata (la rilascia il CAF)
  3. Documento d'identità valido
  4. Codice fiscale di tutti i componenti del nucleo
  5. Ricevute di pagamento del canone (potrebbero chiederti quelle degli ultimi mesi)
  6. Eventuale documentazione sulla composizione del nucleo familiare

Se la tua situazione ICEF non è aggiornata, corri subito ai ripari: il calcolo tiene conto dei redditi dell'anno precedente e di altri elementi patrimoniali, quindi devi farlo fare da un CAF o da un commercialista abilitato.

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