domenica 19 luglio 2026

Il prezzo è elemento fondamentale del contratto - deve essere indicato nel documento che firmate

Non vi è mai capitato di concludere un contratto e rimandare, in seguito, la determinazione del prezzo di vendita? è regolare posticipare l'indicazione del prezzo di vendita di un prodotto o servizio?

Il provvedimento che vi proponiamo di seguito ci consente di fare un po' di chiarezza sul punto, in quanto la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6142 del 24 febbraio 2022, ricorda un principio che ogni consumatore dovrebbe tenere bene a mente: quando la legge richiede la forma scritta, gli elementi essenziali del contratto devono essere chiaramente indicati nel documento. Se manca un elemento fondamentale, il contratto può addirittura essere nullo.

Il caso affrontato dai giudici di legittimità non riguarda direttamente i consumatori, in quanto  si discuteva della costituzione onerosa di un diritto di usufrutto su un immobile tra privati, ma il principio può trovare giusta applicazione anche in ipotesi di rapporto tra professionista e consumatore.

Nella scrittura privata le parti avevano dichiarato semplicemente che il prezzo era già stato interamente pagato, senza però indicarne l'importo né il criterio per determinarlo. 


- Cosa dice la Cassazione: contratto determinato/prezzo elemento fondamentale

La Suprema Corte viene chiamata a decidere questo tipo di vicenda ed opera una precisa premessa: se per il contratto è prevista la forma scritta, tutti gli elementi fondamentali del contratto devono essere indicati in modo chiaro e determinato nel testo: anche il prezzo.

"Nei negozi formali la volontà delle parti deve rivestire la forma scritta prevista per la validità almeno per quanto riguarda gli elementi essenziali (consenso, "res", "pretium").

E' costante l'insegnamento di questa Corte che - in tal caso - l'oggetto del contratto deve essere determinato o determinabile sulla base degli elementi risultanti dal contratto stesso, non potendo farsi ricorso ad elementi estranei al documento (Cass. 8765/2021; Cass. 525/2020; Cass. 28762/2018; Cass. 3234/2015; Cass. 21352/2014; ; Cass. 1432/2004; Cass. 887/1999).".

Quando la legge richiede che un contratto sia scritto, è comunque possibile definire i dettagli rimandando a dati o documenti esterni. L'importante è che questi elementi esterni siano chiari, precisi e facili da individuare.

La quietanza di pagamento può essere considerato elemento esterno idoneo ad attestare l'elemento del prezzo? la risposta è negativa, in quanto la quietanza dimostra che qualcuno afferma di aver ricevuto un pagamento, ma non sostituisce il contratto né integra un elemento essenziale che avrebbe dovuto essere riportato per iscritto. Se il prezzo non è indicato o non è oggettivamente determinabile sulla base di criteri richiamati nello stesso contratto, il requisito della forma scritta non è rispettato: "Non era - quindi - sufficiente che i contraenti avessero dato atto del pagamento del prezzo: tale dichiarazione, pur presupponendo che un accordo fosse stato raggiunto in ordine all'entità del corrispettivo, consentiva di individuare la causa del contratto, ma non forniva alcuna indicazione né sull'ammontare del corrispettivo, né sul criterio da impiegare per giungere alla sua quantificazione, non essendo assicurata la determinazione (o determinabilità) in forma scritta di un elemento essenziale del contratto (il prezzo).

Si tratta di una decisione che va ben oltre il caso dell'usufrutto. Il principio può interessare numerosi rapporti che coinvolgono anche i consumatori: compravendite immobiliari, cessioni di diritti, accordi patrimoniali e, più in generale, tutti quei contratti per i quali la legge impone la forma scritta.


- Perché dobbiamo tenere in considerazione il principio della Suprema Corte

Come associazione di tutela dei consumatori vediamo spesso controversie nate proprio da accordi incompleti o redatti con eccessiva superficialità, fondati sulla fiducia o su presunte ed ulteriori pattuizioni intervenute a voce. 

Non è raro trovare contratti che rinviano a future intese, che contengono formule generiche oppure che si limitano ad affermare che "tutto è stato concordato" oppure integrate, in seguito, con messaggi sms o Whatsapp. 

Quando insorge un problema, però, diventa difficile dimostrare cosa fosse stato realmente pattuito, e ben potete comprendere quanto sia delicata questo tipo di questione.

La Cassazione ricorda che la certezza dei rapporti giuridici nasce prima di tutto dalla chiarezza del contratto. Ciò che è scritto tutela entrambe le parti; ciò che rimane soltanto nelle conversazioni o nelle intenzioni rischia invece di diventare fonte di contenzioso.

Ricordatevi che se il prezzo non compare nel contratto, quest'ultimo potrebbe essere dichiarato nullo (se esiste l'obbligo di forma scritta).

- I nostri consigli pratici per voi che state concludendo un contratto

Prima di firmare un contratto è sempre opportuno:

- verificare che il prezzo sia indicato in modo preciso oppure che siano riportati criteri oggettivi e già individuabili per determinarlo;

- diffidare delle formule generiche come "importo già concordato" o "corrispettivo già versato" se manca qualsiasi riferimento all'entità della somma;

- pretendere che ogni modifica dell'accordo sia riportata per iscritto;

- conservare copia integrale del contratto e di tutta la documentazione collegata;

- chiedere assistenza prima della firma quando il contenuto del contratto presenta clausole poco chiare o incomplete.

Cassazione Civile - Sez. II^ sentenza n. 6142/2022

Contratto - forma scritta - indicazione del prezzo by Consumatore Informato

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