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venerdì 16 dicembre 2016

Dieselgate: non c'è solo Volkswagen

Oltre il dieselgate e sicuramente peggio della vicenda Volkswagen. Questo ci viene da pensare dopo aver visto il recente, e semi sconosciuto dalle nostre parti, report indipendente pubblicato qualche mese fa negli Stati Uniti, secondo il quale  nessuna delle vetture certificate Euro 6 rispetterebbe i limiti di emissione previsti dalla legge comunitaria.

Secondo la relazione, che potete trovare di seguito in lingua inglese,  molti veicoli certificati Euro 6 supererebbero i limiti di inquinamento anche di 15 volte, così come  riportato nel report redatto da Transport & Environment, e diffuso dal giornale The Guardian.

Ed in particolare, FCA (Fiat) assieme ad Alfa Romeo e Suzuki risulterebbe la più inquinante delle  case costruttrici, producendo veicoli altamente inquinanti e non corrispondenti ad un sistema  di certificazione non adeguato ai nuovi mercati dell'auto.

Qui un interessante grafico dei livelli di inquinamento rilevati dal report di T&E.


Alla luce dei dati appena riportati, appare di tutta evidenza che la questione inquinamento dei veicoli troverà nuovi ed imprevedibili sviluppi, nella speranza che vi sia la seria volontà di approfondire la questione ed accertare la trasparenza dei dati dichiarati dai produttori di auto in merito alle reali   emissioni delle automobili.

Qui il report.

domenica 15 maggio 2016

Fiat condannata per pratica commerciale scorretta

Questa domenica vi proponiamo il recentissimo provvedimento sanzionatorio adottato dall'Antitrust a Fiat per aver messo in atto delle pratiche commerciali scorrette, attraverso spot pubblicitari trasmessi nei mesi scorsi attraverso i mezzi di comunicazione più importanti a livello nazionale.

Nei mesi scorsi, in particolare, FCA (Fiat Chrysler Automobiles) ha proposto alcune offerte per l'acquisto dei propri veicoli (Panda, Punto, Qubo etc..) a prezzi particolarmente interessanti.


Uno dei mezzi pubblicitari  oggetto di analisi da parte dell'Antitrust era il seguente: “Fiat proroga la più pesante delle offerte! Con formula mano pesante Panda è tua a 8.000 euro con 5 porte, clima e radio. Anche senza rottamazione. Fino al 31 ottobre!”. A fronte di tale indicazione del prezzo dell’autovettura, in una nota con ridotti caratteri grafici, era precisato “prezzo promo 8.000 €, a fronte dell’adesione al finanziamento specifico di FCA Bank (IPT e contributo PFU esclusi) e dell'immatricolazione entro il 31 ottobre 2015. Es. fin.: Anticipo Zero, 72 rate mensili di € 157,00, Importo Totale del Credito € 9.253,50 (inclusa Marchiatura SavaDna € 200 e Polizza Pneumatici € 29,75, Prestito Protetto facoltativo € 708, spese pratica € 300, Bolli € 16,00). Interessi € 1.799. Importo Totale Dovuto € 11.325, spese incasso SEPA € 3,5/rata, spese invio e/c €3/anno. TAN fisso 5,95%, TAEG 9,45%. Salvo approvazione”


La pratica commerciale posta in essere da Fiat, quindi, ha riguardato la proposta di promozioni sull'acquisto delle autovetture del marchio FIAT, con la proposta di formule particolarmente interessanti per il consumatore, allettato da un prezzo in promozione decisamente più contenuto rispetto a quello ordinario.


L'Autorità garante ha accertato, però, che questo e altri messaggi pubblicitari diffusi da FIAT negli ultimi mesi, hanno subordinato l'acquisto al prezzo pubblicizzato alla accensione di un contratto di finanziamento con FCA Bank S.p.a..


In altri termini, l'offerta era riservata solo a coloro che avessero usufruito del finanziamento con FCA Bank S.p.A., società del gruppo FCA, circostanza non adeguatamente chiarito nei messaggi pubblicitari.


Né i messaggi rendevano noto il costo del credito al consumo soggetto per l'acquirente che intendesse acquistare l'automobile a rate, né tantomeno il prezzo complessivo e reale pagato dal consumatore.


Ne derivava che l'importo indicato nel messaggio pubblicitario non corrispondeva al prezzo complessivo che l'acquirente avrebbe versato acquistando il veicolo attraverso il credito al consumo.


Per tali ragioni, l'Antitrust ha condannato FCA Italy S.p.a. al pagamento di euro 300.000,00 per pratica commerciale scorretta, avendo violato gli artt. 20, 21 comma 1, lettera d), e 22, commi 1, 2 e 4, lettera d), del Codice del Consumo.


Qui il provvedimento di AGCM.


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