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domenica 17 maggio 2026

Diesel contaminato: risarcimento pieno secondo il tribunale

L'argomento trattato con il nostro intervento odierno riguarda una vicenda che potenzialmente può riguardare tutti gli automobilisti: il diesel sporco e la possibilità che l'automobile si rovini (per maggiori informazioni o per assistenza, scrivi a sos@consumatoreinformato.it).

Vogliamo proporvi questo provvedimento del Tribunale di Rovereto al fine di darvi anche dei suggerimenti pratici per ottenere il risarcimento nel caso di sospetto carburante difettoso. 

Perché il semplice sospetto non è certezza di risarcimento del danno, ed è quello che ci dice il giudice trentino: non basta invocare genericamente il Codice del Consumo, bisogna scegliere la giusta azione giuridica e costruire correttamente la prova.

Ecco perché vogliamo darvi alcuni consigli per raccogliere le prove necessarie per dimostrare il danno e il vostro diritto al risarcimento: se volete avere qualche chance di risarcimento del danno, dovete provare tutto!


1.- Il caso: dal rifornimento al danno

Una consumatrice effettua rifornimento di gasolio presso un distributore. Il giorno successivo, durante un viaggio, l’auto perde potenza fino a fermarsi. Interviene il carro attrezzi, il veicolo viene portato in officina e qui emerge un dato decisivo: carburante contaminato da sabbia e detriti, con danni rilevanti all’impianto di alimentazione.

La consumatrice si rivolge al Tribunale di Rovereto al fine di chiedere:

- restituzione del prezzo del carburante;

- risarcimento delle riparazioni effettuate presso l'officina;

- rimborso del carro attrezzi e dell’auto sostitutiva. 

In giudizio vengono chiamati sia il gestore del distributore sia la compagnia petrolifera, ed il Tribunale accoglie in larga parte la domanda, ma propone alcuni passaggi giuridici che meritano di essere trattati per l'impatto pratico per i consumatori.

1a.- Il primo punto chiave: a volte il Codice del Consumo non è la soluzione

Il Tribunale di Rovereto sgombra subito il campo da ogni dubbio in merito all'applicabilità del Codice del Consumo rispetto alla vicenda di cui trattasi (vendita di carburante sporco), chiarendo che a questo tipo di casi non si può fare riferimento alla disciplina di settore.

Il Codice del Consumo propone una soluzione, la disciplina del difetto di conformità (clicca qui per un approfondimento), che prevede vari rimedi (riparazione o sostituzione, riduzione del prezzo, risoluzione del contratto), ma non include espressamente il risarcimento del danno.

Nel caso concreto, il danno non riguarda il bene venduto (il carburante), ma un bene diverso: l’automobile danneggiata dal carburante. E qui il Codice del Consumo non può essere utile.

La tutela, però, non viene meno e può essere raggiunta attraverso altre strade, in primo luogo quella prevista dal contratto di vendita ex artt. 1470 c.c..

1.b.- Vendita di carburante - responsabilità da vendita di cosa viziata (art. 1494 c.c.)

Il Tribunale qualifica correttamente la domanda come azione risarcitoria per vizi della cosa venduta, dando applicazione ad un principio molto chiaro:

se il bene venduto è viziato (qui: gasolio contaminato) + e il vizio lo rende inidoneo all’uso

=

il venditore deve risarcire tutti i danni causati

E quindi, se viene provato il collegamento tra il diesel sporco e i danni sofferti, il consumatore ha il diritto ad essere rimborsato non solo il prezzo pagato, ma anche i danni conseguenziali: nel caso di specie, quelli al motore e le spese collegate.

Un passaggio particolarmente rilevante: questa azione può essere proposta anche da sola, senza chiedere necessariamente la risoluzione del contratto o la riduzione del prezzo.

1c.- Chi citare in giudizio: attenzione a non sbagliare bersaglio

Altra questione non secondaria riguarda il soggetto che è chiamato a rispondere per il danno e su questo punto il Tribunale di Rovereto è netto nell'individuare quale soggetto responsabile il gestore del distributore con cui viene concluso il contratto con il consumatore.

In termini più semplici, le nostre rimostranze devono essere indirizzate verso colui che ha consegnato il bene viziato, mentre rimane esclusa la compagnia petrolifera (produttore), perché è estranea al contratto di vendita (non è legittimata passivamente nell’azione ex art. 1494 c.c.).


2.- Vuoi il risarcimento? la prova che devi fornire

Qui si gioca tutto. E la sentenza è molto chiara nel definire quale siano i fatti che il consumatore deve provare, ossia:

            a.- L’esistenza del vizio

La prima e scontata prova riguarda il difetto del carburante la cui prova grava sul consumatore e nel caso affrontato, tale prova è stata raggiunta attraverso i documenti fotografici accertati in officina ove è stata dimostrata la presenza di sabbia e detriti nel gasolio.

            b.- Il danno è conseguenza del diesel sporco (il criterio probabilistico)

Dobbiamo provare che il danno subito (il motore del veicolo danneggiato) è diretta ed immediata conseguenza del carburante "sporco".

E' chiaro che la prova con certezza al 100% non può essere portata davanti al giudice, il quale però può utilizzare un criterio giuridico molto in voga nei tribunali: “più probabile che non”: questo principio prevede che un evento (il motore danneggiato) è considerato come occorso/causato da una determinata condotta (l diesel sporco) se tale ipotesi è più probabile del suo contrario, utilizzando un criterio probabilistico.

Quali sono gli elementi che possono soddisfare il nostro criterio nel caso di danno da diesel sporco?

Nel caso affrontato dal Tribunale di Rovereto sono stati considerati i seguenti parametri:                   (a) rifornimento;

        (b) uso immediatamente successivo della vettura;

        (c) guasto dell'auto;

        (d) riscontro tecnico coerente;

        (e) denuncia rapida del danno al gestore.

Trattasi di una sequenza logica e credibile che accerta con probabilità più elevata dell'opposto che l'evento si sia verificato come conseguenza del carburante venduto al distributore.

        c.- Il fatto storico del rifornimento

Occorre dimostrare dove e quando è stato effettuato il pieno e per fornire questa prova dovete:

  • conservare gli scontrini o pagamenti elettronici,
  • testimonianze,
  • elementi circostanziali precisi.

Nel caso affrontato dal giudice trentino, anche senza scontrino, le testimonianze sono state decisive per attestare il fatto contestato al venditore.


3.- Il risarcimento del danno

Se il consumatore prova tutti gli elementi che abbiamo descritto, si configura la responsabilità ex art. 1494 c.c. del venditore, il quale risponder per il vizio, salvo che provi di averlo ignorato senza colpa.

Quali sono i danni che possono essere liquidati? il Tribunale di Rovereto individua tutti i danni che devono essere risarciti a causa del danno subito, ed in particolare:

- costi di riparazione del veicolo,

- carro attrezzi,

- auto sostitutiva (per il periodo di inutilizzo),

- restituzione del prezzo del carburante,

- rivalutazione e interessi (trattandosi di debito di valore).

- spese legali.

Questo conferma un principio fondamentale: il risarcimento copre tutte le conseguenze dannose riconducibili al vizio, non solo il bene acquistato.


4.- Come costruire la prova: indicazioni pratiche

Già quanto abbiamo proposto ci consente di individuare cosa deve essere dimostrato, in quanto il Tribunale di Rovereto offre, con la sentenza oggetto di commento, una vera e propria guida operativa.

Per riassumere:

- Subito dopo il rifornimento:

conservare scontrino o prova di pagamento;

annotare data, ora e luogo;

documentare con foto eventuali anomalie;

chiamare il soccorso stradale (il verbale è prova preziosa).


- In officina:

chiedere espressamente la verifica del carburante;

far documentare la presenza di impurità;

ottenere relazioni tecniche chiare e dettagliate;

se possibile, conservare un campione.


- Testimonianze:

chi era presente al rifornimento può essere decisivo;

il meccanico può descrivere i riscontri tecnici (non come perito, ma come testimone dei fatti osservati).


- Reclamo:

inviare subito una contestazione scritta al gestore;

allegare tutta la documentazione disponibile;

agire senza ritardi, soprattutto dopo la “scoperta” del vizio.

Tribunale di Rovereto - sentenza n. 174/2025.

lunedì 17 luglio 2023

Livigno (SO) - arriva la stangata per i distributori di benzina

Fonte: comunicato stampa
4 luglio 2023
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha sanzionato per un importo complessivo di oltre 4 milioni di euro (4.287.186,97) le società Cus.Car. S.r.l., Fibo S.r.l., Ges.Car. S.r.l. di Cusini Bernardo & C., Tre.Car. S.r.l., CU.BA. S.r.l., Global Service S.r.l., Bondi Carburanti di Bormolini Luigi S.r.l. e Silroc S.r.l.

L’Autorità ha infatti accertato l’esistenza - nel periodo 2012-2022 - di un’intesa anticoncorrenziale tra le società di distribuzione di carburanti per autotrazione (gasolio e benzina) che operano nel comune di Livigno, in provincia di Sondrio. Secondo l’AGCM l’intesa veniva attuata attraverso comunicazioni settimanali via mail con indicazioni puntuali dei prezzi futuri da applicare negli impianti di distribuzione al dettaglio. Queste mail erano inviate da una persona fisica ad un elenco, visibile a tutti i destinatari, contenente gli indirizzi delle società in questione.

lunedì 8 giugno 2020

Volkswagen: consumatore tedesco risarcito dal giudice per l'auto truccata

La recente pandemia ha parzialmente oscurato la grande novità intervenuta in favore dei consumatori tedeschi attraverso la sentenza resa dalla Corte federale tedesca in favore di un cliente Volkswagen.

La vittoria di questo consumatore, uno dei settantamila che hanno intentato causa alla nota casa automobilistica, può essere da spartiacque in favore degli altri consumatori tedeschi e, magari, europei.

- Dieselgate
La vicenda è nota ed è stata trattata anche in questo blog (vedi qui), riguardando gli acquirenti di veicoli equipaggiati con motore diesel EA189, con emissioni di gas superiori a quelli dichiarati.

La casa automobilistica tedesca era stata costretta, come noto, ad un massiccio richiamo per l'aggiornamento del software dello "stabilizzatore di flusso" idoneo a migliorare le emissioni del veicolo.

La vicenda, però, ha avuto conseguenze giudiziarie con le numerose azioni collettive avviate negli Stati Uniti e quelle proposte in Europa, ed in particolare in Germania.

venerdì 16 dicembre 2016

Dieselgate: non c'è solo Volkswagen

Oltre il dieselgate e sicuramente peggio della vicenda Volkswagen. Questo ci viene da pensare dopo aver visto il recente, e semi sconosciuto dalle nostre parti, report indipendente pubblicato qualche mese fa negli Stati Uniti, secondo il quale  nessuna delle vetture certificate Euro 6 rispetterebbe i limiti di emissione previsti dalla legge comunitaria.

Secondo la relazione, che potete trovare di seguito in lingua inglese,  molti veicoli certificati Euro 6 supererebbero i limiti di inquinamento anche di 15 volte, così come  riportato nel report redatto da Transport & Environment, e diffuso dal giornale The Guardian.

Ed in particolare, FCA (Fiat) assieme ad Alfa Romeo e Suzuki risulterebbe la più inquinante delle  case costruttrici, producendo veicoli altamente inquinanti e non corrispondenti ad un sistema  di certificazione non adeguato ai nuovi mercati dell'auto.

Qui un interessante grafico dei livelli di inquinamento rilevati dal report di T&E.


Alla luce dei dati appena riportati, appare di tutta evidenza che la questione inquinamento dei veicoli troverà nuovi ed imprevedibili sviluppi, nella speranza che vi sia la seria volontà di approfondire la questione ed accertare la trasparenza dei dati dichiarati dai produttori di auto in merito alle reali   emissioni delle automobili.

Qui il report.

lunedì 8 agosto 2016

Qui alcuni suggerimenti per risparmiare sul pieno di carburante

Esiste la concreta possibilità di poter risparmiare qualche euro quando facciamo il pieno al distributore e, più in generale, quando utilizziamo il nostro veicolo come mezzo di trasporto quotidiano?

La risposta non può che essere affermativa anche considerando le recenti novità intervenute in questo mercato, con l'avvento delle cosiddette "pompe bianche", ossia gestori di benzina/diesel distinti dalle grandi compagnie petrolifere (distributori senza logo).

Più in generale, abbiamo già trattato l'argomento fornendo ai nostri lettori del blog alcuni suggerimenti di guida che possono concretamente consentire una riduzione sensibile del consumo del carburante quando si guida (vedi qui).

E il risparmio può passare anche dal rifornimento, rivolgendoci alle pompe bianche, come spiegato in precedenza stazioni di servizio indipendenti e non legale ad alcun marchio di primarie compagnie petrolifere.

Il risparmio che è possibile ottenere varia dal 10% sino al 20%, con soddisfazione dell'automobilista sensibile al suo portafoglio.

Dove si trovano queste pompe bianche?

Un sito web presente in rete da alcuni anni e che trattata questo argomento è pompebianche.it, portale che indica in modo aggiornato e continuo tutti i distributori indipendente esistenti lungo la tratta stradale urbana ed extraurbana del nostro paese.

Il sito web presenta alcuni aspetti positivi, primo fra tutti il continuo aggiornamento della cartina virtuale, molto importante per poter comprendere dove trovare questi distributori di benzina.

Il sito web è collegato con un altro sito web importante per chi vuole risparmiare sul pieno, prezzibenzina.it, servizio gestito da alcune associazioni dei consumatori e che fornisce aggiornamenti continui in merito ad orari, prezzi ed eventuali servizi offerti dai distributori indipendenti.

E' prevista, a tal proposito, anche una applicazione per poter utilizzare il servizio anche via smartphone, con la possibilità di attivare il navigatore che ti guida fino al distributore.

Vi segnaliamo, infine, un buon sito web per chi possiede un veicolo a GPL e metano e sia alla ricerca dei pochi distributori che erogano il gas ai veicoli. Stiamo parlando di ecomotori.net già da noi trattato in altra sede (vedi).

sabato 30 luglio 2016

Volkswagen/dieselgate- a che punto siamo?

Un anno dopo l'avvio della vicenda giudiziaria Volkswagen per l'affaire dieselgate, negli Stati Uniti si arriva alla resa dei conti in merito al risarcimento dei danni subiti dai consumatori che hanno acquistato veicoli equipaggiati con motore diesel EA189 (vedi).

E quindi, vediamo cosa è successo negli ultimi mesi tra Europa e Stati Uniti nello scandalo VW.

USA - L'avvio di azioni collettive, nonché l'intervento dell'Antitrust federale, hanno portato Volkswagen a trovare un accordo con il quale si impegna a pagare circa 14,7 miliardi di euro in favore dei proprietari di veicoli del Gruppo alimentati a diesel.

Secondo le ultime indiscrezioni, l'accordo raggiunto tra le parti dovrebbe prevedere due opzioni per i proprietari delle auto:
(a) il proprietario può rivendere il proprio veicolo a Volkswagen, incassando il relativo importo stabilito tra le parti, oltre ad una ulteriore somma a titolo di  risarcimento;
(b) nel caso di contratto di leasing, può essere prevista la risoluzione del contratto di leasing senza alcuna penalità.

Volkswagen ha previsto lo stanziamento di dieci miliardi per il riacquisto degli autoveicoli, oltre ai restanti miliardi destinati al risarcimento dei consumatori proprietari dei veicoli che intenderanno mantenere la propria auto, con il cambiamento della centralina e il risarcimento aggiuntivo di una cifra tra i cinquemila e i diecimila dollari.

La società tedesca, infine, destinerà un ulteriore importo al fondo federale destinato per l'ambiente e la tutela delle aree verdi protette.

EUROPA -
Se negli Stati Uniti si sta rapidamente arrivando ad una soluzione della vicenda, in Europa si sta procedendo tutto in maniera più lenta e pochi credono che si potrà ottenere la medesima soluzione raggiunta negli Stati Uniti.

E la ragione principale di questa difficoltà è stata resa nota in modo chiaro dall'amministratore di VW, Matthias Mueller, secondo il quale il numero elevato di veicoli del Gruppo alimentati a diesel presenti in Europa rende quasi impossibile una piattaforma di accordo simile a quella realizzata negli USA.

Ed anche le inchieste avviate dalle autorità di controllo, vedasi l'Antitrust italiana (vedi), non hanno ancora portato ad una soluzione idonea a tutelare gli interessi dei consumatori proprietari dei veicoli diesel EA189.  

ITALIA -  Nel frattempo, anche Volkswagen Group Italia S.p.a. ha cominciato ad inviare lettere con le quali invita i proprietari di questi veicoli a recarsi presso una delle officine autorizzate per l'intervento sostitutivo gratuito, come potete leggere di seguito.

VW chiarisce che, a sua detta, "la sua vettura è tecnicamente sicura e idonea alla circolazione su strada senza alcuna limitazione", ma allo stesso tempo "la invitiamo a procedere con l'aggiornamento fissando un appuntamento in officina con un Service Partner Volkswagen di sua scelta".

Qui di seguito, la comunicazione di Volkswagen.

sabato 3 ottobre 2015

L’Antitrust apre un’inchiesta su Volkswagen per condotta commerciale scorretta

Fonte: AGCM
Comunicato stampa 2 ottobre 2015
L’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato ha deciso di avviare un procedimento istruttorio, anche a seguito di varie segnalazioni ricevute da parte di associazioni di consumatori, nei confronti della società Volkswagen AG e della sua filiale che opera nella distribuzione di autoveicoli del Gruppo in Italia.

L’ipotesi istruttoria dell’Antitrust riguarda la configurabilità di una pratica commerciale scorretta in relazione alla nota vicenda relativa alla commercializzazione di autoveicoli e mezzi commerciali con caratteristiche qualitative e classe di emissione inquinante che sarebbero, nella realtà, inferiori ai valori dichiarati.

In particolare, i consumatori potrebbero essere stati indotti in errore nelle loro scelte d’acquisto dai claims utilizzati da Volkswagen su emissioni e classe di omologazione all’interno delle proprie campagne pubblicitarie e nei dépliants informativi distribuiti dai concessionari e rivenditori.

La pratica riguarderebbe una condotta scorretta relativa a numerosi modelli commercializzati dal Gruppo Volkswagen dal 2009 al 2015 con i marchi Volkswagen, Audi, Seat, Skoda.


lunedì 4 maggio 2015

Al via lo sciopero della rete autostradale dei distributori di benzina e diesel

Questa sera inizia lo sciopero programmato dai distributori di carburante della rete autostradale, indetto dagli operatori del settore per protestare contro le ultime decisioni adottate dal governo.

Lo sciopero è previsto dalle ore 22.00 di questa sera (quattro maggio) fino al prossimo mercoledì sei maggio, e riguarderà i soli operatori che forniscono benzina e diesel in autostrada.

Sono, peraltro, già numerosi i titolari di impianti per l'erogazione del carburante che hanno dichiarato di non voler aderire allo sciopero indetto a livello nazionale, e quindi vi invitiamo ad informavi e verificare se lungo il vostro tragitto in autostrada potete trovare qualche distributore di benzina aperto.
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