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domenica 5 giugno 2022

Recupero del credito e tutela del debitore: sanzionata la banca che viola la privacy

Il recente provvedimento del Garante Privacy ha ridisegnato i poteri spettanti al creditore, nel caso di specie una banca, e la legittima pretesa da parte del debitore di veder tutelata la propria riservatezza.

Con la recente Ordinanza di ingiunzione n. 122 del 7 aprile 2022, il Garante della Privacy ha deciso di irrogare una sanzione amministrativa alla banca che, pur titolare di un credito verso un proprio cliente, aveva deciso di comunicare lo stato di insolvenza ai familiari, forse proprio per sperare di poter ottenere da questi ultimi la restituzione di quanto prestato.

L'Autorità garante ha condannato tale attività, delineando un limite tra il legittimo diritto del creditore e l'altrettanto diritto alla privacy del debitore.

Nel caso di specie, una banca aveva agito per il recupero del credito verso un proprio cliente, contattando la moglie per informarla dello stato di insolvenza del marito.

Quest'ultimo aveva contestato tale condotta alla banca, eccependo l'illegittimo trattamento dei dati personali, e la condotta scorretta tenuta dal professionista.

Nonostante le difese addotte dal professionista, il Garante per la Privacy le ha considerate insufficienti a giustificare l'illegittimo trattamento dei dati personali, accertando la violazione da parte del professionista del trattamento dei dati del cliente, con violazione Regolamento UE/2016/679 (GDPR – General Data Protection Regulation).

La banca, anche nel legittimo diritto di recupero del credito, è tenuta al rispetto degli interessi del debitore ed agire all'interno dei canoni di liceità, correttezza e pertinenza, adottando tutti i comportamenti ritenuti opportuni per tutelare il contraente debole e il suo diritto alla riservatezza.

Qui potete leggere il provvedimento del Garante Privacy n. 122 del 7 aprile 2022.

lunedì 20 giugno 2016

Sanzionato il recupero crediti per condotte commerciali scorrette

Fonte: AGCM 27 - maggio 2016
Sanzioni per complessivi tre milioni e 310mila euro sono state irrogate dall’Antitrust a tre compagnie assicurative: rispettivamente, un milione e 800mila euro a UnipolSai, 850mila a Hdi Assicurazioni e 660mila a Uniqa Assicurazioni. A giudizio dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, le società hanno messo in atto “pratiche commerciali scorrette, in quanto aggressive” per recuperare i propri crediti.

Le condotte si sono manifestate attraverso l’inoltro sistematico di ricorsi per decreto ingiuntivo (Hdi) e atti di citazione in giudizio (Uniqa e UnipolSai), senza rispettare il foro territoriale competente, quello cioè di residenza del cliente. Queste pratiche, secondo l’Antitrust, erano volte a determinare nel consumatore medio, indipendentemente dall’esercizio di un legittimo diritto di recupero del credito in sede giudiziale, un indebito condizionamento: ingenerando così la convinzione che fosse preferibile pagare l’importo richiesto piuttosto che esporsi a un contenzioso giudiziario presso un foro diverso da quello della propria residenza, per evitare una comparizione in giudizio più onerosa e difficoltosa.

domenica 17 agosto 2014

Solleciti di pagamento prescritti: è condotta commerciale scorretta!

Questa settimana vi proponiamo il recente provvedimento con il quale l'Antitrust ha sanzionato una società di recupero del credito, la GE.RI. Gestione Rischi S.r.l., per pratica commerciale scorretta.

La società avrebbe adottato, secondo quanto si legge nel provvedimento che potete leggere di seguito, condotte estremamente aggressive e poco corrette verso i debitori morosi di alcuni società per le quali ha gestito il recupero credito stragiudiziale.

L'Autorità garante ha accertato che alcuni solleciti di pagamento inoltrati dalla società di recupero crediti erano accompagnati da modalità di richiesta di pagamento aggressive e, aspetto più importanti, avevano ad oggetto presunti crediti prescritti o infondati.

Questo intervento da parte di AGCM, non il primo in materia, dimostra ancora una volta come risulti necessario sempre verificare per bene le richieste di pagamento provenienti dal creditore, o da società di recupero credito che agiscono per suo conto.
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