Il
nostro incontro radiofonico del venerdì con gli amici di Trentino
inBlu è stato dedicato alle ultime novità intervenute nel social
lending,
ovvero il cosiddetto prestito tra privati (anche definito prestito
peer to peer).
Il
social lending consiste
nella condivisione (o meglio lo scambio) di somme di denaro tra gli
utenti che partecipano ad una piattaforma digitale: il soggetto
richiedente una somma di denaro (prenditore) e colui che rende
disponibile l’importo – o parte di esso (il cd prestatore) – si
incontrano in internet.
Avviene,
quindi, un dialogo diretto tra le parti e senza la presenza
dell’intermediario bancario (banca – società finanziaria –
etc..), o meglio con la presenza di un soggetto bancario (la piattaforma digitale) che si limita ad assumere il mero ruolo di istituto di pagamento autorizzato dalla Banca
d’Italia ex d. lgs. 11/2010.
Abbiamo
definito questo tipo di operazione come una forma alternativa di
credito al consumo, ove i privati dialogano direttamente trovando tra
di loro il punto di accordo, scambiandosi somme di denaro.
Come
funziona il social
lending:
- Il privato si iscrive alla piattaforma digitale come richiedente o prestatore;
- La società che gestisce la piattaforma procede a “censire” gli aderenti e con particolare riferimento al soggetto richiedente (prenditore) di somme di denaro, l’intermediario esprime una classifica di merito del richiedente (A – B – C) che serve per comprendere il suo grado di solvibilità (è simile al giudizio di rating attribuito alle società/stati).
- Richiedente: può chiedere somme di denaro da poche centinaia di euro sino a 25.000,00 euro. Le somme devono essere rimborsate entro i mesi successivi (tra i 12 e i 48 mesi). I tassi di interesse applicati variano tra 8% - 12%;
- Prestatore: il prestatore può mettere a disposizione somme di denaro sino a 50.000,00 euro. Tali somme possono essere “indirizzate” verso diversi progetti, ossia destinate a più soggetti richiedenti. Per le somme concesse a prestito, il prestatore viene remunerato con un tasso di interesse.
L’intermediario
svolge una funzione di controllo e garanzia per coloro che investono
il proprio denaro nella piattaforma, cercando di garantire la
trasparenza della propria attività e l’efficacia del controllo
effettuato nei confronti del soggetto richiedente.
La
piattaforma viene remunerata per la propria attività di
intermediazione da parte dei soggetti aderenti alla piattaforma.
Il
social lending viene offerto in Italia da alcune piattaforme che si
sono presentate negli ultimi anni. Una di queste era Zopa, società
anglosassone che si è presentata sul mercato italiano proponendo il
proprio modello che tanto successo ha riscontrato in Inghilterra e
negli Stati Uniti.
Zopa
ha incontrato notevoli difficoltà a proporsi sul mercato italiano ed
è stata oggetto di provvedimento di sospensione notificatole da
Banca
d'Italia nel luglio 2010, causa la violazione di alcune norme
previste in materia di intermediazione bancaria (d.lgs. 385/1993).
Zopa
ha, di recente, cambiato pelle e si è trasformato in Smartika Spa,
una nuova società che opera come Istituto
di Pagamento autorizzato
ai sensi del d. lgs. 11/2010.
E' intervenuto, successivamente, il dr. Mariano Carozzi della piattaforma digitale di social lending prestiamoci a cui abbiamo richiesto alcune informazioni in merito alla loro attività.
Di seguito, alcuni passaggi dell'intervento del dr. Carozzi.
1. Come funziona la piattaforma di Prestiamoci?
Di seguito, alcuni passaggi dell'intervento del dr. Carozzi.
1. Come funziona la piattaforma di Prestiamoci?
Prestiamoci si occupa di prestiti tra
persone, ovvero persone prestano denaro (i Prestatori) ad altre
persone che chiedono un prestito (i Richiedenti) e noi gestiamo
l’incontro. Disintermediando molti passaggi, offriamo un tasso
vantaggioso ad entrambi i profili e permettiamo di diversificare il
rischio.
2. Che tassi si applicano?
Il tasso applicato è chiamato “tasso
d’equilibrio” perché prende in considerazione sia gli interessi
dei Prestatori che dei Richiedenti ed è peculiare del nostro
modello.
Sul Mercato Standard il tasso
d’equilibrio è del 7,5%: i Richiedenti che accedono hanno un buon
merito di credito ed una lunga storia creditizia. Il tasso applicato
premia la buona storia creditizia del Richiedente e prende in
considerazione il premio al rischio per il Prestatore. Il TAEG medio
applicato è del 9%, a nostro parere è molto vantaggioso.
Sul Nuovo Mercato il tasso d’equilibrio
è del 10% ed accoglie Richiedenti con una buona storia creditizia ma
più corta. Abbiamo aperto questo mercato per dare maggiore
possibilità ai Richiedenti e per essere in linea con il trend
generale dei tassi.
Il Terzo Mercato ha un tasso
d’equilibrio del 12,5% e accoglie persone che hanno già più
posizioni aperte; è l’ultimo mercato che abbiamo aperto in ragione
della grande richiesta di credito.
Teniamo a precisare che Prestiamoci
applica un tasso valutando la persona che richiede il prestito,
mentre altri istituti adottano la politica di applicare il tasso
rispetto al motivo per cui si richiede il prestito. Per Prestiamoci
sia che tu voglia andare in vacanza, che debba pagare il dentista o
acquistare un’auto il tasso applicato sarà sempre uguale.
3. Come vi comportate se qualcuno non
paga?
Ci sono casi di persone che non pagano
e abbiamo verificato che ci sono due tipologie: quelli che non pagano
per un problema oggettivo e solitamente ci avvertono in anticipo e
quelli che tendono ad approfittarsi della situazione e si negano.
Noi gestiamo internamente il ritardo
per tre mesi, dando la possibilità al Richiedente di risollevarsi e
di regolarizzare la propria posizione, ma se non c’è
collaborazione dopo tre mesi affidiamo la gestione del recupero del
credito ad uno studio legale di Milano. Il recupero del credito è un
mestiere e bisogna essere determinati nel farlo, per questo
collaboriamo con questo studio legale specializzato nel settore che
proseguirà per vie giudiziarie. Purtroppo i tempi della giustizia
sono lunghi, questo bisogna ammetterlo.
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