Qual è il valore dei commenti che trovate nel sito web TripAdvisor? sono tutti interventi genuini di consumatori che hanno frequentato i locali oggetto di commento?
Negli ultimi anni sono sempre più frequenti i dubbi sollevati in merito al servizio offerto da TripAdvisor, a cui è stato chiesto di intervenire, prevedendo un controllo/filtro rispetto a quanto scritto da coloro che si sono registrati al noto sito web.
Di recente, vi abbiamo proposto un interessante servizio della rete svizzera RSI dove sono stati sollevati non pochi dubbi in merito ai ristoranti oggetto di recensione da parte di siti web (clicca qui per un approfondimento), sollecitando ulteriori dubbi in merito anche alla effettiva terzietà di chi offre il servizio di recensione.
L'attività commerciale di TripAdvisor, concentrata nel settore delle recensioni e commenti di attività commerciali nel settore della ristorazione e turistico, è stato oggetto di un intervento da parte dell'Antitrust di alcuni anni addietro e che è stato di recente confermato dal Consiglio di Stato con la sentenza che vi offriamo in lettura questa domenica.
TripAdvisor & Antitrust: le violazioni del Codice del Consumo
L'indagine viene avviata da AGCM nel maggio 2014 al fine di verificare la possibile condotta scorretta della società con la quale vengono favorite recensioni fasulle, sia sotto il profilo informativo sia con riguardo alla procedura di registrazione al sito web.
E' quindi ben chiaro sin dall'inizio che l'Autorità mirava a verificare se esisteva in TripAdvisor un sistema di controllo e limitazione dei commenti ricevuti negli anni sulla piattaforma digitale.
All'esito del controllo avviato da AGCM è risultato, come si legge nel provvedimento sanzionatorio, che "dagli accertamenti compiuti è risultato che il professionista non è mai effettivamente in grado di controllare la veridicità delle informazioni contenute nelle recensioni, in quanto il sistema di controllo di cui si è dotato non consente di stabilire se le stesse siano frutto di una reale esperienza turistica o l'esito di attività fraudolente o sospette".
La decisione del TAR viene "ribaltata" dal Consiglio di Stato, il quale con la recente sentenza n. 4976/2019 ha definitamente dichiarato che le pratiche commerciali poste in essere da TripAdvisor violano gli artt. 20 - 22 del Codice del Consumo.
Il Giudice amministrativo ritiene che la società violi le norme del Codice del Consumo, non verificando la veridicità dei commenti, e non garantendo in merito alla trasparenza dei vari interventi sul proprio sito web.
Il Consiglio di Stato ha richiamato l'indagine di AGCM, evidenziando che i commenti presenti nella home page non forniscono alcuna garanzia in merito alla provenienza e veridicità, ingenerando nel consumatore un disagio e confusione con riferimento al locale oggetto di commento e al suo contenuto.
E la sanzione dell'Antitrust, confermata dal Consiglio di Stato, ha sanzionato la condotta dell'operatore commerciale che non ha predisposto dei sistemi idonei a garantire l’attendibilità e genuinità delle recensioni pubblicate sul proprio sito web.
Tale dovere di rispetto dei lettori del sito web assume, a detta del giudice amministrativo, il rango di obbligo giuridico il cui rispetto da parte del professionista è decisivo per il corretto svolgimento della propria attività commerciale on line.
Riteniamo interessante, a tal proposito il richiamo operato dal Consiglio di Stato a propri precedenti in materia, ove è stato affermato il consolidato principio secondo il quale sussiste in capo al professionista un obbligo di porre il consumatore medio nella condizione di potersi autodeterminare in modo completo e trasparente sin dal primo contatto pubblicitario (Cons. Stato, Sez. VI, 22/7/2014, n. 3896).
TripAdvisor ha violato tale obbligo tenendo una complessiva condotta commerciale volta a non impedire il proliferare di commenti poco attendibili, in assenza di un corretto sistema di filtro.
Qui di seguito, la sentenza del Consiglio di Stato.
Negli ultimi anni sono sempre più frequenti i dubbi sollevati in merito al servizio offerto da TripAdvisor, a cui è stato chiesto di intervenire, prevedendo un controllo/filtro rispetto a quanto scritto da coloro che si sono registrati al noto sito web.
Di recente, vi abbiamo proposto un interessante servizio della rete svizzera RSI dove sono stati sollevati non pochi dubbi in merito ai ristoranti oggetto di recensione da parte di siti web (clicca qui per un approfondimento), sollecitando ulteriori dubbi in merito anche alla effettiva terzietà di chi offre il servizio di recensione.
L'attività commerciale di TripAdvisor, concentrata nel settore delle recensioni e commenti di attività commerciali nel settore della ristorazione e turistico, è stato oggetto di un intervento da parte dell'Antitrust di alcuni anni addietro e che è stato di recente confermato dal Consiglio di Stato con la sentenza che vi offriamo in lettura questa domenica.
TripAdvisor & Antitrust: le violazioni del Codice del Consumo
L'indagine viene avviata da AGCM nel maggio 2014 al fine di verificare la possibile condotta scorretta della società con la quale vengono favorite recensioni fasulle, sia sotto il profilo informativo sia con riguardo alla procedura di registrazione al sito web.
E' quindi ben chiaro sin dall'inizio che l'Autorità mirava a verificare se esisteva in TripAdvisor un sistema di controllo e limitazione dei commenti ricevuti negli anni sulla piattaforma digitale.
All'esito del controllo avviato da AGCM è risultato, come si legge nel provvedimento sanzionatorio, che "dagli accertamenti compiuti è risultato che il professionista non è mai effettivamente in grado di controllare la veridicità delle informazioni contenute nelle recensioni, in quanto il sistema di controllo di cui si è dotato non consente di stabilire se le stesse siano frutto di una reale esperienza turistica o l'esito di attività fraudolente o sospette".
Conseguentemente, non è possibile valutare quanto sia attendibile il ranking finale attribuito al singolo operatore commerciale, in quanto "Tutte le recensioni pubblicate sul sito, comprese quelle false e quelle che il professionista considera "inventate" o rilasciate "per scherzo", hanno diretta incidenza, sia sul ranking delle strutture, che sul rating complessivo che concorre a determinare la posizione delle strutture nell'indice di popolarità e, per questo motivo, quelle false alterano le scelte dei consumatori".
Il TAR annulla la sanzione a TripAdivsor
Il provvedimento amministrativo veniva impugnato dalla società, la quale si rivolgeva al TAR Lazio per chiederne l'annullamento.
Il Giudice amministrativo, con la sentenza n. 9355/2015, ha accolto le domande di TripAdvisor, annullando il provvedimento dell'Antitrust, ravvisando nel sistema della società il rispetto delle norme del consumo e della concorrenza (vedi qui).
Consiglio di Stato: TripAdvisor non garantisce sulla genuinità dei commenti
La decisione del TAR viene "ribaltata" dal Consiglio di Stato, il quale con la recente sentenza n. 4976/2019 ha definitamente dichiarato che le pratiche commerciali poste in essere da TripAdvisor violano gli artt. 20 - 22 del Codice del Consumo.
Il Giudice amministrativo ritiene che la società violi le norme del Codice del Consumo, non verificando la veridicità dei commenti, e non garantendo in merito alla trasparenza dei vari interventi sul proprio sito web.
Il Consiglio di Stato ha richiamato l'indagine di AGCM, evidenziando che i commenti presenti nella home page non forniscono alcuna garanzia in merito alla provenienza e veridicità, ingenerando nel consumatore un disagio e confusione con riferimento al locale oggetto di commento e al suo contenuto.
E la sanzione dell'Antitrust, confermata dal Consiglio di Stato, ha sanzionato la condotta dell'operatore commerciale che non ha predisposto dei sistemi idonei a garantire l’attendibilità e genuinità delle recensioni pubblicate sul proprio sito web.
Tale dovere di rispetto dei lettori del sito web assume, a detta del giudice amministrativo, il rango di obbligo giuridico il cui rispetto da parte del professionista è decisivo per il corretto svolgimento della propria attività commerciale on line.
Riteniamo interessante, a tal proposito il richiamo operato dal Consiglio di Stato a propri precedenti in materia, ove è stato affermato il consolidato principio secondo il quale sussiste in capo al professionista un obbligo di porre il consumatore medio nella condizione di potersi autodeterminare in modo completo e trasparente sin dal primo contatto pubblicitario (Cons. Stato, Sez. VI, 22/7/2014, n. 3896).
TripAdvisor ha violato tale obbligo tenendo una complessiva condotta commerciale volta a non impedire il proliferare di commenti poco attendibili, in assenza di un corretto sistema di filtro.
Qui di seguito, la sentenza del Consiglio di Stato.
