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domenica 7 marzo 2021

Le tutele del consumatore valgono anche nel caso di acquisto di una casa

Questa domenica vi proponiamo la recente ordinanza della Corte di Cassazione (497/2021) che ha ad oggetto l'applicabilità delle tutele previste in favore del consumatore anche nel contratto di acquisto di un immobile.

I giudici di legittimità sono stati chiamati a decidere una controversa sorta tra un consumatore (acquirente immobile) e un professionista (società costruttrice dell'immobile), valutando la compatibilità delle tutele previste dal Codice del Consumo nel caso di compravendita immobiliare.

Nel caso di specie, l'attenzione della Cassazione si è concentrata sulla validità della clausola compromissoria, norma contrattuale con la quale le parti avevano deciso di devolvere ogni controversia sorta dalla vendita alla decisione di un collegio arbitrale.

Tale clausola era stata inserita nel contratto preliminare, predisposto con un formulario della società venditrice, ed in assenza di una specifica trattativa tra le parti conclusa con  specifica firma ed adesione dell’acquirente.

La Corte di Cassazione, smentendo il giudice di merito che aveva ritenuto inapplicabile la tutela del consumatore a questo tipo di contratti, ha statuito il principio secondo il quale la disciplina del Codice del Consumo debba trovare applicazione anche nella compravendita immobiliare, ed anche all'appalto per la costruzione e manutenzione di un immobile.

Assume rilievo centrale, e prevalente, la circostanza che la conclusione del contratto sia tra il professionista e il consumatore, al fine dell'introduzione delle norme dei consumatori, e non può essere esclusa, a tale fine, la norma consumeristica dalla circostanza che la tutela del consumatore sia riconosciuta nel contratto attraverso la d.lgs. n. 122 del 2005 (tutela nel caso di immobili in costruzione).

Corte di Cassazione - Ordinanza n. 497/2021.

lunedì 11 marzo 2019

Pace fiscale - definizione della lite fiscale anche on line

Con comunicato delle scorso 6 marzo, l'Agenzia delle Entrate ha chiarito alcuni aspetti inerenti la definizione delle controversie tributarie tra contribuente ed Amministrazione finanziaria.

In particolare, il contribuente può avviare la procedura per la definizione della sua pendenza fiscale anche attraverso il servizio telematico offerto dall'Agenzia delle Entrate.

Tale modalità, introdotta solo dal mese di marzo, consente alla parte di dialogare direttamente con l'ufficio preposto, consentendo una più rapida definizione della vicenda.

Il servizio telematico permette al contribuente di avviare la procedura, inviando la domanda  di definizione agevolata delle controversie tributarie, e successivamente seguire tutti i passaggi successivi sino alla definizione della controversia.

Vi ricordiamo che le domande on line devono essere trasmesse il entro il 31 maggio 2019, termine ultimo  per chiudere le liti fiscali pendenti.

Tra le liti interessate rientrano, in particolare, le controversie tributarie in cui è parte l’Agenzia delle Entrate, aventi ad oggetto atti impositivi, pendenti in ogni stato e grado di giudizio - compreso quello in Cassazione e anche a seguito di rinvio - nelle quali il ricorso sia stato notificato entro il 24 ottobre 2018, e per le quali alla data di presentazione della domanda il processo non si è concluso con pronuncia definitiva. 

Non rientrano nella pace fiscale, invece, le liti aventi ad oggetto atti di mera liquidazione e riscossione, quelle di valore indeterminabile, nonché quelle relative al rifiuto alla restituzione di tributi.

Sul sito web dell'Agenzia delle Entrate potete trovare tutte le istruzioni per inviare la domanda in via telematica, accedendo alla funzione
“Domanda definizione agevolata controversie tributarie pendenti - art. 6 e art. 7, comma 2 lett. b) e comma 3, Dl n. 119/2018”.

Per chi, invece, preferisce seguire la via tradizionale, può prenotare via internet l'appuntamento con l'Agenzia delle Entrate Riscossione, come da filmato che vi proponiamo qui di seguito.


giovedì 7 luglio 2011

Dl sviluppo: sciopero magistrati tributari contro riforma commissioni

Fonte: Radiocor.ilsole24Ore

Rischio paralisi attivita' commissioni tributarie' (Il Sole 24 Ore Radiocor) - , 06 lug - La magistratura tributaria incrocia le braccia contro la norma del  che prevede la riforma delle  con l'estromissione dai collegi dei professionisti. "Le tre giornate di sciopero indette per il 4, il 5, e 6 luglio - commenta il presidente dell'Associazione Magistrati Tributari (Amt), Ennio Attilio Sepe - hanno fatto registrare un'adesione altissima. In  si e' raggiunta la quasi totalita' di assenza dalle udienze e comunque la percentuale di adesione non e' mai scesa, mediamente, al di sotto del 90 per cento". Secondo Sepe "i giudici tributari hanno profondamente condiviso le ragioni di una protesta contro la riforma proposta dal ministero dell'Economia, intesa a creare una giustizia domestica, a controllare le Commissioni nelle sue strutture amministrative, a espellere competenze tecniche qualificate ed indispensabili per il giudizio tributario". L'Amt, prosegue Sepe, "fa presente che l'avventurosa iniziativa del ministero, oltre a porsi in contrasto con principi di ragionevolezza, ai sensi dell'articolo 3 della Costituzione, e' destinata, se andasse in , a creare la paralisi della giustizia tributaria in quanto l'80% degli attuali giudici andrebbe dichiarato decaduto. Infatti su 3.751 giudici oltre tremila dovrebbero abbandonare le commissioni tributarie, che di conseguenza, non sarebbero in grado di gestire il contenzioso per molti mesi, se non per qualche anno, fino a quando non si ricostituisse il nuovo organico dei giudici tributari, in ordine al quale l'attuale trattamento economico non costituirebbe certamente un incentivo". Per il presidente dell'Amt "appare evidente l'improvvisazione della iniziativa legislativa del ministero che si e' attivato senza conoscere non soltanto i dati di fatto costituiti dall'attuale composizione delle commissioni, ma anche di prevedere le conseguenze che si verificherebbero, soprattutto in danno della tutela giurisdizionale dei cittadini esposti 'sine die' all'aggressione delle Agenzie e degli agenti di riscossione. Siamo all'ultimo capitolo di una storia che ha fino ad dimostrato l'incompatibilita' del ministero dell'Economia e delle Finanze a gestire la giustizia tributaria nonostante sia parte sostanziale degli interessi oggetto delle relative controversie e mero strumento dell'Agenzia delle Entrate". Dlu (RADIOCOR) 06-07-11 12:26:45 (0156)PA 5

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