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sabato 23 giugno 2012

Da Trentino inBlu al blog: ultime dal mondo del social lending

Il nostro incontro radiofonico del venerdì con gli amici di Trentino inBlu è stato dedicato alle ultime novità intervenute nel social lending, ovvero il cosiddetto prestito tra privati (anche definito prestito peer to peer).

Il social lending consiste nella condivisione (o meglio lo scambio) di somme di denaro tra gli utenti che partecipano ad una piattaforma digitale: il soggetto richiedente una somma di denaro (prenditore) e colui che rende disponibile l’importo – o parte di esso (il cd prestatore) – si incontrano in internet.

Avviene, quindi, un dialogo diretto tra le parti e senza la presenza dell’intermediario bancario (banca – società finanziaria – etc..), o meglio con la presenza di un soggetto bancario (la piattaforma digitale) che si limita ad assumere il mero ruolo di istituto di pagamento autorizzato dalla Banca d’Italia ex d. lgs. 11/2010.

Abbiamo definito questo tipo di operazione come una forma alternativa di credito al consumo, ove i privati dialogano direttamente trovando tra di loro il punto di accordo, scambiandosi somme di denaro.

Come funziona il social lending:

  1. Il privato si iscrive alla piattaforma digitale come richiedente o prestatore;
  2. La società che gestisce la piattaforma procede a “censire” gli aderenti e con particolare riferimento al soggetto richiedente (prenditore) di somme di denaro, l’intermediario esprime una classifica di merito del richiedente (A – B – C) che serve per comprendere il suo grado di solvibilità (è simile al giudizio di rating attribuito alle società/stati).
  3. Richiedente: può chiedere somme di denaro da poche centinaia di euro sino a 25.000,00 euro. Le somme devono essere rimborsate entro i mesi successivi (tra i 12 e i 48 mesi). I tassi di interesse applicati variano tra 8% - 12%;
  4. Prestatore: il prestatore può mettere a disposizione somme di denaro sino a 50.000,00 euro. Tali somme possono essere “indirizzate” verso diversi progetti, ossia destinate a più soggetti richiedenti. Per le somme concesse a prestito, il prestatore viene remunerato con un tasso di interesse.

L’intermediario svolge una funzione di controllo e garanzia per coloro che investono il proprio denaro nella piattaforma, cercando di garantire la trasparenza della propria attività e l’efficacia del controllo effettuato nei confronti del soggetto richiedente.

La piattaforma viene remunerata per la propria attività di intermediazione da parte dei soggetti aderenti alla piattaforma.

Il social lending viene offerto in Italia da alcune piattaforme che si sono presentate negli ultimi anni. Una di queste era Zopa, società anglosassone che si è presentata sul mercato italiano proponendo il proprio modello che tanto successo ha riscontrato in Inghilterra e negli Stati Uniti.

Zopa ha incontrato notevoli difficoltà a proporsi sul mercato italiano ed è stata oggetto di provvedimento di sospensione notificatole da Banca d'Italia nel luglio 2010, causa la violazione di alcune norme previste in materia di intermediazione bancaria (d.lgs. 385/1993).

Zopa ha, di recente, cambiato pelle e si è trasformato in Smartika Spa, una nuova società che opera come Istituto di Pagamento autorizzato ai sensi del d. lgs. 11/2010.

E' intervenuto, successivamente, il dr. Mariano Carozzi della piattaforma digitale di social lending prestiamoci a cui abbiamo richiesto alcune informazioni in merito alla loro attività.

Di seguito, alcuni passaggi dell'intervento del dr. Carozzi.

1. Come funziona la piattaforma di Prestiamoci?

Prestiamoci si occupa di prestiti tra persone, ovvero persone prestano denaro (i Prestatori) ad altre persone che chiedono un prestito (i Richiedenti) e noi gestiamo l’incontro. Disintermediando molti passaggi, offriamo un tasso vantaggioso ad entrambi i profili e permettiamo di diversificare il rischio.

2. Che tassi si applicano?

Il tasso applicato è chiamato “tasso d’equilibrio” perché prende in considerazione sia gli interessi dei Prestatori che dei Richiedenti ed è peculiare del nostro modello.
Sul Mercato Standard il tasso d’equilibrio è del 7,5%: i Richiedenti che accedono hanno un buon merito di credito ed una lunga storia creditizia. Il tasso applicato premia la buona storia creditizia del Richiedente e prende in considerazione il premio al rischio per il Prestatore. Il TAEG medio applicato è del 9%, a nostro parere è molto vantaggioso.
Sul Nuovo Mercato il tasso d’equilibrio è del 10% ed accoglie Richiedenti con una buona storia creditizia ma più corta. Abbiamo aperto questo mercato per dare maggiore possibilità ai Richiedenti e per essere in linea con il trend generale dei tassi.
Il Terzo Mercato ha un tasso d’equilibrio del 12,5% e accoglie persone che hanno già più posizioni aperte; è l’ultimo mercato che abbiamo aperto in ragione della grande richiesta di credito.
Teniamo a precisare che Prestiamoci applica un tasso valutando la persona che richiede il prestito, mentre altri istituti adottano la politica di applicare il tasso rispetto al motivo per cui si richiede il prestito. Per Prestiamoci sia che tu voglia andare in vacanza, che debba pagare il dentista o acquistare un’auto il tasso applicato sarà sempre uguale.

3. Come vi comportate se qualcuno non paga?

Ci sono casi di persone che non pagano e abbiamo verificato che ci sono due tipologie: quelli che non pagano per un problema oggettivo e solitamente ci avvertono in anticipo e quelli che tendono ad approfittarsi della situazione e si negano.
Noi gestiamo internamente il ritardo per tre mesi, dando la possibilità al Richiedente di risollevarsi e di regolarizzare la propria posizione, ma se non c’è collaborazione dopo tre mesi affidiamo la gestione del recupero del credito ad uno studio legale di Milano. Il recupero del credito è un mestiere e bisogna essere determinati nel farlo, per questo collaboriamo con questo studio legale specializzato nel settore che proseguirà per vie giudiziarie. Purtroppo i tempi della giustizia sono lunghi, questo bisogna ammetterlo.

venerdì 16 marzo 2012

Zopa si "trasforma" in Smartika: nuova vita per il social lending italiano?

Torniamo a trattare un argomento molto caro a Consumatore Informato, il social lendingossia il modello innovativo per poter chiedere denaro a prestito senza dover ricorrere al sistema bancario tradizionale.
Uno degli esempi più famosi di social lending è rappresentato dalla società Zopa, la quale ha avuto molto successo negli Stati Uniti e in Inghilterra, mentre ha incontrato notevoli difficoltà in Italia. 
Di seguito aggiorniamo in merito alle novità intervenute per questa società.

- Zopa e la Banca d'Italia
Come è noto, la Banca d'Italia aveva bloccato Zopa.it nello svolgimento della propria attività di "prestatore di denaro" nel luglio 2010, ritenendo che la società aveva violato alcune norme previste in materia di intermediazione bancaria (d.lgs. 385/1993).

Maurizio Sella, Presidente di Zopa, aveva in seguito proposto nuova domanda di iscrizione al registro degli intermediari bancari, allegando tutta la documentazione necessaria a dimostrare la solidità della società.

La Banca d'Italia aveva, all'esito di un controllo durato molti mesi, accertato l'esistenza dei requisiti da parte di Zopa.it per poter svolgere attività bancaria ed in particolare servizio di pagamento.

Nel marzo 2011, Zopa poteva ricominciare a svolgere la propria attività di operatore finanziario nel servizio del prestito bancario.

- Marzo 2012: Zopa diventa Smartika ovvero un nuovo istituto di pagamento. Nuovo social lending più trasparente?

Zopa ha, di recente, cambiato pelle e si è trasformato in Smartika Spa, una nuova società che opera come Istituto di Pagamento autorizzato ai sensi del d. lgs. 11/2010.

La società propone i propri servizi sul territorio nazionale e verrà sottoposta alla consueta vigilanza e controllo della Banca d'Italia,  la quale opera sia sotto il profilo della trasparenza dell'attività svolta dalla società che con riguardo al rispetto delle norme antiriciclaggio.

La speranza è che l'entrata in campo di questo nuovo soggetto che offre il servizio di pagamento, attraverso l'introduzione del sistema fondato sui prestatori e sui richiedenti (social lending), risulti idoneo a favorire l'avvio di modalità di intermediazione del denaro alternative al  sistema bancario tradizionale.

Amministratore delegato di Smartika è Maurizio Sella, già mente di Zopa. 

martedì 11 gennaio 2011

Aggiornamenti dal mondo del social lending

Abbiamo già affrontato in precedenza il caso Zopa e più in generale il social lending auspicando la ripresa della società che ha introdotto, assieme a Boober, questa forma di credito nel nostro paese.

Aggiorniamo la situazione.

Zopa

Maurizio Sella aveva, lo scorso agosto, annunciato di aver inoltrato a Bankitalia nuova domanda di iscrizione al registro degli intermediari bancari, allegando tutta la documentazione necessaria a dimostrare la solidità di Zopa.

Lo scorso ottobre, la Banca d'Italia ha richiesto nuova documentazione a Zopa ed ha ritenuto di dover approfondire ulteriormente la propria indagine al fine di verificare l'esistenza di tutti i presupposti per dare il via libera alla società.

Lo scorso 23 dicembre 2010, lo stesso Maurizio Sella, attraverso il blog di Zopa.it, ha comunicato di aver fornito altra documentazione all'organo di controllo, come si legge nel seguente post
Il 2010 volge al termine avendo segnato l’uscita dal limbo di Zopa con una nuova proprietà, la ricapitalizzazione della società e i passi fatti per riprendere l’attività.
Non termina nell’anno però la procedura per ottenere l’autorizzazione da Banca d’Italia a riprendere l’attività come Istituto di Pagamento. In data 20 dicembre infatti Banca d’Italia ci ha comunicato che dall’esame della nostra richiesta, iniziato il 2 ottobre, è emersa la necessità di acquisire ulteriori informazioni e chiarimenti, peraltro accuratamente dettagliati.
Vi ricordo che la risposta alla nostra richiesta, positiva o negativa, deve essere data entro 90 giorni dalla data di presentazione (ed era quindi attesa per fine dicembre). I termini previsti per il procedimento di autorizzazione sono, a norma di legge, sospesi e riprenderanno a decorrere dal momento in cui consegneremo a Banca d’Italia le integrazioni richieste.
Anche se ci sarebbe piaciuto annunciarvi nell’anno la ripresa dell’attività, valutiamo (e vi invitiamo a farlo), serenamente la situazione. Primo, perché la risposta poteva essere negativa e rileviamo un atteggiamento rigoroso ma costruttivo da parte di Banca d’Italia; secondo, perché siamo convinti di poter dare informazioni complete e soddisfacenti; terzo, perché dal momento della ricezione delle informazioni la risposta definitiva dovrà essere data entro una decina di giorni.
Il team di Zopa è già al lavoro per questo ultimo sforzo."

In Zopa sembra regnare l'ottimismo e la speranza per un 2011 targato "ripartenza": auguri!

Boober:

Più oscura la vicenda di Boober per il quale l'attività di intermediazione creditizia era stata sospesa non a causa del servizio di prestito on line, ma per altre circostanze che riguardavano la società che forniva, di fatto, questo servizio.

Non vi sono stati significativi aggiornamenti di recente e sul sito web di Boober è ancora possibile leggere il messaggio di interruzione del servizio di social lending pubblicato nel lontano luglio 2009

"Al fine di consentire a Centax di approfondire alcuni aspetti relativi ad un provvedimento di Banca d'Italia che non ha nulla a che vedere con l'attività di peer-to-peer lending di Boober.it, Vi informiamo che sono sospese le nuove registrazioni alla piattaforma sia per utenti Richiedenti che Finanziatori.
Tutti gli utenti le cui iscrizioni sono state perfezionate entro il 27/07/2009 possono tuttavia continuare a operare pienamente, richiedendo ed erogando prestiti.
Riteniamo tale decisione doverosa e rispettosa verso l'Istituzione e l'Organo di Vigilanza a cui ci riferiamo.
Ci scusiamo per il disagio e confidiamo di potere riattivare la piena operatività il prima possibile.".

Attendiamo fiduciosi novità anche da questo social lender.

venerdì 22 ottobre 2010

Da Trentino inBlu al blog: social lending ovvero una forma alternativa di credito al consumo


In questo blog abbiamo già affrontato in precedenza il social lending identificandolo come forma alternativa attraverso la quale il risparmiatore può ottenere un finanziamento senza affidarsi al tradizionale intermediario bancario (banca - finanziaria).

Il prestito tra privati (anche definito come prestito peer to peer) è caratterizzato dal dialogo diretto tra le parti, ovvero tra il soggetto richiedente il denaro (il prenditore) e il finanziatore.

Il mezzo usualmente utilizzato è quello della rete, dove potenziali "acquirenti" e "venditori" trovano il luogo, una comunità virtuale che si appoggia su una piattoforma digitale, ove contrattare.

L'elemento caratterizzante il social lending è la disintermediazione, ovvero la presenza quasi "trasparente" di un soggetto che gestisce il rapporto tra le parti e si limita a controllare il grado di affidabilità di ogni soggetto che accede al mercato digitale.

Il vantaggio sostanziale di questa forma di credito al consumo è rappresentato dai tassi di interesse ai quali viene offerto il denaro, i quali sono sensibilimente più bassi rispetto a quelli praticati attraverso i canali ufficiali.

martedì 20 ottobre 2009

Zopa.it: a che punto siamo?

Postato da Maurizio (Sella) alle 10:47 am del giorno 11 settembre 2009
"Come promesso vi aggiorno sui fatti avvenuti dal 7 agosto ad oggi.
La
richiesta di ottenere una sospensione del provvedimento di cancellazione al Tar
e successivamente al Consiglio di Stato non hanno avuto esito positivo. Non ne
siamo rimasti sorpresi perché la richiesta di sospensione del
provvedimento per motivi di urgenza viene concessa - indipendentemente dal
merito del ricorso – quando, nel tempo che intercorre tra l’ adozione del
provvedimento e la decisione finale dei giudici, si possono generare gravi
danni. Nel nostro caso è stato giudicato che tale rischio non sussistesse in
quanto Zopa sta assicurando la gestione dell’esistente (ripagamento rate e
recupero crediti).
Ci è comunque chiaro che la via giudiziale, per i suoi
tempi lunghi ed esiti incerti, non è la soluzione per consentire una rapida
ripartenza delle attività.
Per questo stiamo procedendo verso la nuova
operatività con i conti di moneta elettronica per i Prestatori, avendo scelto
IMEL.EU (Istituto di Moneta Elettronica Europeo) come partner. Al momento stiamo
finalizzando le specifiche di integrazione tra i due sistemi per poter procedere
con i necessari sviluppi software.
Affinché la nuova piattaforma Zopa possa
diventare operativa, sarà però anche necessario che essa sia “gestita” da un
nuovo soggetto giuridico, diverso da Zopa Italia S.p.A., che abbia ottenuto
dalla Banca d’Italia l’iscrizione all’albo degli intermediari finanziari ex art.
106 TUB. Pertanto, oltre agli aspetti squisitamente tecnici relativi al
perfezionamento della nuova piattaforma, stiamo anche individuando la
migliore soluzione sotto il profilo giuridico affinché il “nuovo progetto”
divenga presto una realtà.
Mi riprometto di aggiornarvi entro metà ottobre,
ma anche prima se matureranno eventi significativi per Zopa e per la community."
Maurizio Sella Amministratore Delegato Zopa Italia S.P.A.

Fonte: zopa spa

venerdì 2 ottobre 2009

Zopa.it

L'estate 2009 è stata caratterizzata dalla vicenda Zopa.it che potrebbe passare alla storia come quella che ha segnato la prematura fine del social lending in Italia.

Cos'è il social lending?
Il social lending (definito anche peer – to – peer lending) rappresenta una nuova forma di prestito, e si fonda sul passaggio della moneta direttamente dal prestatore (lender) al richiedente (borrower) con la quasi assenza di un intermediario (almeno secondo l'interpretazione offerta da taluni analisti).
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