venerdì 8 febbraio 2019

Diamanti 2019 - a che punto siamo?

Negli ultimi mesi è esplosa la questione diamanti, ovverossia alcune società hanno commercializzato certificati relativi a diamanti, vendendo i preziosi ad un valore superiore a quello effettivo.

La vendita di questi prodotti ha riguardato molti consumatori, in quanto le società si sono avvalse della collaborazione di alcuni istituti di credito (tra le altre Unicredit, MPS, Banco Popolare), i quali hanno ottenuto i propri vantaggi dalla conclusioni dei contratti tra i propri clienti (in precedenza contattati) e la venditrice di diamanti (sul punto, puoi approfondire cliccando qui).

La vicenda è stata oggetto di sanzioni amministrative irrogate dall'antitrust sia alle società venditrici che alle banche che hanno partecipato a questo commercio, e sono state successivamente confermate dal TAR Lazio.

A che punto siamo adesso?

Lo scorso mese di gennaio è stato dichiarato il fallimento di international diamond business, società che ha attivamente venduto preziosi ai consumatori di tutta Italia, così come vi abbiamo segnalato in altro post (vedi qui).

Per coloro che hanno acquistato i preziosi con IDB, se vi sono ancora i termini (tempi) processuali, è possibile insinuarsi nella procedura fallimentare, anche se da più parti viene evidenziata la probabilità che tutte queste posizioni non saranno incluse nel fallimento da parte dei curatori, o comunque godranno di vita difficile.

L'alternativa? per coloro che hanno acquistato questi preziosi attraverso la banca, è possibile contestare all'istituto di credito di aver favorito tale vendita, senza verificare la correttezza e trasparenza dell'operato tenuto - nei locali della banca - dal venditore.

Nel caso in cui i diamanti siano stati lasciati in deposito presso IDB, dovete rivolgervi alla procedura fallimentare, entro il prossimo 8 marzo 2019, e chiedere la consegna dei preziosi (clicca qui).

- Le sanzioni dell'antitrust e la richiesta di risarcimento
Appare, sotto tale profilo, rilevante l'attività di accertamento di AGCM, la quale ha individuato alcune condotte scorrette standard tenute dalle banche in queste vendite. 

E quindi, anche alla luce del provvedimento dell'antitrust, potete chiedere alla banca di riconoscervi il danno e la restituzione di parte rilevante del valore, considerando anche il danno sofferto successivamente alla vendita.

Peraltro, la condotta tenuta sin qui dalle banche è abbastanza ambigua, in quanto questa stessa associazione è riuscita, con alcune banche (ad esempio MPS), ha trovare un accordo transattivo per alcuni associati, mentre per altre non è stato possibile ottenere alcun rimborso, e si è stati costretti ad adire le vie legali.

- ABF - ACF: no; tribunale: si
Coloro che si sono rivolti all'associazione (sos@consumatoreinformato.it) hanno chiesto quali passi intraprendere successivamente alla lettera di diffida inviata alla banca, abbiamo consigliato la via legale tradizionale, ignorando sia l'arbitro bancario finanziario (ABF) che l'arbitro per le controversie finanziarie (ACF) (clicca qui per un approfondimento).

Questi ultimi, infatti, si sono dichiarati incompetenti in questa materia, non riguardando questi contratti né fattispecie di diritto bancario, né investimenti finanziari.

E quindi, non possiamo che suggerirvi di rivolgervi al tribunale per il riconoscimento del danno sofferto da questo sciagurato investimento.

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