lunedì 1 giugno 2026

Recensioni on line: le nuove regole tuteleranno mercato e consumatori?

Torniamo a trattare un argomento, le recensioni online, abbastanza delicato, in quanto i commenti - più o meno genuini - lasciati da altri consumatori possono condizionare la scelta di un ristorante o di un hotel. 

Il problema, però, è noto da anni: non tutte le recensioni sono autentiche, e già ne abbiamo parlato nella famosa vicenda Tripadvisor (vedi qui), primo vero punto di discussione di questo fenomeno, ossia di commenti costruiti, giudizi pilotati, vere e proprie campagne di recensioni acquistate e che hanno progressivamente minato la fiducia dei consumatori, alterando anche la concorrenza tra le imprese.

Avevamo fornito alcuni suggerimenti per difendersi da questa pratica scorretta (clicca qui), ma la recente novità normativa entrata in vigore il 7 aprile 2026, dovrebbe consentire una maggior veridicità degli interventi on line, introducendo regole specifiche e dettagliate in materia di recensioni online, almeno nei settori del turismo e della ristorazione.


- Una disciplina che arriva dopo anni di interventi “indiretti”

Come anticipato in precedenza, le recensioni false non erano affatto lecite neppure prima e il nostro ordinamento già prevede norme di contrasto, ma in modo indiretto.

Il Codice del Consumo, infatti, vieta le pratiche commerciali scorrette e ingannevoli, tra cui rientra anche la diffusione di recensioni non veritiere o manipolate, sanzionando anche le piattaforme che favoriscono queste condotte, come accaduto nella vicenda Tripadvisor, o più di recente con Trustpilot (vedi qui).

I ripetuti interventi dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato hanno evidenziato come il sistema è costruito su principi generali, che richiede interventi caso per caso, successivi e che non sempre possono tutelare i soggetti danneggiati dai commenti falsi.

Negli ultimi anni è sorta l'esigenza della creazione di una disciplina specifica che chiarisca ciò che è lecito e cosa no, fornendo dei paletti chiari ed indiscutibili.


- Le nuove regole: autenticità, trasparenza e attualità

Con la legge annuale sulle PMI, il legislatore compie un passo ulteriore e prova a fissare criteri concreti.

Da oggi, una recensione è considerata attendibile solo se è effettivamente collegata a un’esperienza reale e recente. Deve essere pubblicata entro un termine ragionevole – fissato in 30 giorni – e deve provenire da chi ha davvero usufruito del servizio o acquistato il prodotto.

Già qui ci sorge un dubbio: e chi controlla questo termine?

Non solo. La recensione, se necessario, deve poter essere ricondotta a una prova concreta, come una ricevuta o una fattura. E soprattutto, non deve essere influenzata da vantaggi, sconti o benefici concessi dal professionista.

Il principio che emerge è piuttosto chiaro: la recensione non è più un’opinione “libera” in senso assoluto, ma un contenuto che deve essere, almeno in potenza, verificabile.

Pur condividendo i fini ricercati dal legislatore, non siamo convinti che gli effetti pratici saranno raggiunti, a meno che l'AGCM non troverà soluzioni idonee a stroncare questo fenomeno.


- Basta recensioni comprate (e basta recensioni eterne)

Tra gli aspetti più rilevanti della riforma vi è il divieto espresso di acquistare o vendere recensioni. Una pratica che negli anni si è diffusa in modo significativo, dando vita a un vero e proprio mercato parallelo capace di alterare la reputazione delle imprese.

Allo stesso tempo, il legislatore interviene anche sulla durata delle recensioni. Dopo due anni, infatti, queste perdono rilevanza, perché non più considerate rappresentative della qualità attuale del servizio.

Cosa vuol dire?

una recensione, trascorso quel periodo dalla sua pubblicazione, non è più considerata “attuale” ai fini della valutazione del servizio o dell’attività.

Non vuol dire necessariamente che venga cancellata, ma che:

  • perde valore informativo (non dovrebbe più incidere sul punteggio o sulla reputazione);
  • può essere declassata, archiviata o esclusa dai sistemi di ranking delle piattaforme;
  • non può essere utilizzata per rappresentare la qualità “attuale” di un’impresa.

Si tratta di una scelta che punta a garantire maggiore attualità delle informazioni, ma che apre anche interrogativi pratici non trascurabili.


- Il ruolo dell’Autorità Antitrust

Il controllo sull’applicazione di queste nuove regole è affidato all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che dovrà vigilare sia sui comportamenti delle imprese sia su quelli degli utenti.

Questo aspetto è particolarmente interessante, perché segna un cambio di prospettiva: non solo le aziende, ma anche i consumatori sono chiamati a rispettare regole precise quando pubblicano contenuti online.

La novità del 2026 si inserisce proprio in questo percorso: da un sistema basato su interventi repressivi si passa, finalmente, a una disciplina preventiva, ma sempre con un ruolo attivo dell'Autorità garante.

Non possiamo nascondervi i nostri dubbi sull'ambito applicativo di queste novità, come anticipato in precedenza.

Come anticipato, la necessità di collegare le recensioni a una prova di acquisto potrebbe, ad esempio, creare difficoltà pratiche, soprattutto nei casi in cui tale prova non sia facilmente reperibile.

Allo stesso modo, il limite temporale dei due anni potrebbe portare alla perdita di informazioni ancora utili per i consumatori.

Il rischio, in sostanza, è che nel tentativo di combattere le recensioni false si finisca per comprimere eccessivamente la libertà di espressione o per rendere il sistema troppo rigido.

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