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sabato 28 novembre 2020

Telemarketing aggressivo: maxi multa contro Vodafone

Comunicato stampa16 novembre 2020
Il Garante per la protezione dati personali - composto da Pasquale Stanzione, Ginevra Cerrina Feroni, Agostino Ghiglia e Guido Scorza - ha ordinato a Vodafone il pagamento di una sanzione di oltre 12 milioni e 250 mila euro per aver trattato in modo illecito i dati personali di milioni di utenti a fini di telemarketing. Oltre al pagamento della multa, la società dovrà adottare una serie di misure dettate dall’Autorità per conformarsi alla normativa nazionale ed europea sulla tutela dei dati.

Il provvedimento conclude una complessa istruttoria avviata dal Garante a seguito di centinaia di segnalazioni e reclami di utenti che lamentavano continui contatti telefonici indesiderati, effettuati da Vodafone e dalla sua rete di vendita, per promuovere i servizi di telefonia e internet offerti dall’ azienda.

Gli accertamenti svolti dall’Autorità hanno evidenziato importanti criticità “di sistema” - che riguardano la violazione non solo dell'obbligo del consenso, ma anche dei fondamentali principi di responsabilizzazione e di implementazione delle tutele privacy fin dalla fase di progettazione dei trattamenti, stabiliti dal Regolamento Ue. Criticità riconducibili al complesso delle operazioni svolte dalla società nei confronti sia dell’intera base clienti di Vodafone, sia del più ampio ambito dei potenziali utenti del settore delle comunicazioni elettroniche.

venerdì 9 ottobre 2020

+39 327 592 4916: riprendono i numeri marketing. Attenti all'operatore aggressivo!

Ancora una volta, e ci capita di tanto in tanto, vi dobbiamo segnalare un nuovo numero marketing che nelle ultime settimane sta "disturbando" i consumatori italiani.

Abbiamo ricevuto delle segnalazioni in relazione al numero 3275924916 che sarebbe utilizzato da un operatore marketing per proposte commerciali.

Purtroppo, non è sempre possibile conoscere la provenienza della telefonata e quindi siamo costretti a rispondere a questi operatori che, a volte, si comportano anche in modo sgarbato.

Anche in questo caso, vi proponiamo i nostri suggerimenti pratici finalizzati a limitare questo fenomeno (vedi qui). Abbiamo trattato la questione sotto il profilo della possibile truffa (approfondimento). 

mercoledì 24 luglio 2019

Spamming estorsivo - allerta lanciata dalla Polizia

Da qualche settimana, la Polizia postale sta avvertendo i consumatori in merito ad un nuovo tentativo di truffa on line che si sta sviluppando attraverso l'invio di mail spamming. 

Questo il testo della mail:
Ciao, caro utente,
Abbiamo installato un software RAT nel tuo dispositivo.
Per questo momento anche il tuo account e-mail è stato violato.
Hai cambiato la tua password? Stai andando alla grande!
Ma il mio software riconosce ogni azione di questo tipo. Sto aggiornando le password!
Sono sempre un passo avanti... Se avete bisogno di cancellare tutti i vostri dati raccolti e video con il vostro divertimento, inviatemi 250€ in BTC (crypto currency).

La mail, osserva la Polizia postale, ha evidente finalità estorsiva e viene recapitata a destinatari che, presi dal panico, vengono indotti a pagare i truffatori attraverso cryptovaluta l'importo previsto per cancellare tutti i dati raccolti.

Ecco le condotte consigliate per evitare la truffa:

lunedì 24 giugno 2019

Ora lo spam arriva anche via posta elettronica certificata - le istruzioni della Polizia Postale

Comunicato stampa 21 giugno 2019
OGGETTO: Emissione fattura SS059656
Buongiorno Allegata alla presente email Vi trasmettiamo copia PDF di cortesia della fattura in oggetto. Documento privo di valenza fiscale ai sensi dell'art. 21 Dpr 633/72. L'originale e disponibile all'indirizzo telematico da Lei fornito oppure nella Sua area riservata dell'Agenzia delle Entrate
”. 

E’ questo il messaggio di spam che viene recapitato, nell’ambito del nuovo fenomeno perpetrato attraverso il massivo invio di PEC riconducibili ad aziende “fantasma”. Il fine dei cybercriminali è quello di indurci ad “aprire” il file “PDF” allegato alla PEC per generare degli eventi che potrebbero comportare l’installazione di malware o trojan, l’avvio di un ramsonware “crypolocker”, con la crittazione, ed il conseguente inutilizzo, dei file presenti sul dispositivo.

Ecco dunque alcuni consigli su come comportarsi:

lunedì 7 gennaio 2019

0282951944 - proliferano i numeri marketing

Nulla da dire, la presunta novità legislativa in arrivo per contrastare le società marketing dovrà velocemente entrare in vigore per interrompere, o così si spera, le telefonate che continuamente riceviamo anche dal numero 0282951944.

Questo numero sta contattando molti utenti di telefonia mobile ed opera per varie compagnie telefoniche, per poter avanzare proposte via telefono o comunque disturbare i consumatori.

Anche in questo caso, vi proponiamo i nostri suggerimenti pratici su come limitare questo fenomeno (vedi qui), ed abbiamo trattato la questione sotto il profilo della possibile truffa (approfondimento). 

lunedì 17 dicembre 2018

0510420581 - call center di Telecom

Torniamo a segnalare un nuovo numero telefonico che, nonostante le nuove regole introdotte in materia, sta disturbando i consumatori con offerte commerciali.

Si tratta del numero 0510420581 che, per conto di Telecom Italia, offre nuovi contratti della società per la linea fissa e connessione dati.

Anche per questo numero di telefono, vi proponiamo i nostri suggerimenti pratici su come limitare questo fenomeno (vedi qui), ed abbiamo trattato la questione sotto il profilo della possibile truffa (approfondimento).

giovedì 25 luglio 2013

Il Garante privacy indica le linee guida contro le offerte commerciali indesiderate

Fonte: Garante privacy
Offerte commerciali a utenti di social network o di servizi di messaggistica come Skype e WhatsApp solo con il loro consenso; no a e-mail e sms indesiderati; maggiori controlli da parte di chi commissiona le campagne promozionali; misure semplificate per le promozioni delle imprese che rispettano le regole. Il Garante vara le nuove "Linee guida in materia di attività promozionale e contrasto allo spam" per combattere il marketing selvaggio e favorire pratiche commerciali "amiche" di utenti e consumatori.
Il provvedimento generale (in via di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale) definisce un primo quadro unitario di misure e accorgimenti utili sia alle imprese che vogliono avviare campagne per pubblicizzare prodotti e servizi, sia a quanti desiderano difendersi dall'invadenza di chi utilizza senza il loro consenso recapiti e informazioni personali per tempestarli di pubblicità. Una particolare attenzione è stata posta dall'Autorità sulle nuove frontiere dello spamming - come quello diffuso sui social network (il cosiddetto social spam) o tramite alcune pratiche di "marketing virale" o "marketing mirato" - che possono comportare modalità sempre più insidiose e invasive della sfera personale degli interessati.
Queste in sintesi le principali regole contenute nelle Linee guida.

Offerte commerciali e spam
Invio di offerte commerciali solo con il consenso preventivo. Per poter inviare comunicazioni promozionali e materiale pubblicitario tramite sistemi automatizzati (telefonate preregistrate, e-mail, fax, sms, mms) è necessario aver prima acquisito il consenso dei destinatari (cosiddetto opt-in). Tale consenso deve essere specifico, libero, informato e documentato per iscritto.
Maggiori controlli su chi realizza campagne di marketing. Chi commissiona campagne promozionali deve esercitare adeguati controlli per evitare che agenti, subagenti o altri soggetti a cui ha demandato i contatti con i potenziali clienti effettuino spam.
Consenso per l'uso dei dati presenti su Internet e social network. E' necessario lo specifico consenso del destinatario per inviare messaggi promozionali agli utenti di Facebook, Twitter e altri social network (ad esempio pubblicandoli sulla loro bacheca virtuale) o di altri servizi di messaggistica e Voip sempre più diffusi come Skype, WhatsApp, Viber, Messenger, etc. Il fatto che i dati siano accessibili in Rete non significa che possano essere liberamente usati per inviare comunicazioni promozionali automatizzate o per altre attività di marketing "virale" o "mirato".
"Passaparola" senza consenso. Non è necessario il consenso per inviare e-mail o sms con offerte promozionali ad amici a titolo personale (il cosiddetto "passaparola").

Semplificazioni per le aziende in regola
E-mail promozionali ai propri clienti. Ok all'invio di messaggi promozionali, tramite e-mail, ai propri clienti su beni o servizi analoghi a quelli già acquistati (cosiddetto soft spam).
Promozioni per "fan" di marchi o aziende. Una impresa o società può inviare offerte commerciali ai propri "follower" sui social network quando dalla loro iscrizione alla pagina aziendale si evinca chiaramente l'interesse o il consenso a ricevere messaggi pubblicitari concernenti il marchio, il prodotto o il servizio offerto.
Consenso unico valido per diverse attività. Basta un unico consenso per tutte le attività di marketing (come l'invio di materiale pubblicitario o lo svolgimento di ricerche di mercato); il consenso prestato per l'invio di comunicazioni commerciali tramite modalità automatizzate (come e-mail o sms) copre anche quelle effettuate tramite posta cartacea o con telefonate tramite operatore. Le aziende che intendono raccogliere i dati personali degli utenti per comunicarli o cederli ad altri soggetti a fini promozionali, possono acquisire un unico consenso valido per tutti i soggetti terzi indicati nell'apposita informativa fornita all'interessato.

Tutele e sanzioni contro lo spam
Tutele per i singoli utenti. Le persone che ricevono spam possono presentare segnalazioni, reclami o ricorsi al Garante e comunque esercitare tutti i diritti previsti dal Codice privacy, inclusa la richiesta di sanzioni contro chi invia messaggi indesiderati (nei casi più gravi possono arrivare fino a circa 500.000 euro).
Tutele per le società. Le "persone giuridiche", pur non potendo più chiedere l'intervento formale del Garante per la privacy, possono comunque comunicare eventuali violazioni. Hanno invece la possibilità di rivolgersi all'Autorità giudiziaria per azioni civili o penali contro gli spammer.
Contestualmente alle Linee guida, allo scopo di semplificare ulteriormente gli adempimenti in materia di marketing diretto, il Garante ha adottato anche un apposito provvedimento generale [vedi di seguito] sul consenso al trattamento dei dati personali, sempre in via di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale.

venerdì 9 dicembre 2011

Altro buon esempio di mail spamming: Mrs. Caromel chose you!

La mail spamming che vi proponiamo di seguito presenta questo emblematico titolo "YOU ARE CALLED FOR THIS".....insomma già possiamo immaginare il contenuto della l"ettera elettronica".

La gentile signora Caromel ci scrive per informarci, e noi la ringraziamo, che ha creato una "charity organizations" per aiutare coloro che sono in difficoltà ed ora vuole donare 10 milioni di dollari americani per aiutare i più bisognosi.
E chiede aiuto a noi!

Ancora una volta lo ripetiamo: diffidate di queste mail e prestate la massima attenzione!

Molto spesso una leggerezza (anche una risposta affrettata) può essere causa di grandi problemi futuri.

mercoledì 30 novembre 2011

Lo spam passa anche per una promessa di vittoria.

Di recente abbiamo proposto alcuni esempi di e-mail spam con le quali si cerca di aggirare una persona e carpire i propri dati personali.

Un buon esempio di spam  lo troviamo con le c.d. lettere elettroniche con le quali viene annunciata una grande vincita con dei numeri che non abbiamo mai scelto.

Ci viene semplicemente chiesto, per velocizzare la procedura di accredito dell'importo, di inviare i propri dati personali ad un "fiduciario" che trattiene la somma oggetto di vittoria.

Insomma, anche voi avete capito che non è altro che un tentativo con il quale questi truffatori vogliono rubarci i dati personali. 

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