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venerdì 11 marzo 2022

No all'allungamento della validità del voucher viaggi covid: i consumatori vogliono il rimborso!

Non possiamo che esprimere il nostro dissenso alla recente novità normativa, introdotta con  Decreto Milleproroghe entrato in vigore lo scorso 1 marzo 2022, con la quale è stato allungato di ulteriori mesi il legittimo diritto dei consumatori a vedere restituiti i denari versati per i viaggi poi cancellati causa covid 19. 

Abbiamo già trattato l'argomento (vedi qui), ed abbiamo già espresso il nostro parere negativo verso questi voucher emessi a titolo di rimborso di viaggi, pacchetti turistici, gite scolastiche e viaggi di istruzione, soluzione tutt'altro che ideale per il consumatore che voglia ottenere la restituzione dei soldi anticipati.

Era stato previsto, a seguito di varie modifiche, la sospensione di 24 mesi (due anni) del diritto dei viaggiatori di poter vedere rimborsato il proprio voucher per il viaggio non usufruito.

Orbene, tale termine è stato prolungato fino a mesi 30, come vi riportiamo dal Centro Studi della Camera dei Deputati, ove si legge che: "Si estende inoltre da 24 a 30 mesi dalla data di emissione, il periodo di validità del voucher riconosciuto – in alternativa al rimborso - a fronte della mancata fruizione per ragioni legate alla pandemia di contratti di trasporto aereo, ferroviario, marittimo, nelle acque interne o terrestre, contratti di soggiorno e contratti di pacchetto turistico (articolo 12, comma 2-quater, inserito in sede referente)".

Ciò comporta una ulteriore ed ingiustificata attesa per i consumatori che intendano esercitare il proprio legittimo diritto.

lunedì 26 ottobre 2020

Cancellazione volo: Antitrust "convince" le compagnie aeree a prevedere il rimborso dei biglietti oltre al voucher

Sono molti i consumatori che si sono rivolti alla nostra Associazione per ottenere tutela a seguito delle numerose cancellazioni operate dalle società del settore turistico a causa della recente pandemia.

La sospensione dei servizi ha costretto le compagnie aeree, ma anche i tour operator e gli altri operatori del settore turistico, a dover cancellare le molte prenotazioni per il periodo pasquale, nonché annullare parte dei soggiorni estivi.

E' noto, sul punto, il contrasto creatosi in questo materia tra la soluzione voucher e quella rimborso, ossia se il consumatore abbia diritto alla restituzione di quanto versato alla compagnia aerea (o al tour operator) nel caso di annullamento della vacanza, oppure se la società possa "rifilargli" un voucher da spendere nei prossimi mesi (un approfondimento qui).

E' nota anche la posizione dell'Unione Europea che ha espresso la propria contrarietà all'imposizione dei voucher come unico sistema di rimborso del consumatore (vedi qui), ed anche l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha ritenuto non corretto il sistema "solo voucher".

venerdì 19 giugno 2020

Abbonamenti, viaggi, alberghi: con la prenotazione annullata, al bivio tra rimborso e voucher

Torniamo a trattare la questione annullamento & voucher che, negli ultimi mesi, sta caratterizzando le discussioni nei forum dei consumatori, in bilico tra richiesta di rimborso dell'evento cancellato e richiesta di rimborso della somma pagata in anticipo.

- Evento/prestazione cancellata a causa del coronavirus: il voucher (D.L. 18/2020 Cura Italia) non è obbligatorio
La questione, come già oggetto di nostro precedente intervento, prende le mosse dalla decisione del Governo, sostanzialmente confermata con la conversione in legge, di concedere agli operatori turistici che si sono visti costretti ad annullare gli eventi programmati, di poter indennizzare i consumatori con un voucher in luogo del rimborso della somma versata.

Lo strumento del voucher, da utilizzare da parte del consumatore entro 18 mesi successivi all'evento cancellato, ha "di fatto" lasciato mano libera agli operatori professionali di poter autonomamente decidere quale soluzione adottare in siffatta grave emergenza.

L'aiuto governativo, indirizzato al settore turistico, consente al professionista di annullare l'evento per impossibilità sopravvenuta, offrendo al viaggiatore (consumatore) un rimborso
sotto forma di voucher al posto dei contanti, garantendogli così la necessaria liquidità.

E questa opzione è stata adottata dalla maggioranza degli operatori del settore, in seria difficoltà economica, e che hanno potuto giovarsi della possibilità di non dover perdere liquidità restituendo i denari ai consumatori.

Il successivo DL Rilancio ha esteso tale modalità di rimborso anche nel caso di annullamento di concerti o abbonamenti del trasporto pubblico.

Ma questa scelta è corretta? abbiamo già avuto modo di intervenire sul punto, esprimendo il nostro pensiero (vedi qui).

venerdì 5 giugno 2020

Vacanza annullata a causa della pandemia. Si al rimborso in favore del consumatore

Torniamo a trattare un argomento caldo degli ultimi mesi, ovvero il diritto del consumatore ad ottenere il rimborso del biglietto aereo (o della vacanza prenotata) e non goduto a causa della recente pandemia.

L'occasione ci viene fornita dalla segnalazione che l'Antitrust ha trasmesso ai presidenti dei due rami del parlamento, nonchè al Presidente del Consiglio dei Ministri, per evidenziare la palese distorsione normativa venutasi a creare con l'introduzione delle norme emergenziali dello scorso marzo.

Ci siamo già espressi sul punto, evidenziando la contrarietà della disciplina introdotta con l'art. 88 bis del decreto "cura italia", ove di fatto sono stati scaricati sui consumatori/viaggiatori gli effetti della pandemia (vedi la nostra posizione), come peraltro autorevolmente confermato dalla Commissione europea (vedi qui).

La questione è stata oggetto del recente intervento dell'Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato, la quale ha voluto puntualizzare alcuni aspetti problematici (e di contrasto con la norma europea) emersi a seguito delle numerose segnalazioni ricevute da consumatori e associazion di categoria.

Ed anche l'Antitrust non ha esitato ad evidenziare che la norma introdotta nel periodo coronavirus ha consentito agli operatori del settore turistico di poter autonomamente decidere se emettere il voucher o rimborsare il cliente, senza lasciare a quest'ultimo alcuna possibilità di accettazione della proposta.

Ecco perchè, a nostro parere, con questa scelta legislativa si è voluto scaricare sui consumatori ogni effetto sofferto dal settore turistico a causa del Covid - 19, pur comprendendo che il fine era quello di salvaguardare gli operatori turistici e il ramo trasporti.

Tutto ciò non può privare, come correttamente evidenziato dall'autorità di settore, il consumatore dal suo diritto al rimborso della somma versata al professionista, salvo prevedere un buono come alternativa.

AGCM evidenzia, sempre richiamando la Commissione europea, che i voucher possono essere una valida alternativa al rimborso, solo laddove presentino alcune caratteristiche, quali la copertura assicurativa nel caso di fallimento del tour operator/vettore, e la possibilità di ottenere il rimborso nel caso in cui il consumatore non abbia usufruito del diritto entro il periodo del voucher.

Qui la segnalazione dell'Antitrust.

venerdì 29 maggio 2020

Voucher o rimborso? il consumatore deve poter scegliere nel caso di viaggio annullato

Il recente intervento della Commissione Europea ha confermato quanto questa associazione ha sostenuto tempo addietro, ossia che il consumatore non può essere gravato da ogni conseguenza negativa collegata alla recente e grave pandemia.

E' innegabile che i recenti provvedimenti straordinari adottati a livello nazionale ed europeo hanno agevolato i professionisti (agenzie di viaggio - operatori turistici - compagnie aeree etc.….), consentendo loro di poter scegliere se, nel caso di prestazione annullata a causa della pandemia, poter rimborsare la somma al consumatore o concedergli un voucher da utilizzare entro congruo termine.

Ci siamo già espressi in senso negativo verso questa scelta (qui la nostra posizione), perché il consumatore viene obbligato a sottostare alle scelte della controparte, vincolato all'utilizzo del voucher entro il termine previsto. 

In altri termini, non può essere imposto al consumatore il volere del professionista, ma al più può essergli sottoposta la scelta: rimborso o voucher.

E questo orientamento viene confermato dalla Commissione Europea con le proprie raccomandazioni pubblicate lo scorso 13 maggio 2020, riportate in calce al nostro intervento, ove vengono invitati gli Stati europei a riconoscere ai consumatori il diritto al rimborso dei viaggi cancellati a causa del coronavirus.

La Commissione si è raccomandata, pur riconoscendo che il periodo è complesso per il settore turismo, che sia il consumatore a scegliere nel caso di viaggio annullato, cercando di rendere più vantaggiosi i voucher rispetto al rimborso della somma pagata.

"Ai sensi della normativa UE, in caso di annullamento di titoli di trasporto (aereo, ferroviario, in autobus/pullman e traghetto) o di pacchetti turistici i viaggiatori hanno il diritto di scegliere tra i buoni o il rimborso in denaro. 

Confermando questo diritto, la raccomandazione della Commissione mira al tempo stesso a garantire che i buoni diventino un'alternativa valida e più attraente rispetto al rimborso per i viaggi annullati nel contesto dell'attuale pandemia, che ha comportato un grave onere finanziario anche per gli operatori turistici.".

Vi invitiamo, laddove non vogliate il voucher dal venditore, a scrivere alla società/agenzia e contestare la scelta, chiedendo il rimborso della somma versata per il viaggio annullato a causa della pandemia.

Qui le linee guida della Commissione europea del 13 maggio 2020.

venerdì 24 aprile 2020

Viaggio annullato per covid 19? hai diritto al rimborso......o sei obbligato a prendere il voucher?

Una delle conseguenze collegate alla recente e grave crisi sanitaria riguarda coloro che hanno prenotato viaggi vacanza per il periodo pasquale o per questi mesi estivi.

Di recente, l'associazione sta assistendo molti consumatori che si sono trovati nella difficoltà di ottenere la restituzione dei soldi anticipati al tour operator per pacchetti vacanza successivamente annullati a causa del virus. Se volete raccontarci la vostra vicenda, o volte un aiuto scrivete a info@consumatoreinformato.it.

Difatti, Il coronavirus sta impedendo ogni tipo di spostamento nell'immediato (quantomeno fino al 3 maggio), ma altresì renderà difficoltosi anche i viaggi nei prossimi mesi, obbligando molti turisti a rinunciare alle loro vacanze, e società a rimborsare i costi sostenuti clienti, anche attraverso la previsione di voucher.

E qui sorge il problema: il consumatore che non può usufruire del viaggio, o del periodo vacanza, od ancora del pacchetto vacanza, può chiedere la restituzione/rimborso della somma dal professionista?

Oppure il professionista, di fronte alla richiesta di annullamento proveniente dal consumatore, può "rifilargli" un voucher da usare entro un anno?

Vediamo se riusciamo a trovare una soluzione a questi quesiti.

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