Negli ultimi tempi si moltiplicano le segnalazioni di verbali di multa falsi, recapitati per posta a cittadini che non hanno mai commesso l'infrazione contestata. È un fenomeno in espansione che ci è stato segnalato da un lettore mantovano, ma che riguarda altre province italiane, dove molti automobilisti rimasti vittime della truffa.
Per chi sia rimasto vittima di questa condotta fraudolenta, può scriverci a sos@consumatoreinformato.it.
- Come funziona la truffa
In primo luogo riteniamo utile descrivere il meccanismo adottato dai truffatori, semplice ma insidioso:
a. Arriva a casa una raccomandata o una lettera che imita nell'aspetto i verbali ufficiali di un Comune o di una polizia estera (i casi più frequenti riguardano Germania e Svizzera).
b. Il documento riporta dati reali: nome, cognome, targa dell'auto, a volte persino una foto del veicolo o del conducente.
c. Viene contestata un'infrazione — tipicamente eccesso di velocità — avvenuta in un luogo dove il destinatario non è mai stato.
d. La richiesta di pagamento è per una cifra contenuta (spesso 20-100 euro), proprio per invogliare a pagare subito senza fare troppe verifiche.
e. Il pagamento viene chiesto tramite bonifico su un IBAN estero, spesso accompagnato dal nome di presunti notai o avvocati per aumentare la credibilità.
Chi organizza la truffa punta su un effetto statistico: bastano poche centinaia di destinatari che siano stati davvero all'estero in quel periodo, e qualcuno pagherà pur di togliersi il pensiero ed evitare successivi aumenti per il recupero della somma da parte dell'ente straniero.



