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venerdì 24 luglio 2026

Multe fantasma: il caso dei verbali falsi che ingannano gli automobilisti

Negli ultimi tempi si moltiplicano le segnalazioni di verbali di multa falsi, recapitati per posta a cittadini che non hanno mai commesso l'infrazione contestata. È un fenomeno in espansione che ci  è stato segnalato da un lettore mantovano, ma che riguarda altre province italiane, dove molti automobilisti rimasti vittime della truffa.

Per chi sia rimasto vittima di questa condotta fraudolenta, può scriverci a sos@consumatoreinformato.it.


- Come funziona la truffa

In primo luogo riteniamo utile descrivere il meccanismo adottato dai truffatori, semplice ma insidioso:

a. Arriva a casa una raccomandata o una lettera che imita nell'aspetto i verbali ufficiali di un Comune o di una polizia estera (i casi più frequenti riguardano Germania e Svizzera).

b. Il documento riporta dati reali: nome, cognome, targa dell'auto, a volte persino una foto del veicolo o del conducente.

c. Viene contestata un'infrazione — tipicamente eccesso di velocità — avvenuta in un luogo dove il destinatario non è mai stato.

d. La richiesta di pagamento è per una cifra contenuta (spesso 20-100 euro), proprio per invogliare a pagare subito senza fare troppe verifiche.

e. Il pagamento viene chiesto tramite bonifico su un IBAN estero, spesso accompagnato dal nome di presunti notai o avvocati per aumentare la credibilità.

Chi organizza la truffa punta su un effetto statistico: bastano poche centinaia di destinatari che siano stati davvero all'estero in quel periodo, e qualcuno pagherà pur di togliersi il pensiero ed evitare successivi aumenti per il recupero della somma da parte dell'ente straniero.

sabato 13 giugno 2026

Bene il Comune di Trento che riflette sul T-Red di Via Brennero

Riteniamo positiva la scelta assunta a Trento in relazione al sistema di rilevazioni automatiche di infrazioni previste tra Via Brennero e Via Marconi che ha generato non pochi malumori tra i trentini.

Il numero importante di infrazioni accertate a quell'incrocio ha imposto una semplice domanda: il problema sono i guidatori, oppure è l'incrocio?

Questo quesito è stato portato all'attenzione del Consiglio comunale, chiamato a votare una mozione che obbliga l'amministrazione ad analizzare nel dettaglio uno dei nodi viari più "produttivi" in termini di sanzioni del territorio: un'intersezione con due impianti semaforici ravvicinati, fasi di rosso non sincronizzate e una geometria che, secondo numerosi cittadini, si presta a generare dubbi interpretativi. 

D'altronde, come ben sanno anche i residenti, i numeri parlano chiaro: oltre 2.462 infrazioni rilevate automaticamente in un solo anno, su un totale cittadino di 5.973.

Tradotto,  quasi una multa su due, dell'intero Comune di Trento, arriva da un unico incrocio.


- Il nodo del problema: due semafori, un'ambiguità strutturale

Vogliamo subito premettere che non siamo contrari al sistema di rilevamento delle sanzioni "da remoto", ma riteniamo altresì che lo stesso sia rispettoso della legge e, in particolare, sia finalizzato alla tutela del cittadino e non per altri scopi.

Nel caso di specie, la situazione descritta nella mozione è tecnicamente specifica: due semafori affiancati, uno dedicato alla corsia dritta e l'altro anche alla svolta a destra, con fasi di rosso che non scattano in contemporanea. 

Chi guida deve interpretare correttamente, in pochi secondi e spesso in condizioni di traffico, quale segnale si riferisce alla propria traiettoria, magari non conoscendo in modo preciso la zona della città. 

Un compito che diventa oggettivamente complesso quando la geometria dell'incrocio non è immediatamente leggibile e il traffico è intenso.

Questo tipo di situazione non è un caso isolato nel panorama stradale italiano, tant'è che la giurisprudenza di merito ha più volte riconosciuto che la conformazione fisica di un incrocio può contribuire all'infrazione: un Giudice di Pace, ad esempio, ha annullato una multa per passaggio con semaforo rosso accertando che l'automobilista proseguiva nella direzione consentita dalla luce verde a causa di una errata canalizzazione. 

Di recente, un giudice ha annullato una sanzione amministrativa, rilevando che il semaforo era collocato a sinistra anziché a destra, in violazione delle prescrizioni del Codice della Strada, secondo cui la segnaletica deve trovarsi a destra e solo in aggiunta — mai in sostituzione — a sinistra.

Il principio sottostante è chiaro: l'infrazione esiste se vi è una violazione inequivocabilmente imputabile al conducente. Se invece la segnaletica è confusionaria, accalcata o strutturalmente ambigua, la responsabilità si sposta — almeno in parte — su chi ha progettato o gestisce quella porzione di viabilità.

sabato 14 giugno 2025

Autovelox 2025: cosa cambia per i cittadini?

Lo scorso 12 giugno 2025 è entrato in vigore il nuovo "Decreto autovelox", norma che ha introdotto nuove regole per l’installazione e l’utilizzo dei dispositivi di rilevazione della velocità su strade urbane, extraurbane e autostrade. 

Il provvedimento, voluto dal Ministero delle Infrastrutture, punta a regolamentare l’impiego degli autovelox e a tutelare maggiormente i cittadini, spesso vittime di sanzioni discutibili o di rilevazioni poco trasparenti.

Vediamo quali novità sono state introdotte.


- Autovelox: stop all’installazione selvaggia da parte dei Comuni

Fino ad oggi molti Comuni installavano autovelox senza particolari vincoli, spesso con l'obiettivo più di fare cassa che di garantire la sicurezza stradale. Dal 12 giugno 2025, tale condotta non è più consentita in quanto le singole amministrazioni comunali non possono più decidere autonomamente l’installazione di nuovi dispositivi.

La norma prevede, infatti, un accordo preventivo tra amministrazione locale  e Prefettura per l'installazione dell'autovelox.

Altro aspetto innovativo riguarda la gestione operativa del servizio di rilevazione delle sanzioni amministrative che non può più essere appaltato a società esterne o private, ma deve essere svolto esclusivamente dalle forze di polizia.

In questo modo il legislatore intende evitare derive speculative e garantire che gli autovelox vengano impiegati esclusivamente per finalità di sicurezza stradale.

sabato 15 giugno 2024

lunedì 12 febbraio 2024

Trento: attenti alle biciclette elettriche truccate. Illegali e contrarie al Codice della strada

Fonte: comunicato stampa
5 febbraio 2024
La Polizia locale segnala la presenza in città di alcune biciclette elettriche non conformi al codice della strada.

Spesso di tratta di biciclette acquistate su internet senza essere a conoscenza del fatto che non sono conformi, rischiando quindi di incappare in sanzioni anche pesanti arrivando fino al sequestro del mezzo.

Nello specifico: se la bicicletta elettrica viene considerata ciclomotore la sanzione arriva fino a 635 euro; ancora più salata (da 835 fino a 3.382) per chi effettua modifiche al mezzo.

La Polizia locale consiglia di rivolgersi sempre a rivenditori affidabili.

Di seguito il video della Polizia Locale.

domenica 29 gennaio 2023

Autovelox non regolare se il tratto stradale è privo di banchina

Il principio stabilito dalla Cassazione appare abbastanza chiaro, ossia l'autovelox non può essere posizionato nei tratti stradali privi di banchina e tale carenza comporta l'annullabilità della sanzione elevata nei confronti dell'automobilista.

Il ricorso per Cassazione era stato proposto dal Comune di Motta di Livenza (Treviso), il quale si è rivolto al giudice di legittimità per far dichiarare la legittimità di una sanzione amministrativa elevata in un tratto della strada regionale, la S.R. 53, via Postumia.

La Suprema corte ha voluto ricordare che il Codice della strada stabilisce, in modo inequivocabile, che è legittima la sanzione accertata con dispositivo a distanza, solo se rispettosa delle caratteristiche tecniche previste dall'art. 2 della citata normativa.

La presenza di una banchina, spazio esterno rispetto alla carreggiata destinato ai pedoni o alla sosta di emergenza, è requisito imprescindibile ai fini della qualificazione di una strada come extraurbana, nonché elemento strutturale indefettibile per garantire il rispetto delle norme previste in materia di contestazione differita della sanzione appurata tramite autovelox.

In termini più semplici, la banchina svolge il ruolo di garantire lo spazio idoneo a consentire il corretto ed effettivo assolvimento delle attività previste per il controllo della velocità via autovelox con contestazione immediata.

Nel caso di specie, le dimensioni dello spazio laterale erano talmente ridotte da non garantire il rispetto delle sopra menzionate norme, permettendo la sosta del veicolo in sicurezza senza invadere, anche parzialmente, la carreggiata.

L'assenza di una idonea banchina fa sì che la multa elevata dall'autovelox non sia pienamente legittima e, di conseguenza, giustifica l'annullamento dichiarato dal giudice. 

Cassazione Sez. Civ. II^ sentenza n. 1805/2023

domenica 7 novembre 2021

Scout speed - la Cassazione limita la validità delle "multe mobili"

Uno dei nuovi sistemi utilizzati dalle forze dell'ordine per rilevare, e sanzionare, il superamento del limite di velocità da parte degli automobilisti è lo scout speed, un sistema posizionato sul veicolo della polizia con lo specifico fine di accertare le violazioni del Codice della Strada.

La questione sollevata, e risolta dalla Corte della Cassazione con il provvedimento oggetto di commento, è la legittimità dell'utilizzo di questo sistema in carenza di apposita informativa fornita agli automobilisti.

Nel caso di specie, infatti, un automobilista era stato oggetto di sanzioni amministrative per aver viaggiato a 85 km/h in un tratto stradale ove il limite era 70 km/h. Il rilevamento della violazione era avvenuto a mezzo del nuovo sistema di accertamento elettronico posizionato sul veicolo.

La Suprema Corte di Cassazione ha considerato non regolare tale metodo di accertamento, annullando le multe, per violazione dell'articolo 142 comma 6 bis CdS, norma che prevede l'obbligo di segnalazione preventiva del controllo elettronico a distanza in un determinato tratto stradale.

Occorre infatti ricordare che se è vero che lo scout speed è autorizzato, è altresì vero che il soggetto controllore deve predisporre sistemi informativi idonei ad informare l'automobilista che sta percorrendo quella specifica strada.

Il mancato rispetto di tale limite rende non valida la sanzione amministrativa che deve essere annullata, come spiegato dalla Cassazione nel provvedimento che potete leggere di seguito.

Cass. Civile II^ - Ordinanza n. 29595/2021.

domenica 22 novembre 2020

Il tutor non è correttamente tarato. La multa è ancora nulla

La Cassazione torna a trattare la ormai conosciuta questione delle multe elevati a seguito di superamento del limite di velocità accertato a mezzo di sistema elettronico a distanza (tutor).

La validità di questi rilevamenti sono stati oggetto di precedenti interventi del giudice di legittimità (vedi qui), ove è stato chiarito che il dispositivo di accertamento doveva (e deve) essere tarato e aggiornato con regolarità attraverso specifici enti qualificati.

La pronuncia ha il pregio di ricordare che a seguito della declaratoria di illegittimità costituzionale dell’art. 45, comma 6, C.d.S. (Corte Cost. 18 giugno 2015 n. 113), tutte le apparecchiature di misurazione della velocità devono essere oggetto di controllo periodico idoneo ad accertare la corretta funzionalità del tutor e la taratura.

E' onere del rilevatore (polizia municipale) quello di dimostrare di aver sottoposto il tutor a controllo periodico, attestando la corretta taratura del rilevatore di velocità.

La verifica ha quale finalità quella di garantire l'affidabilità della macchina e deve essere chiaramente indicata nella comunicazione della sanzione notificata al consumatore.

Ecco la Cassazione Civile Sez. II^ Civ. Ordinanza n. 24993/2020

domenica 2 febbraio 2020

Semaforo rosso - sanzione valida anche senza taratura

Questa domenica torniamo a focalizzare la nostra attenzione sulla validità delle sanzioni rilevate attraverso il semaforo. Sono legittime od è necessaria la taratura di questi dispositivi?

Corte di Cassazione, smentendo il giudice di merito, ha escluso la necessità della taratura del dispositivo elettronico apposto sul semaforo e che accerti le violazioni con il semforo rosso da parte dell'automobilista.

L'obbligo di controllo ed aggiornamento periodico dello strumento elettonico riguarda, infatti, solo gli apparecchi destinati alla misurazione e accertamento della velocità, così come ricordato dalla Cassazione, richiamando la precedente sentenza n. 9645/2016. 

Tale obbligo non sussiste, invece, per l'apparecchio che non è destinato ad accertare la violazione della velocità (come nel caso del semaforo) per il quale è necessario che il l'atto sanzionatorio notificato all'automobilista indichi l'attestazione di conformità e il verbale di collaudo. 

Di seguito, il provvedimento della Corte di Cassazione.

domenica 22 dicembre 2019

Autovelox: per la postazione mobile non esiste alcun obbligo di segnaletica ad 1 km di distanza

Ancora una volta torniamo a segnalare un recente intervento della Cassazione in materia di autovelox e multe, ed in questo caso con esito negativo per l'automobilista.

La Cassazione ha chiarito che la regola dell'avviso di rilevamento elettronico della velocità, usualmente predisposto un chilometro prima della postazione, è obbligatorio solo per le postazioni autovelox fisse.

In altri termini, con la sentenza che potete leggere di seguito, nel caso di autovelox mobili – quelli con la presenza, ai margini della strada, degli agenti di polizia, non sussiste alcun obbligo di apposizione di alcun avviso un chilometro prima della rilevazione


Secondo la Corte tale obbligo sussiste solo per gli autovelox fissi, ovverosia gli apparecchi che operano in assenza di agenti e in modalità automatica, e per i quali è necessario che l'automobilista sia avvertito ad una distanza certa e predeterminata per legge, ovvero 1 chilometro.


Qui il provvedimento della Corte di Cassazione.

domenica 24 novembre 2019

Non tutte le multe prese con il telelaser sono legittime

La Cassazione torna a valutare la legittimità delle multe elevate dalla polizia locale attraverso il telelaser, ribadendo il principio secondo il quale l'ente accertatore deve fornire valida e piena prova che l'apparecchio rilevatore dell'infrazione sia scientificamente e regolarmente tarato.

Non può non negarsi che molti di noi, quando si riceve una sanzione amministrativa, si pensi sin da subito: "qui il comune vuol far cassa".

La Corte di Cassazione viene in nostro aiuto, costringendo le amministrazioni locali a fornire valida e non impungnabile prova che il mezzo elettronico utilizzato per elevare la sanzione amministrativa sia regolare  e l'infrazione certa.

E ciò perché in molti casi sta accadendo che le rilevazioni avvengono attraverso strumenti non adeguati e non tarati, sicché non è certa nemmeno la violazione contestata all'automobilista. Ed invece, secondo quello che si legge nella sentenza, l'agente che predispone il servizio di controllo di telelaser, ed eleva il verbale, deve garantire la veridicità del dato emerso dal rilevatore.

Il telelaser, infatti, assolve al ruolo di la prova scientifica privilegiata, ma solo se viene rispettata la taratura periodica, presupposto idoneo a garantirne la bontà del dato emerso all'esito del controllo della velocità. 

Solo la taratura, infatti, garantisce la certezza del dato emerso, tale dare il grado di certezza del provvedimento che in caso contrario deve essere invece dichiarato nullo per violazione delle norme del codice della strada.

Di seguito, il provvedimento della Corte di Cassazione.

domenica 20 ottobre 2019

Tutor privo di controllo periodico? la multa deve essere annullata

Violazione rilevata con il tutor? è valida se il dispositivo viene sottoposto al periodico controllo da parte del controllato con periodicità dal soggetto rilevatore(Polizia stradale o locale).

La Suprema Corte di Cassazione ha riaffermato il principio con la recente Ordinanza n. 24757/2019, con la quale ha annullato una sanzione stradale notificata a seguito di controllo con sistema di rilevazione della velocità a distanza.

Nel caso di specie, la Prefettura di Roma aveva notificato ad un automobilista una sanzione stradale rilevata con il sistema SICVe (tutor), accertata a distanza attraverso l'apparecchiatura elettronica.

L'automobilista aveva impugnato la sanzione, contestando anche l'omessa verifica periodica del dispositivo, e quindi la carenza di certezza della violazione accertata e solo successivamente contestata.

Il giudice di legittimità ha annullato la multa, ritenendo che il dispositivo di accertamento non era stato oggetto di controllo, presupposto fondamentale per la validità della violazione contestata.

La verifica periodica deve riguardare, come si legge nella sentenza, sia la funzionalità del dispositivo che la sua taratura.

Tale carenza di prova invalida la sanzione notificata all'automobilista, come potete leggere nell'ordinanza che trovate qui di seguito.

sabato 5 agosto 2017

Come controllare le auto rubate o prive di assicurazione - una bella applicazione

E' proprio vero, le idee migliori sono quelle più semplici, immediate e che riescono a tornare utili per chi le utilizza.

E' il caso di questa semplice applicazione, prevista per Android e Apple, e che consente all'automobilista di verificare se altri veicoli siano di proprietà del conducente, oppure abbiano regolarmente pagato l'assicurazione RC.

All'apparenza, questo strumento appare superfluo, ma in realtà può risultare estremamente utile quando, ad esempio, siate vittima di un sinistro stradale, e vi accingete a discutere con l'automobilista coinvolto nell'incidente in merito alla dinamica del contatto, e quindi alla relativa responsabilità.

In effetti, a nessuno di noi verrebbe in mente di controllare, in primo luogo, se il veicolo coinvolto sia rubato, o ancora più importante, vi sia una regolare polizza assicurativa.
Invece, questo controllo può risultare utile, ed anzi decisivo, per evitare spiacevoli sorprese in seguito, consentendo all'automobilista di tutelarsi immediatamente anche con l'intervento della Polizia.

I dati inseriti in questa applicazione (gratuita e scaricabile su  google play store) sono ricavati dall'archivio dati on line della Polizia di Stato.

domenica 11 settembre 2016

Autovelox: multa valida solo se il dispositivo è correttamente segnalato

Ancora una volta torniamo a trattare l'argomento autovelox e legittimità del rilevamento a distanza di eventuali sanzioni amministrative.

La possibilità di affrontare, ancora una volta, questa problematica ci è consentita grazie al recente intervento della Suprema Corte di Cassazione, chiamata a valutare la legittimità del sistema di accertamento della velocità attraverso l'autovelox, disciplinato dal D.L. n. 121 del 2002, art. 4, convertito in L. n. 168 del 2002.

La norma in parola prevede che l’installazione dei dispositivi o mezzi tecnici di controllo all'interno dei centri abitati deve essere accompagnata da idonea informativa agli automobilisti.

I giudici di legittimità, premesso che tale norma trova applicazione anche verso gli enti locali, impone al comune di predisporre idonei cartelli per avvertire l'automobilista che la zona è sottoposta a controllo della velocità con autovelox. Tale comunicazione deve essere adeguata alla zona, con installazioni ben visibili poste nelle vicinanze della zona ove è stato predisposto il sistema di accertamento.

Nel caso in cui tale obbligo informativo non sia rispettato dall'ente locale, la conseguenza è la nullità della sanzione amministrativa comminata all'automobilista che non sia stato adeguatamente informato in merito alla presenza di un autovelox in un tratto di strada extraurbana, ma di competenza del comune.

Qui la sentenza.

giovedì 18 agosto 2016

Street control - vita dura per il parcheggio in doppia fila con le multe a strascico


Si chiama street control e rappresenta la novità che dovrebbe scoraggiare coloro che sono soliti lasciare la macchina in seconda fila, ostruendo il passaggio degli altri veicoli.

E' noto che nelle grandi città, e non solo, è usuale vedere macchine abbandonate in seconda fila con la doppia freccia, con evidente arrabbiatura di coloro che, avendo posteggiato regolarmente il veicolo, si trovano davanti una auto parcheggiata in modo selvaggio e non possono uscire dal parcheggio.

Orbene, a partire da qualche mese la polizia municipale delle principali città italiane è dotata, su alcuni veicoli, di un dispositivo capace di "leggere" e fotografare la targa del veicolo in infrazione. In seguito, la multa viene inviata in differita all'automobilista, con tanto di immagine dell'istante in cui è stata ritratto il veicolo oggetto  di infrazione.

Il sistema di rilevamento dell'infrazione è stato oggetto di contestazioni e dubbi, tutti fugati (per il momento) dal recente parere espresso dal Ministero dei Trasporti (Parere n. 4851/2015), ove è stato espresso parere positivo a questo tipo di controllo del traffico cittadino.

L'aspetto interessate di questo sistema di controllo è rappresentato dall'interazione che, a detta del Ministero, si crea con questo sistema di controllo, ove i dati raccolti dal singolo sistema di controllo  vengono inclusi in una data base messo a disposizione delle forze dell'ordine, ed utilizzato anche per ulteriori indagini e controlli.

Sotto altro profilo, questo sistema renderà più istantanea ed immediata la violazione rilevata dalla Polizia (si parla di sei sanzioni al minuto), con evidente miglioramento delle casse delle amministrazioni locali, ossia coloro che trarranno giovamento dallo street control.
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