lunedì 3 agosto 2026
lunedì 1 giugno 2026
Recensioni on line: le nuove regole tuteleranno mercato e consumatori?
Torniamo a trattare un argomento, le recensioni online, abbastanza delicato, in quanto i commenti - più o meno genuini - lasciati da altri consumatori possono condizionare la scelta di un ristorante o di un hotel.
Il problema, però, è noto da anni: non tutte le recensioni sono autentiche, e già ne abbiamo parlato nella famosa vicenda Tripadvisor (vedi qui), primo vero punto di discussione di questo fenomeno, ossia di commenti costruiti, giudizi pilotati, vere e proprie campagne di recensioni acquistate e che hanno progressivamente minato la fiducia dei consumatori, alterando anche la concorrenza tra le imprese.
Avevamo fornito alcuni suggerimenti per difendersi da questa pratica scorretta (clicca qui), ma la recente novità normativa entrata in vigore il 7 aprile 2026, dovrebbe consentire una maggior veridicità degli interventi on line, introducendo regole specifiche e dettagliate in materia di recensioni online, almeno nei settori del turismo e della ristorazione.
- Una disciplina che arriva dopo anni di interventi “indiretti”
Come anticipato in precedenza, le recensioni false non erano affatto lecite neppure prima e il nostro ordinamento già prevede norme di contrasto, ma in modo indiretto.
Il Codice del Consumo, infatti, vieta le pratiche commerciali scorrette e ingannevoli, tra cui rientra anche la diffusione di recensioni non veritiere o manipolate, sanzionando anche le piattaforme che favoriscono queste condotte, come accaduto nella vicenda Tripadvisor, o più di recente con Trustpilot (vedi qui).
I ripetuti interventi dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato hanno evidenziato come il sistema è costruito su principi generali, che richiede interventi caso per caso, successivi e che non sempre possono tutelare i soggetti danneggiati dai commenti falsi.
Negli ultimi anni è sorta l'esigenza della creazione di una disciplina specifica che chiarisca ciò che è lecito e cosa no, fornendo dei paletti chiari ed indiscutibili.
venerdì 8 maggio 2026
Call center e truffe telefoniche: tre cifre sono la vera tutela del consumatore?
In più circostanze abbiamo segnalato, con i nostri interventi, le problemi che contraddistinguono il rapporto con il telefono ed i rischi di essere vittime di truffe digitali.
Stiamo parlando di chiamate commerciali insistenti, offerte poco chiare, telefonate mute, passaggi di contratto mai richiesti e, nei casi peggiori, vere e proprie truffe organizzate. Un fenomeno che non accenna a diminuire e che colpisce soprattutto le fasce più vulnerabili: anziani, persone sole, utenti meno consapevoli dei propri diritti.
Di recente, l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) è intervenuta al fine di limitare/controllare questo fenomeno, con provvedimenti di contrasto a questo fenomeno, come ad esempio il filtro anti spoofing (vedi qui).
Un recente intervento di AGCOM dovrebbe venire incontro alle esigenze dei consumatori, introducendo numeri brevi a tre cifre per rendere più riconoscibili le chiamate “legittime” dei call center. Ma è davvero una svolta per i consumatori?
- Un nuovo “prefisso di fiducia”: cosa prevede la delibera Agcom
Stiamo parlando della delibera n. 21/26/CIR di AGCOM, ulteriore tentativo di contrasto al telemarketing aggressivo e alle frodi telefoniche, come anticipato in precedenza e che, in concreto costringerà le aziende, banche, utility e call center che operano al rispetto delle regole potranno utilizzare numeri a tre cifre per contattare i clienti.
L’idea è semplice: trasformare il numero in un segnale immediato di riconoscibilità, ossia un numero breve dovrebbe consentire al consumatore di individuare subito una chiamata “tracciata” e distinguere più facilmente tra contatti affidabili e chiamate sospette.
Una logica già vista con i numeri di emergenza o di assistenza clienti, costruiti proprio per essere chiari e memorizzabili.
Va però chiarito fin da subito un aspetto decisivo e al tempo stesso un limite: il sistema non è automatico né obbligatorio per tutti gli operatori. Si basa su adesione volontaria.
Questo significa che, almeno in una prima fase, molte chiamate legittime continueranno ad arrivare da numeri ordinari, rendendo la distinzione meno immediata di quanto si potrebbe pensare.
sabato 18 aprile 2026
Indagine Internet mobile in Italia: cosa dicono i dati AGCOM
Nel 2025 l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha pubblicato i risultati della nuova campagna di misurazione della qualità delle reti mobili in Italia, nell’ambito del progetto “Misura Internet Mobile”. Il rapporto fornisce una fotografia tecnica dello stato delle infrastrutture e delle prestazioni delle reti cellulari nel nostro Paese.
Nel complesso i dati mostrano un miglioramento delle prestazioni rispetto agli anni precedenti, grazie alla diffusione delle reti 5G e ai continui investimenti degli operatori nelle infrastrutture. Le velocità di download e upload registrate nei test sono in molti casi elevate e indicano che la capacità tecnica delle reti è cresciuta in modo significativo.
Tuttavia, per comprendere davvero cosa significhino questi numeri, è necessario distinguere tra due piani diversi: da una parte le prestazioni tecniche misurate in laboratorio o durante test specializzati, dall’altra l’esperienza reale che i consumatori vivono ogni giorno utilizzando il proprio smartphone.
la relazione contiene, peraltro, alcuni risultati sorprendenti che dimostrano come lo sviluppo delle linee internet avviene a macchia di leopardo, con una maggior evoluzione nel nord del paese, ma non in modo omogeneo e corretto, tant'è che ci sono zone del meridione che primeggiano per velocità di connessione.
a.- Come vengono effettuate le misurazioni - i risultati
La campagna si è svolta dal 1° settembre al 5 dicembre 2024 (pur riferendosi formalmente all'anno 2025), coinvolgendo 45 città italiane, cinque operatori — Fastweb, Iliad, TIM, Vodafone e WindTre — e quasi 220.000 test dinamici complessivi.
I risultati globali delle misure statiche mostrano una velocità media di download di circa 331 Mbps e un Round Trip Time di 27,97 ms, all'esito di test effettuati nelle zone urbane.
Le misure dinamiche urbane scendono a circa 269 Mbps, mentre quelle extraurbane si attestano intorno a 200 Mbps — un calo significativo non appena si esce dai grandi centri e che attesta il problema della diffusione della fibra in modo omogeneo su tutto il territorio.
Le rilevazioni della campagna AGCOM vengono effettuate tramite test su strada, i cosiddetti drive test, i quali non sono sempre attendibili nei risultati che offrono. I veicoli utilizzati per le misurazioni sono dotati di strumenti professionali e di terminali configurati per utilizzare la migliore tecnologia disponibile nel punto in cui avviene il test, ma non danno garanzia assoluta in merito alla ricezione internet.
Questo aspetto è importante per interpretare correttamente i risultati. I dispositivi utilizzati sono infatti smartphone di fascia alta, configurati in modo ottimale e collegati alla rete nelle migliori condizioni tecniche possibili.
I valori ottenuti rappresentano quindi la prestazione massima che la rete può offrire in determinate condizioni, non necessariamente la velocità che un utente medio riesce a ottenere nel normale utilizzo quotidiano.
Questi sono alcuni dei risultati determinati nella relazione che trovate in calce.
b.- Velocità teoriche e velocità reali
Negli ultimi anni le offerte commerciali degli operatori mobili hanno iniziato a pubblicizzare velocità molto elevate, soprattutto con l’arrivo del 5G. In molti casi si parla di connessioni in grado di raggiungere centinaia di megabit al secondo.
Nella pratica, però, la velocità effettiva dipende da numerosi fattori che spesso sfuggono al controllo dell’utente:
- il modello e l’anzianità dello smartphone utilizzato;
- la distanza dall’antenna e la qualità della copertura;
- la presenza di ostacoli fisici o edifici;
- il numero di utenti collegati alla stessa cella;
- la congestione della rete nelle ore di maggiore traffico.
Il risultato è che la qualità della connessione può variare sensibilmente anche all’interno della stessa città o nello stesso quartiere. Non è raro che la velocità reale sia molto più bassa rispetto ai valori teorici indicati nelle offerte commerciali.
Per quel che riguarda lo sviluppo sul territorio nazionale della linea internet, non vi è un proprio disquilibrio nord/sud, in quanot alcune regioni meridionali come la Basilicata e la Puglia mostrano velocità di download dinamiche superiori a regioni settentrionali come il Friuli o le Marche. Questo dato controintuitivo si spiega probabilmente con la minore congestione delle reti in aree a più bassa densità di utenti — un effetto collaterale paradossale della disparità demografica.
Oltre alle differenze tra aree urbane ed extraurbanee (zone di montagna), anche le strade extraurbane restano il punto debole, come ad esempio sul percorso Messina-Palermo ove è stato registrato un RTT di quasi 61 ms, quello Trieste-Udine mostra un tasso di perdita dei pacchetti del 2,28%, e il tragitto La Spezia-Parma supera i 50 ms di latenza.
Per chi viaggia, lavora in mobilità o vive in aree non metropolitane, la qualità percepita è strutturalmente diversa da quella delle grandi città, come già possiamo quotidianamente notare.
c.- Il punto critico della trasparenza
Dal punto di vista della tutela dei consumatori, uno dei problemi principali riguarda proprio la trasparenza delle informazioni sulle prestazioni delle reti.
Le campagne di misurazione svolte dalle autorità di regolazione servono a monitorare il funzionamento complessivo del mercato e a confrontare le prestazioni degli operatori. Tuttavia questi dati non rappresentano automaticamente la qualità del servizio che un singolo utente riceverà nella propria abitazione o nel proprio luogo di lavoro.
Questo può generare un divario tra le aspettative create dalla comunicazione commerciale e l’esperienza concreta degli utenti.
d.- Un altro problema: come può essere provato il disservizio
Un ulteriore aspetto riguarda gli strumenti a disposizione dei consumatori quando la qualità della connessione non è soddisfacente.
Nel caso delle connessioni fisse esistono sistemi certificati di misurazione che possono essere utilizzati per dimostrare eventuali prestazioni inferiori rispetto a quelle contrattualmente previste. Nel settore della telefonia mobile, invece, la verifica del disservizio è spesso più complessa.
La qualità della rete mobile è per sua natura variabile e dipende da molte condizioni esterne. Questo rende più difficile dimostrare in modo oggettivo che la prestazione fornita dall’operatore sia realmente inadeguata rispetto al contratto sottoscritto.
e.- Il futuro delle reti mobili
Nei prossimi anni la diffusione del 5G e l’evoluzione delle infrastrutture dovrebbero continuare a migliorare le prestazioni delle reti mobili. Allo stesso tempo il traffico dati è destinato ad aumentare rapidamente, spinto da streaming video, servizi cloud e nuove applicazioni digitali.
La vera sfida non sarà soltanto quella di raggiungere velocità sempre più elevate, ma soprattutto di garantire stabilità del servizio e prestazioni affidabili anche nelle ore di maggiore utilizzo.
Per i consumatori questo significa che la qualità della connessione non dovrebbe essere valutata solo sulla base della velocità massima teorica, ma anche sulla continuità del servizio, sulla copertura effettiva e sulla trasparenza delle informazioni fornite dagli operatori.
Di seguito, il report di AGCOM.
venerdì 3 aprile 2026
Il ritorno (evoluto) delle truffe telefoniche
Il riferimento è inevitabile alla celebre canzone di Lucio Battisti, ma questa volta non si parla di incontri sentimentali. Il protagonista indesiderato è ben più fastidioso: le truffe telefoniche, che sembravano ridimensionate e che invece stanno tornando – diverse, più sofisticate e, per certi versi, ancora più insidiose e che stanno tornando a tormentare noi consumatori.
Ma ad onor del vero, AGCOM ci aveva promesso che l'introduzione del nuovo sistema anti spoofing avrebbe debellato questo tipo di attività illecita di marketing che tanto ha danneggiato i consumatori, schermando tutte le telefonate di provenienza non chiara, provenienti dall'Italia o dall'estero (vedi qui).
Invero, i primi risultati emersi dall'indagine dell'Autorità hanno fornito risposte positive, inducendo la gran parte dei soggetti interessati a considerare superato (o comunque limitato) il fenomeno delle telefonate scam.
Noi avevamo già espresso, qualche settimana addietro, qualche dubbio in merito alla soluzione al problema che sarebbe arrivata con il nuovo sistema proposto da AGCOM, evidenziando alcune criticità (leggi qui).
Ed invece, a quanto pare, queste condotte illecite non sono terminate, ma anzi hanno avuto un nuovo renouvellement, ciò un rinnovo con altre forme.
Negli ultimi mesi molti consumatori italiani hanno ricominciato a ricevere chiamate sospette e messaggi anomali, spesso provenienti da numeri con prefissi internazionali che non possono essere bloccati dal sistema nazionale.
Non è un’impressione: è il segnale evidente di un cambiamento nelle strategie dei truffatori, che si sono adattati rapidamente alle nuove difese introdotte dal sistema.
Per comprendere cosa sta accadendo bisogna tornare ai dati positivi esposti dall'Autorità garante, AGCOM, la quale ha introdotto un sistema di filtraggio anti-spoofing, cioè un meccanismo capace di bloccare quelle chiamate che falsificano il numero del chiamante per farlo apparire italiano quando in realtà proviene dall’estero.
Prima sui numeri fissi e poi, dal novembre 2025, anche sui cellulari, questo sistema ha effettivamente ridotto in modo significativo le telefonate “camuffate”.
Sembrava un punto di svolta. E invece è proprio da qui che nasce il nuovo problema.
venerdì 6 febbraio 2026
Filtro anti-spoofing di AGCOM: discreti risultati e criticità irrisolte
Come è noto, dal 19 novembre 2025 è in vigore la seconda fase del contrasto allo spoofing telefonico in Italia: dopo il blocco delle chiamate internazionali con numeri fissi italiani (attivo dal 19 agosto), AGCOM ha esteso il filtro anche alle chiamate internazionali che si presentano con numerazioni mobili italiane contraffatte (per un nostro precedente intervento, clicca qui).
Una misura tecnica che, secondo i dati ufficiali dell’Autorità, dovrebbe portare a una drastica riduzione delle chiamate indesiderate e dei tentativi di frode via telefono, così come evidenziato da AGCOM di recente.
Tuttavia, a fine gennaio 2026, la percezione reale tra consumatori, associazioni e osservatori è molto più sfumata: se da un lato si riconosce l’importanza dell’intervento, dall’altro emergono evidenti limiti e un fenomeno che, pur cambiando forma, non si è risolto.
sabato 13 dicembre 2025
Filtro anti-spoofing AGCOM: prime riflessioni sul blocco delle telefonate marketing
Torniamo a focalizzare la nostra attenzione sulle recenti novità introdotte da AGCOM, autorità garante per le telecomunicazioni, e volte a contrastare le telefonate marketing insistenti o, ancor peggio, le truffe telefoniche.
Abbiamo già trattato la questione (vedi qui), manifestando qualche dubbio, peraltro confermato dalle continue segnalazioni ricevute durante questi ultimi mesi.
Dal 19 novembre 2025 è attiva la seconda fase del filtro anti-spoofing di AGCOM, che blocca automaticamente le chiamate dall’estero camuffate con numeri mobili italiani.
E forse questo è un effettivo passo importante nella lotta contro il telemarketing illecito e truffe telefoniche, in quanto nella prima fase, avviata lo scorso 19 agosto, le telefonate oggetto di blocco erano solo quelle falsificate con numeri fissi italiani.
- Dove interviene il blocco delle telefonate
Dallo scorso 19 novembre, vengono bloccate tutte le telefonate che arrivano da paese stranieri, oltreché dall'Italia, e che usano numeri italiani falsi.
Come ha comunicato AGCOM con un recente studio, le telefonate bloccate solo nei giorni tra il 19 e il 21 novembre scorso sono 7,46 milioni e quindi un numero esorbitante.
E' stato appurato, inoltre, che il 50%, 70%, fino al 90% delle chiamate da mobile risultavano spoofing e sono state bloccate, ciò vuol dire che le linee telefoniche sono inondate da chiamate truffa che arrivano dall'estero sfruttando numerazioni mobili “clonate”.
Questo è uno degli effetti dello "spoofing" che viene identificato nel “spoofing del CLI” (Calling Line Identificator) e lo “spoofing dell’ID” (Identificativo).
Con un recente comunicato stampa, AGCOM ha segnalato l'evoluzione di queste condotte illecite, le quali si stanno evolvendo con nuove tecniche, quali:
(A) Aumento delle chiamate dall’estero con numeri internazionali veri
→ Non possono essere bloccate automaticamente.
(B) Possibile crescita di spoofing generato dall’Italia
→ Qui il soggetto è identificabile e sanzionabile.
sabato 30 agosto 2025
lunedì 18 agosto 2025
Alfabetismo digitale: cosa (non) ci dice il rapporto AGCOM
La recente relazione di AGCOM sull'alfabetismo digitale ha disegnato un quadro variegato relativamente alla relazione tra gli italiani e il nuovo mondo digitale, lasciandoci un po' perplessi in merito alle conclusioni raggiunte.
La relazione che trovate di seguito teorizza che il 90% degli italiani accede a Internet tutti i giorni, ma pur essendo perennemente collegati alla rete e ai social, secondo l'ultimo rapporto AGCOM sull'alfabetizzazione digitale e mediatica, pere che il "consumatore medio di connessione" sia impreparato ed esposto a rischi telematici a cui non sa come difendersi.
(1) Cosa ci vuol far sapere AGCOM
La relazione, che trovate in calce a questo nostro intervento, evidenzia come i consumatori abbiano una connessione adi internet variegata, ossia non solo attraverso il pc, ma anche (e specialmente) con smartphone, ma anche smart TV ed altri dispositivi di ultima generazione.
Nessuno è escluso da questo mondo digitale, anche se sapere usare un dispositivo non significa saperlo gestire in modo critico e consapevole.
Secondo i dati proposti, solo il 7% degli italiani, ad esempio, ha un buon livello di alfabetizzazione algoritmica, ossia comprende davvero il ruolo che gli algoritmi hanno nel decidere cosa vediamo online. E più sale l'età e minore e maggiore è la percentuale di colo che non hanno nessuna o scarsissima consapevolezza su questi meccanismi.
(2) Disinformazione, odio e fake news: il far west dei contenuti
E' chiaro che il mondo digitale ha ampliato i contenuti proposti ai consumatori, riducendone l'attendibilità sia in merito alla provenienza che al contenuto, chiamando il fruitore ad un'analisi critica più approfondita.
Il dato proposto dalla Relazione è, sotto questo profilo, inequivocabile: il 43,5% degli italiani si imbatte frequentemente in contenuti di disinformazione.
E qui casca l'asino: più della metà della popolazione vede fake news, hate speech, revenge porn, ma solo una minoranza sa come reagire e quali contromisure adottare.
Gran parte di noi, di fronte ad un contenuto falso e offensivo, evita il canale andando oltre.
Nel frattempo, minori e giovani si muovono in questo mare digitale senza bussola: tre su quattro hanno già avuto esperienza di contenuti pericolosi come sfide social estreme, cyberbullismo o contenuti sessuali indesiderati, così come riferisce l'Autorità.
(3) Possiamo fare affidamento sulle istituzioni? Sì, ma…
Il rapporto AGCOM segnala che i cittadini, soprattutto i minori, nutrono ancora fiducia nella scuola e nelle istituzioni per la propria educazione digitale. Bene. Ma poi?
Il 44% degli italiani non si rivolge a nessuno per avere indicazioni su un uso consapevole dei media ed anche il lettore di questo contributo può ben comprendere che il dato è inquietante perché attesta il distacco tra i navigatori della rete e i soggetti pubblici, ossia coloro chiamati a controllare questo non più nuovo mondo.
La verità è che le iniziative, quando ci sono, sono spesso episodiche, scollegate e poco incisive. Si parla di tavoli di coordinamento, deleghe ai Corecom, progetti scolastici… Ma la sensazione concreta, per chi vive la rete tutti i giorni, è che si navighi a vista in un mare digitale senza regole.
(4) Svegliati consumatore: alfabetizzazione digitale è tutela, non accessorio
La verità che la Relazione non rivela è che il consumatore deve comprendere che l'educazione alla navigazione in rete, ossia l'alfabetizzazione digitale non è un fastidioso argomento da blog dei consumatori, ma è un necessario presupposto che consente di accedere ai contenuti digitali in modo corretto e sapendo come ci si può tutelare.
In altri termini, in questi casi vale ancor di più il solito antico modo di dire "sapere è potere".
Il tema dell'alfabetizzazione digitale viene spesso relegato a un problema "educativo", quasi fosse una questione scolastica, ma invero è, prima di tutto, una questione di tutela dei consumatori.
Chi non conosce la rete e gli algoritmi, e il loro funzionamento, è in una posizione di debolezza; chi non riconosce la disinformazione, chi non comprende le dinamiche dei social, è più esposto alle truffe online e agli abusi commerciali; chi non conosce la rete è soggetto al consumo inconsapevole di contenuti illegali o comunque ad un'informazione drogata e manipolata.
Un consumatore informato è un cittadino che meglio si tutela, risultando meno vulnerabile alle insidie telematiche (c.d. cyber risk).
Sotto questo profilo, vanno bene i rapporti annuali e i tavoli con le associazioni, ma per tutelare davvero i consumatori serve ben altro che la relazione non individua in modo accurato.
Noi parliamo di formazione obbligatori nelle scuole con specifiche figure che non siano i docenti, a loro volta ignoranti telematici; campagne informative che spieghino con linguaggio chiaro come difendersi; una politica di pressione sui giganti digitali per rendere gli strumenti di controllo e personalizzazione veramente accessibili e comprensibili; sportelli territoriali, magari nei Comuni o nelle biblioteche, dove i cittadini possano ricevere assistenza digitale di base; una educazione digitale anche rivolta agli adulti e, soprattutto, per gli anziani, la fascia più vulnerabile e più dimenticata.
AGCOM ci consegna numeri che dovrebbero preoccupare tutti, non solo gli addetti ai lavori, ma anche i cittadini, in quanto il digitale non è un optional, è l'ambiente in cui viviamo ogni giorno.
Sotto questo profilo chi vi scrive ritiene che non possiamo permetterci di lasciare milioni di persone inconsapevoli, disinformate e vulnerabili ed è necessario apportare correttivi idonei a prevedere una tutela nei confronti delle categorie più svantaggiate.
Chi tutela i consumatori deve alzare la voce: senza alfabetizzazione digitale, non c'è vera libertà di scelta, né sicurezza. E questo, lo ribadiamo, non è un problema da nerd o smanettoni. È una questione di diritti fondamentali.
Di seguito, la Relazione di AGCOM.
lunedì 11 agosto 2025
AGCOM, call center e nuovi filtri: è vero cambiamento dal 19 agosto 2025?
Il tema delle chiamate indesiderate è uno degli argomenti più trattati (e letti) in queto blog, anche perché si è sempre cercato di dare una soluzione pratica ad un problema perenne e, fino ad oggi, irrisolto.
Nonostante le normative già in vigore, infatti, i call center aggressivi e le telefonate commerciali moleste hanno continuano a rappresentare una fonte di disagio per milioni di consumatori, i quali sono rimasti vittima delle truffe e del marketing selvaggio.
In questo contesto, l'AGCOM — Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni — ha deciso di intervenire nuovamente, introducendo una misura concreta che entrerà in vigore il 19 agosto 2025, volta a rafforzare i filtri contro le chiamate indesiderate: ma sarà la definitiva soluzione?
(1) La novità: filtri obbligatori contro le chiamate moleste
A partire dal prossimo 19 agosto, gli operatori telefonici saranno obbligati a implementare dei sistemi di filtro automatico per bloccare, in maniera preventiva, le chiamate provenienti da numerazioni che risultano irregolari o che sono state segnalate per attività aggressive o fraudolente.
Si tratta di un provvedimento che punta a colpire in particolare quei call center che operano al di fuori delle regole, spesso utilizzando numerazioni false (il cosiddetto fenomeno dello spoofing) o chiamando senza il consenso dell'utente.
sabato 26 aprile 2025
Filtro anti spoofing - l'ultima iniziativa di AGCOM per bloccare le telefonate truffa
L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) ha recentemente avviato una serie di iniziative per contrastare il fenomeno del CLI Spoofing, una pratica fraudolenta in cui il numero del chiamante viene manipolato per apparire come un numero legittimo, spesso italiano, al fine di ingannare l'utente.
AGCOM ha avviato lo studio per la creazione di un sistema informatico che dovrebbe, nelle intenzione dell'autorità, limitare questo odioso crimine telematico.
Cos'è il CLI Spoofing?
Il CLI Spoofing (Calling Line Identification Spoofing) è una tecnica telematica con la quale viene falsificato il numero del chiamante, facendo apparire la chiamata come proveniente da un numero diverso da quello reale (italiano invece che straniero).
Questa tecnica viene impiegata al fine di svolgere attività fraudolente, come truffe telefoniche e telemarketing aggressivo, e che si fondano sull'inganno del destinatario della telefonata.
Obblighi per gli operatori telefonici
L'autorità ha avviato, negli ultimi anni, più iniziative volte a contrastare questa particolare truffa, e tra le tante richiamiamo la recente Delibera n. 457/24/CONS del 13 novembre 2024, con la quale ha avviato una consultazione pubblica per introdurre nuove regole che impongano agli operatori telefonici l'obbligo di bloccare le chiamate internazionali in entrata che utilizzano numeri telefonici nazionali falsificati. Questa misura mira a impedire che chiamate provenienti dall'estero appaiano come se fossero effettuate da numeri italiani, una tecnica comunemente utilizzata nelle truffe telefoniche e nel telemarketing aggressivo.
Sono state introdotte alcune regole:
a) Blocco delle chiamate internazionali con numeri falsificati: ogni operatore telefonico ha l'onere di bloccare le chiamate provenienti dall'estero che utilizzano numeri telefonici nazionali falsificati, come numeri fissi o mobili italiani, a meno che non ci siano giustificazioni valide, come l'utente in roaming.
b) Verifica del CLI nelle chiamate VoIP: la società di telefonia deve accertare l'identificativo del chiamante (CLI) nelle chiamate VoIP terminate su rete commutata, per assicurarsi che non siano stati manipolati.
c) controllo incrociato: è previsto un controllo incrociato tra le varie compagnie telefoniche al fine di verificare le provenienze dei flussi telefonici delle telefonate truffa.
Arriva il filtro anti spoofing
Correttamente, l'Autorità ritiene che la soluzione del problema tecnologico può avvenire solo attraverso un sistema tecnologico e sta sviluppando un filtro che dovrebbe, nelle intenzioni di AGCOM, bloccare le chiamate che utilizzano il CLI Spoofing.
Nei prossimi giorni, AGCOM dovrebbe presentare la soluzione tecnica, presumibilmente un un algoritmo che gli operatori dovranno implementare obbligatoriamente per prevenire l'uso di numeri falsificati nelle chiamate in entrata .
sabato 8 marzo 2025
Contenuti digitali illegali: Agcom introduce il "segnalatore attendibile"
La qualifica è stata riconosciuta alla società Argo Business Solutions S.r.l., in relazione ai temi della violazione dei diritti di proprietà intellettuale e di altri diritti commerciali, nonché del contrasto delle truffe e frodi online.
L’Autorità ha riconosciuto tale qualifica a seguito di un’articolata istruttoria, nella quale ha verificato che i criteri stabiliti dall’art. 22, paragrafo 2, del Digital Services Act fossero soddisfatti dalla società richiedente, ovvero: avere capacità e competenze particolari ai fini dell’individuazione, identificazione e notifica di contenuti illegali; essere indipendente dai fornitori di piattaforme online ed essere in grado di svolgere tale attività di segnalazione in modo diligente, accurato ed obiettivo.
La figura del segnalatore attendibile riveste un ruolo fondamentale per l’applicazione del Digital Services Act negli Stati Membri dell’Unione Europea, ai fini dell’attivazione del meccanismo di segnalazione di contenuti illegali ed azione previsti dall’art.16 del Digital Services Act nei confronti dei fornitori di piattaforme online, i quali devono garantire che tali segnalazioni siano gestite prioritariamente e decise senza indebito ritardo.
I segnalatori attendibili debbono trasmettere all’Autorità e pubblicare una relazione annuale facilmente comprensibile e dettagliata sulle segnalazioni presentate, che includa una spiegazione delle procedure attuate per assicurare il mantenimento della propria indipendenza.
L’Autorità ha facoltà di riesaminare, d’ufficio o su segnalazione, il persistere dei requisiti previsti dall’art. 22 paragrafo 2, del Digital Services Act, anche alla luce dell’adozione, da parte della Commissione Europea, degli orientamenti previsti dall’articolo 22, paragrafo 8 dello stesso Regolamento.
domenica 2 febbraio 2025
Interruzione della linea telefonica - diritto all'indennizzo per il consumatore (euro 6.00 al giorno)
Presso la nostra associazione sono sempre frequenti le segnalazioni (potete scrivere per suggerimenti/segnalazioni a info@consumatoreinformato.it) di consumatori che hanno sofferto la sospensione del servizio di telefonia fissa o linea dati/internet.
In questi casi, come logico, si attende un pronto intervento del fornitore del servizio per risolvere il disagio, e può ben capitare che tale assistenza possa tardare, vedendoci costretti a pagare per un servizio che non riceviamo.
La decisione assunta dal Co.re.com Toscana che vi proponiamo di seguito, ci permette di trattare la questione, indicando quali siano le norme che consentono al consumatore di poter ottenere il ristoro nel caso di interruzione del servizio telefonico.
Il caso affrontato dall'autorità amministrativa riguardava la semplice interruzione del servizio voce nella telefonia fissa per più mesi (ottobre del 2020/febbraio 2021), disservizio denunciato dal cliente alla compagnia telefonica in più circostanze.
Il cliente, dopo aver inviato mail di reclamo, si è rivolto al Co.re.com Toscana per contestare il malfunzionamento del servizio voce della linea telefonica fissa, chiedendo l'indennizzo per l'interruzione del servizio nel periodo ottobre 2020/febbraio 2021.
In materia di disservizio nella fornitura del servizio telefonico, la delibera Agcom n. 179/03/CSP disciplina il dovere posto a carico dell'operatore professionale di garantire la continuità nell'erogazione del servizio offerto con il contratto.
Tale dovere si estende anche ad un obbligo di ripristino del servizio entro un termine congruo, con garanzia della qualità promessa alla conclusione del contratto di fornitura.
Nel caso in cui la società fornitrice non riesca a rispettare gli standard previsti dall'autorità garante (e previsti nelle varie carte dei servizi), il consumatore matura il diritto all'indennizzo.
Ed è ciò che rileva il Co.re.com nei confronti dell'operatore telefonico (Wind Tre): "Quindi, per quanto sopra esposto, in assenza agli atti di documentazione probatoria idonea a escludere la responsabilità dell’operatore Wind Tre, si ritiene ai sensi dell’art. 1218 del Codice civile, che sia da ascriversi a detto operatore la responsabilità in ordine alla mancata erogazione dei servizi nei predetti periodi; ne consegue che deve essere riconosciuto all’istante un indennizzo proporzionato al disagio che ha interessato l’utenza de qua.".
L'importo previsto in favore del consumatore è determinato dal Regolamento indennizzi (Delibera AGCOM n. 73/11/CONS e successive modifiche) che prevede, all'art. 6, “[i]n caso di completa interruzione del servizio per motivi tecnici, imputabili all’operatore, sarà dovuto un indennizzo, per ciascun servizio non accessorio, pari a euro 6 per ogni giorno d’interruzione” e che “[s]e il malfunzionamento è dovuto al ritardo, imputabile all’operatore, nella riparazione del guasto, l’indennizzo è applicabile all’intero periodo intercorrente tra la proposizione del reclamo e l’effettivo ripristino della funzionalità del servizio”. Nel caso di disservizio, il consumatore ha diritto ad un importo di euro 6,00 per ogni giorno di disservizio per le motivazioni che potete leggere nel provvedimento qui di seguito.
Co.re.com Toscana - deliberazione del 16 gennaio 2024 (visibile con browser Opera - VPN attivo).
venerdì 20 dicembre 2024
Bene AGCOM che offre suggerimenti per i servizi postali
venerdì 13 dicembre 2024
AGCOM interviene contro frodi e telemarketing selvaggio
| Fonte: comunicato stampa 14 novembre 2024 |
In particolare, l’Autorità ritiene necessario stabilire l’obbligo, per gli operatori nazionali, di bloccare le chiamate illegittime internazionali in entrata mascherate con numero telefonico nazionale, ossia quelle con prefisso italiano di rete fissa e con numeri cellulari italiani.
Nello stesso provvedimento sono state individuate misure di trasparenza e corretta informazione relative alle condizioni economiche e tecniche delle offerte di servizi telefonici e di connettività, tra le quali, in particolare, la valutazione di una serie di bollini per certificare la velocità della connessione 5G.
In relazione all’utilizzo illecito del CLI spoofing l’Autorità, inoltre, ha diffidato TIM (Delibera n. 462/24/CONS) al rispetto degli obblighi previsti dal Codice di condotta sulle attività di teleselling e telemarketing. Il provvedimento si è reso necessario dopo le segnalazioni di alcuni cittadini che avevano ricevuto proposte di contratto in violazione dei requisiti di trasparenza previsti dal Codice stesso. Ora TIM avrà 120 giorni di tempo per assumere e comunicare nuove e più efficaci azioni di monitoraggio sui call center partner.
L’Autorità ha inoltre approvato (Delibera n. 36/24/CIR) la proposta di impegni assunti dalla società Telecom Italia Sparkle nell’ambito di un procedimento sanzionatorio nei confronti della menzionata società per aver consentito l’utilizzo da parte di società estere non autorizzate di numeri geografici già assegnati a soggetti legalmente operanti in Italia. Gli impegni assunti dalla società sono volti a implementare misure di monitoraggio dei loro partner per evitare la reiterazione delle pratiche di CLI Spoofing.
sabato 17 agosto 2024
sabato 6 aprile 2024
False recensioni - le difese contro i finti commenti che danneggiano anche i consumatori
Commenti non veritieri, valutazioni false e recensioni di prodotti palesemente false con finalità volte a danneggiare i venditori che si affacciano sul mercato digitale.
La questione non è nuova e sta causando gravi danni non solo ai venditori on line, ma agli stessi consumatori che vengono confusi dai finti commenti relativi a prodotti e servizi, aventi volte finalità diffamatorie e con l'intento di danneggiare e/o alterare il mercato.
Ormai è noto che questa attività scorretta è molto diffusa in rete, ove esistono società pagate per scrivere false recensioni negative proprio volte a screditare la reputazione digitale del produttore o comunque esprimere una valutazione negativa dello specifico prodotto in competizione.
Bisogna evidenziare che in questa materia esistono specifiche difese per i professionisti (ma anche per i consumatori) e che hanno come fine quello di evitare ogni forma di danno derivante da falsa recensione, e che possono, in prima battuta, legittimare la persona offesa a sporgere denuncia per diffamazione o, truffa.
Uno dei settori on line più colpito dalle false recensioni è quello dei ristoranti o degli alberghi, ove abbondano i giudizi on line poco lusinghieri e, a volte, non si sa se corrispondenti a verità.
venerdì 5 gennaio 2024
Bene AGCOM che sanziona Meta
AGCOM - sanzione Meta by Consumatore Informato on Scribd
lunedì 21 agosto 2023
AGCOM - Relazione 2023
AGCOM - Relazione attività 2022 by Consumatore Informato on Scribd


