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venerdì 8 maggio 2026

Call center e truffe telefoniche: tre cifre sono la vera tutela del consumatore?

In più circostanze abbiamo segnalato, con i nostri interventi, le problemi che contraddistinguono il rapporto con il telefono ed i rischi di essere vittime di truffe digitali. 

Stiamo parlando di chiamate commerciali insistenti, offerte poco chiare, telefonate mute, passaggi di contratto mai richiesti e, nei casi peggiori, vere e proprie truffe organizzate. Un fenomeno che non accenna a diminuire e che colpisce soprattutto le fasce più vulnerabili: anziani, persone sole, utenti meno consapevoli dei propri diritti.

Di recente, l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) è intervenuta al fine di limitare/controllare questo fenomeno, con provvedimenti di contrasto a questo fenomeno, come ad esempio il filtro anti spoofing (vedi qui).

Un recente intervento di AGCOM dovrebbe venire incontro alle esigenze dei consumatori, introducendo numeri brevi a tre cifre per rendere più riconoscibili le chiamate “legittime” dei call center. Ma è davvero una svolta per i consumatori?


- Un nuovo “prefisso di fiducia”: cosa prevede la delibera Agcom

Stiamo parlando della delibera n. 21/26/CIR di AGCOM, ulteriore tentativo di contrasto al telemarketing aggressivo e alle frodi telefoniche, come anticipato in precedenza e che, in concreto costringerà le aziende, banche, utility e call center che operano al rispetto delle regole potranno utilizzare numeri a tre cifre per contattare i clienti.

L’idea è semplice: trasformare il numero in un segnale immediato di riconoscibilità, ossia un numero breve dovrebbe consentire al consumatore di individuare subito una chiamata “tracciata” e distinguere più facilmente tra contatti affidabili e chiamate sospette

Una logica già vista con i numeri di emergenza o di assistenza clienti, costruiti proprio per essere chiari e memorizzabili.

Va però chiarito fin da subito un aspetto decisivo e al tempo stesso un limite: il sistema non è automatico né obbligatorio per tutti gli operatori. Si basa su adesione volontaria. 

Questo significa che, almeno in una prima fase, molte chiamate legittime continueranno ad arrivare da numeri ordinari, rendendo la distinzione meno immediata di quanto si potrebbe pensare.

venerdì 3 aprile 2026

Il ritorno (evoluto) delle truffe telefoniche

Di nuovo tu… ma non dovevamo vederci più?” o forse, per essere più aderenti al tema di questo intervento, "non dovevamo sentirci più?" viste le recenti novità intervenute.

Il riferimento è inevitabile alla celebre canzone di Lucio Battisti, ma questa volta non si parla di incontri sentimentali. Il protagonista indesiderato è ben più fastidioso: le truffe telefoniche, che sembravano ridimensionate e che invece stanno tornando – diverse, più sofisticate e, per certi versi, ancora più insidiose e che stanno tornando a tormentare noi consumatori.

Ma ad onor del vero, AGCOM ci aveva promesso che l'introduzione del nuovo sistema anti spoofing avrebbe debellato questo tipo di attività illecita di marketing che tanto ha danneggiato i consumatori, schermando tutte le telefonate di provenienza non chiara, provenienti dall'Italia o dall'estero (vedi qui).

Invero, i primi risultati emersi dall'indagine dell'Autorità hanno fornito risposte positive, inducendo la gran parte dei soggetti interessati a considerare superato (o comunque limitato) il fenomeno delle telefonate scam.

Noi avevamo già espresso, qualche settimana addietro, qualche dubbio in merito alla soluzione al problema che sarebbe arrivata con il nuovo sistema proposto da AGCOM, evidenziando alcune criticità (leggi qui). 

Ed invece, a quanto pare, queste condotte illecite non sono terminate, ma anzi hanno avuto un nuovo renouvellement, ciò un rinnovo con altre forme.

Negli ultimi mesi molti consumatori italiani hanno ricominciato a ricevere chiamate sospette e messaggi anomali, spesso provenienti da numeri con prefissi internazionali che non possono essere bloccati dal sistema nazionale. 

Non è un’impressione: è il segnale evidente di un cambiamento nelle strategie dei truffatori, che si sono adattati rapidamente alle nuove difese introdotte dal sistema.

Per comprendere cosa sta accadendo bisogna tornare ai dati positivi esposti dall'Autorità garante, AGCOM, la quale ha introdotto un sistema di filtraggio anti-spoofing, cioè un meccanismo capace di bloccare quelle chiamate che falsificano il numero del chiamante per farlo apparire italiano quando in realtà proviene dall’estero. 

Prima sui numeri fissi e poi, dal novembre 2025, anche sui cellulari, questo sistema ha effettivamente ridotto in modo significativo le telefonate “camuffate”.

Sembrava un punto di svolta. E invece è proprio da qui che nasce il nuovo problema.

venerdì 6 febbraio 2026

Filtro anti-spoofing di AGCOM: discreti risultati e criticità irrisolte

Come è noto, dal 19 novembre 2025 è in vigore la seconda fase del contrasto allo spoofing telefonico in Italia: dopo il blocco delle chiamate internazionali con numeri fissi italiani (attivo dal 19 agosto), AGCOM ha esteso il filtro anche alle chiamate internazionali che si presentano con numerazioni mobili italiane contraffatte (per un nostro precedente intervento, clicca qui).

Una misura tecnica che, secondo i dati ufficiali dell’Autorità, dovrebbe portare a una drastica riduzione delle chiamate indesiderate e dei tentativi di frode via telefono, così come evidenziato da AGCOM di recente.

Tuttavia, a fine gennaio 2026, la percezione reale tra consumatori, associazioni e osservatori è molto più sfumata: se da un lato si riconosce l’importanza dell’intervento, dall’altro emergono evidenti limiti e un fenomeno che, pur cambiando forma, non si è risolto.

lunedì 5 gennaio 2026

Teleselling sanzionato dall'Antitrust

Fonte: comunicato stampa
9 dicembre 2025

Le società contattavano i consumatori per proporre l’attivazione di contratti di energia e di telefonia e fornivano informazioni ingannevoli su identità del chiamante, oggetto della telefonata, convenienza economica delle offerte commerciali proposte. 

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha irrogato sanzioni per oltre 500 mila euro nei confronti di società di call center che promuovono la conclusione di contratti nel settore dell’energia (Titanium S.r.l. e Fire S.r.l.; J.Wolf Consulting S.r.l.) e nel settore delle telecomunicazioni (Nova Group S.r.l. e Communicate S.r.l.; Entiende S.r.l.). Nello specifico, le sanzioni sono state così articolate: 160 mila euro in solido a Titanium S.r.l. e Fire S.r.l., 120 mila euro a J.Wolf Consulting S.r.l., 80 mila euro a Nova Group S.r.l. e 40 mila euro a Communicate S.r.l.,120 mila euro a Entiende S.r.l.

sabato 13 dicembre 2025

Filtro anti-spoofing AGCOM: prime riflessioni sul blocco delle telefonate marketing

Torniamo a focalizzare la nostra attenzione sulle recenti novità introdotte da AGCOM, autorità garante per le telecomunicazioni, e volte a contrastare le telefonate marketing insistenti o, ancor peggio, le truffe telefoniche.

Abbiamo già trattato la questione (vedi qui), manifestando qualche dubbio, peraltro confermato dalle continue segnalazioni ricevute durante questi ultimi mesi.

Dal 19 novembre 2025 è attiva la seconda fase del filtro anti-spoofing di AGCOM, che blocca automaticamente le chiamate dall’estero camuffate con numeri mobili italiani. 

E forse questo è un effettivo passo importante nella lotta contro il telemarketing illecito e truffe telefoniche, in quanto nella prima fase, avviata lo scorso 19 agosto, le telefonate oggetto di blocco erano solo quelle falsificate con numeri fissi italiani.


- Dove interviene il blocco delle telefonate

Dallo scorso 19 novembre, vengono bloccate tutte le telefonate che arrivano da paese stranieri, oltreché dall'Italia, e che usano numeri italiani falsi.

Come ha comunicato AGCOM con un recente studio, le telefonate bloccate solo nei giorni tra il 19 e il 21 novembre scorso sono 7,46 milioni e quindi un numero esorbitante.

E' stato appurato, inoltre, che il 50%, 70%, fino al 90% delle chiamate da mobile risultavano spoofing e sono state bloccate, ciò vuol dire che le linee telefoniche sono inondate da chiamate truffa che arrivano dall'estero sfruttando numerazioni mobili “clonate”.

Questo è uno degli effetti dello "spoofing" che viene identificato nel “spoofing del CLI” (Calling Line Identificator) e lo “spoofing dell’ID” (Identificativo).

Con un recente comunicato stampa, AGCOM ha segnalato l'evoluzione di queste condotte illecite, le quali si stanno evolvendo con nuove tecniche, quali:

        (A) Aumento delle chiamate dall’estero con numeri internazionali veri

→ Non possono essere bloccate automaticamente.

        (B) Possibile crescita di spoofing generato dall’Italia

→ Qui il soggetto è identificabile e sanzionabile.

lunedì 11 agosto 2025

AGCOM, call center e nuovi filtri: è vero cambiamento dal 19 agosto 2025?

Il tema delle chiamate indesiderate è uno degli argomenti più trattati (e letti) in queto blog, anche perché si è sempre cercato di dare una soluzione pratica ad un problema perenne e, fino ad oggi, irrisolto.

Nonostante le normative già in vigore, infatti, i call center aggressivi e le telefonate commerciali moleste hanno continuano a rappresentare una fonte di disagio per milioni di consumatori, i quali sono rimasti vittima delle truffe e del marketing selvaggio. 

In questo contesto, l'AGCOM — Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni — ha deciso di intervenire nuovamente, introducendo una misura concreta che entrerà in vigore il 19 agosto 2025, volta a rafforzare i filtri contro le chiamate indesiderate: ma sarà la definitiva soluzione?


(1) La novità: filtri obbligatori contro le chiamate moleste

A partire dal prossimo 19 agosto, gli operatori telefonici saranno obbligati a implementare dei sistemi di filtro automatico per bloccare, in maniera preventiva, le chiamate provenienti da numerazioni che risultano irregolari o che sono state segnalate per attività aggressive o fraudolente

Si tratta di un provvedimento che punta a colpire in particolare quei call center che operano al di fuori delle regole, spesso utilizzando numerazioni false (il cosiddetto fenomeno dello spoofing) o chiamando senza il consenso dell'utente.

lunedì 28 luglio 2025

Germania: maxi sanzione a Vodafone per violazione dei dati personali

Vodafone ancora costretta a pagare per le falle nel trattamento dei dati personali, ed in questo caso la sanzione è veramente importante: 45.000.000 di euro.

La notizia è arrivata dalla Germania, dove è esploso un caso che ha attirato l’attenzione di media e istituzioni: il Garante per la privacy tedesco (BfDI – Bundesbeauftragte für den Datenschutz und die Informationsfreiheit) ha inflitto a Vodafone una multa pesantissima, dopo aver rilevato molte criticità nella gestione dei dati personali.

La vicenda dimostra, ancora una volta, che la questione della privacy e del trattamento dei dati personali è tutt'altro secondaria, sicché le società non possono abusarne e trarne un vantaggio.

domenica 22 giugno 2025

Utilizzo illegittimo dati personali - corretta la sanzione del Garante Privacy

Non possiamo che essere d'accordo con il provvedimento n. 278 dello scorso 29 aprile 2025, con il quale il Garante Privacy ha sanzionato una società di intermediazione immobiliare per violazione dei dati personali.

Oggetto dell'intervento dell'Autorità garante è, ancora una volta, il marketing telefonico e l'uso improprio dei dati personali fatto da parte di professionisti, i quali sono più interessati a trovare nuovi clienti invece che trattare in modo adeguato le informazioni dei destinatari delle telefonate. 

Nel caso di specie, il Garante ha accertato diverse violazioni da parte della società, tra le quali la mancanza di controlli adeguati; gestione superficiale della privacy e una generale non conformità alle regole del GDPR. 

Sotto quest'ultimo aspetto, l'Autorità ha censurato la gestione delle informazioni operata dal professionista, il quale non ha saputo dimostrare di avere una organizzazione seria e responsabile dei dati personali.

La società è stata oggetto di sanzione per le seguenti carenze:

  • mancanza di controlli interni sui flussi dati;
  • assenza o incompletezza delle informative;
  • registri trattamenti non aggiornati o inesistenti.

Di fatto, la gestione della privacy è risultata, o almeno così ci pare di comprendere, improvvisata da parte di una società che tratta i dati personali dei consumatori con continuità periodica. 

Provvedimento Garante Privacy n. 278 del 29 aprile 2025.

sabato 26 aprile 2025

Filtro anti spoofing - l'ultima iniziativa di AGCOM per bloccare le telefonate truffa

L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) ha recentemente avviato una serie di iniziative per contrastare il fenomeno del CLI Spoofing, una pratica fraudolenta in cui il numero del chiamante viene manipolato per apparire come un numero legittimo, spesso italiano, al fine di ingannare l'utente.​

AGCOM ha avviato lo studio per la creazione di un sistema informatico che dovrebbe, nelle intenzione dell'autorità, limitare questo odioso crimine telematico.


Cos'è il CLI Spoofing?

Il CLI Spoofing (Calling Line Identification Spoofing) è una tecnica telematica con la quale viene falsificato il numero del chiamante, facendo apparire la chiamata come proveniente da un numero diverso da quello reale (italiano invece che  straniero). 

Questa tecnica viene impiegata al fine di svolgere attività fraudolente, come truffe telefoniche e telemarketing aggressivo, e che si fondano sull'inganno del destinatario della telefonata.


Obblighi per gli operatori telefonici

L'autorità ha avviato, negli ultimi anni, più iniziative volte a contrastare questa particolare truffa, e tra le tante richiamiamo la recente Delibera n. 457/24/CONS del 13 novembre 2024, con la quale ha avviato una consultazione pubblica per introdurre nuove regole che impongano agli operatori telefonici l'obbligo di bloccare le chiamate internazionali in entrata che utilizzano numeri telefonici nazionali falsificati. Questa misura mira a impedire che chiamate provenienti dall'estero appaiano come se fossero effettuate da numeri italiani, una tecnica comunemente utilizzata nelle truffe telefoniche e nel telemarketing aggressivo.

Sono state introdotte alcune regole: 

    a) Blocco delle chiamate internazionali con numeri falsificati: ogni operatore telefonico ha l'onere di bloccare le chiamate provenienti dall'estero che utilizzano numeri telefonici nazionali falsificati, come numeri fissi o mobili italiani, a meno che non ci siano giustificazioni valide, come l'utente in roaming. ​

    b) Verifica del CLI nelle chiamate VoIP: la società di telefonia deve accertare l'identificativo del chiamante (CLI) nelle chiamate VoIP terminate su rete commutata, per assicurarsi che non siano stati manipolati.

   c) controllo incrociato: è previsto un controllo incrociato tra le varie compagnie telefoniche al fine di verificare le provenienze dei flussi telefonici delle telefonate truffa. ​


Arriva il filtro anti spoofing

Correttamente, l'Autorità ritiene che la soluzione del problema tecnologico può avvenire solo attraverso un sistema tecnologico e sta sviluppando un filtro che dovrebbe, nelle intenzioni di AGCOM, bloccare le chiamate che utilizzano il CLI Spoofing. 

Nei prossimi giorni, AGCOM dovrebbe presentare la soluzione tecnica, presumibilmente un  un algoritmo che gli operatori dovranno implementare obbligatoriamente per prevenire l'uso di numeri falsificati nelle chiamate in entrata .​

sabato 11 gennaio 2025

Nuove regole per i contratti di energia e gas conclusi via telefono. Sarà vera tutela?

Lo scorso 1º gennaio 2025 sono entrate in vigore nuove norme che dovrebbero ridurre quelle diffuse condotte scorrette di attivazione dei contratti di fornitura di gas ed energia elettrica a condizioni mai negoziate dai consumatori.

Secondo la finalità seguita dall'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA), le nuove regole dovrebbero rafforzare la tutela dei consumatori, costringendo le società venditrici a comportarsi secondo canoni di trasparenza e correttezza (vedi qui).

Chi vi scrive ha non pochi dubbi in merito all'efficacia di queste novità, anche perché si tratta di norme già esistenti e che dovrebbero essere semplicemente applicate.

Riteniamo, invece, che dovrebbe esservi un controllo preventivo forte dell'Autorità di regolazione volto a stroncare sicurezza nelle procedure di stipula e modifica dei contratti.

Quali sono le novità che riguardano questo tipo di rapporti?

a.- Contratti conclusi via telefono/internet - maggiore tutela per il consumatore

L'Autorità garante ribadisce un principio, invero già esistente, ossia che i contratti conclusi con un contatto telefonico o via internet si considerano perfezionati solo se seguiti dall'invio delle condizioni contrattuali via supporto durevole, per posta cartacea o posta elettronica, idonei a confermare il consenso espresso on line.

Ancor più restrittiva la norma nel caso di contratto concluso via telefono: il cliente deve confermare per iscritto la ricezione/accettazione del nuovo contratto per la fornitura di gas/energia elettrica.

b.- il diritto di ripensamento passa da 14 a 30 giorni

Viene esteso, nel caso di contratto concluso a distanza, il diritto di ripensamento che passa dagli attuali quattordici giorni a trenta giorni. Anche questa misura dovrebbe, nell'intenzione di ARERA, scoraggiare condotte scorrette da parte dei venditori.

c.- maggiori garanzie per il consumatore nel caso di modifiche unilaterali del contrato

Nel caso di modifica contrattuale svantaggiosa per il consumatore, il fornitore deve fornire la comunicazione del mutamento unilaterale della condizione con tre mesi di preavviso.

Tale termine si riduce ad un solo mese nel caso di modifica favorevole al consumatore. 

venerdì 15 novembre 2024

Telemarketing: nuove regole = maggiori tutele?

Noi non ci crediamo molto che il nuovo codice di condotta introdotto alcune settimane addietro possa veramente limitare il fenomeno "truffa telefonica legalizzata" mediante la quale molte società attivano servizi non richiesti, o cambiano le condizioni contrattuali applicate ai consumatori.

Abbiamo ricevuto - e continuiamo a ricevere - segnalazioni di consumatori che sono oggetto di telefonate moleste e  non sembra, ad oggi, che il Registro delle Opposizioni abbia svolto quel ruolo di tutela tanto auspicato.

Il fenomeno dei contratti telefonici con attivazione di servizi non richiesti è ancora molto attuale, tant'è che il Garante privacy ha sanzionato una società operante nel settore luce/gas per una condotta commerciale decisamente scorretta (vedi qui).

Perché queste condotte commerciali, che tanto profitto garantiscono agli operatori di settori, dovrebbero essere attenuate da nuove regole di condotta? 

Per questo guardiamo con diffidenza queste novità, pur nella speranza che vi siano effetti positivi da queste novità introdotte con il codice di condotta.

venerdì 29 dicembre 2023

Maxi multa a Facile Energy per condotte commerciali scorrette

Fonte: comunicato stampa
21 dicembre 2023
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha irrogato una sanzione di 1 milione e 560 mila euro a Facile Energy S.r.l. per inottemperanza.  La società infatti non ha dato seguito alla diffida dell’Antitrust che le imponeva la cessazione della pratica scorretta accertata a dicembre 2022.

In particolare, il procedimento riguardava l’adozione di varie pratiche scorrette, finalizzate all’attivazione non richiesta di contratti di energia elettrica e gas, e anche il mancato rispetto degli obblighi previsti, in tali circostanze, di garantire ai consumatori sia il ritorno ai precedenti punti di fornitura sia il diritto a non pagare gli eventuali importi fatturati.

Da accertamenti dell’Autorità è risultato che questa condotta non è cessata e che quindi Facile Energy è inottemperante al provvedimento sanzionatorio. L’Antitrust infatti ha continuato a ricevere molte segnalazioni di consumatori, circa 400, in cui si riferiscono:

  • attivazione di contratti di fornitura di energia elettrica e gas, prevalentemente mediante teleselling, in assenza di effettiva manifestazione di volontà dei consumatori e attraverso l’utilizzo di registrazioni telefoniche manipolate e di informazioni ingannevoli e/o omissive;
  • conseguente richiesta di pagamenti non dovuti, anche in pendenza di reclami;
  • disalimentazione o minaccia di disalimentazione del punto di prelievo in pendenza di reclami o senza congruo preavviso;
  • imposizione di ostacoli all’esercizio del diritto di recesso.

sabato 8 aprile 2023

Privacy: il rifiuto del consumatore deve essere subito registrato

Fonte: newsletter 21 febbraio 2022
Se l’utente dice “no” alla telefonata commerciale indesiderata il call center o la società che lo ha contattato deve annotare subito la sua volontà e cancellare il nominativo dalle liste utilizzate per il telemarketing. L’opposizione espressa nel corso della telefonata non deve essere confermata con email o altre modalità, come invece viene spesso richiesto di fare da parte degli operatori, ed è valida anche per le campagne promozionali future.

Il principio è stato affermato dal Garante privacy che, al termine di una complessa attività istruttoria, ha rilevato diverse condotte illecite messe in atto da Edison Energia spa nei confronti di un numero rilevante di utenti. L’Autorità ha quindi ingiunto alla società l’adozione di una serie di misure per mettersi in regola e le ha ordinato il pagamento di una sanzione di 4 milioni e 900 mila euro.

Entro il termine stabilito, la società si è avvalsa della facoltà di definire la controversia ed ha pagato un importo pari alla metà della sanzione comminata.

venerdì 16 settembre 2022

Il finto contatto telefonico - attenti al tentativo di richiesta dei vostri dati personali

Negli ultimi giorni, alcuni lettori del blog ci hanno segnalato di aver ricevuto questo sms sul

loro cellulare dal numero di telefono 3499803731:

"L'abbiamo contattata in merito alla richiesta di informazioni sui bonus per l'anno 2022.

Ci richiami al più presto al numero 0248634950 o risponda si.".

La particolarità è che non hanno ricevuto alcuna telefonata preventiva da questo 

numero telefonico, né conoscono questo contatto, ma vengono invitati ad inviare un sms a 

questo numero.

Vi invitiamo a non rispondere a questo contatto telefonico, in quanto consiste nel tentativo di

carpire i vostri dati personali, o tentativi di spoofing o comunque finalizzate a 

proporvi iniziative poco chiare.

Abbiamo già trattato l'argomento con altri post, a cui rinviamo per la lettura (vedi qui).

lunedì 20 giugno 2022

Facile Energy : arrivano le sospensioni dei servizi non richiesti di energia e gas

Fonte: comunicato stampa
6 giugno 2022
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha adottato un provvedimento cautelare nei riguardi di Facile Energy sospendendo provvisoriamente ogni azione diretta ad attivare contratti di fornitura di energia elettrica e gas mediante teleselling, in assenza di una corrispondente manifestazione di volontà del consumatore ovvero a seguito di informazioni ingannevoli, omissioni informative e indebiti condizionamenti.

L’Autorità ha, inoltre, sospeso con il provvedimento cautelare le richieste di pagamento e la disalimentazione delle forniture in pendenza di reclami.

A seguito dell’analisi delle segnalazioni e della documentazione acquisita nel corso dell’ispezione condotta dopo l’avvio del procedimento, l’Autorità ha ritenuto che esistessero i presupposti di gravità e di attualità delle pratiche contestate in avvio.

Facile Energy dovrà comunicare entro 10 giorni le misure adottate per sospendere tali pratiche.

sabato 28 maggio 2022

Garante privacy sanziona le telefonate commerciali indesiderate. Maggiore tutela per i consumatori

Fonte: newsletter
19 maggio 2022
Il titolare del trattamento è sempre tenuto a soddisfare la richiesta di esercizio dei diritti da parte dell’interessato, nei tempi previsti dalla normativa in materia di protezione dati personali. È quanto si evince da un provvedimento del Garante Privacy che ha sanzionato un’azienda commerciale per 20mila euro, non solo per aver utilizzato senza consenso i dati di un cliente per finalità promozionali, ma anche per le successive condotte tenute nei suoi confronti.

Come segnalato dall’Autorità, l’interessato, pur avendo nel corso di una prima chiamata promozionale, espresso all’operatore la propria opposizione a ricevere ulteriori telefonate, era stato nuovamente contattato dalla stessa azienda a fini di marketing. L’interessato aveva dunque deciso di esercitare i diritti riconosciuti dalla normativa privacy, e aveva chiesto all’azienda di conoscere l’origine dei dati e di cancellarli, richiesta a cui non era mai stato dato riscontro.

Inoltre, dopo l’apertura dell’istruttoria da parte dell’Autorità, l’azienda (la cui casella PEC era perfettamente funzionante) non aveva mai risposto neanche alla richiesta di informazioni e di esibizione di documenti formulata dal Garante, determinando quindi un appesantimento degli adempimenti istruttori e un rallentamento dell’azione amministrativa.

Ritenuto dunque illecito il comportamento dell’azienda, il Garante ha applicato la sanzione e ha ordinato al titolare di dare comunque riscontro alle richieste del reclamante.

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