Visualizzazione post con etichetta vettore aereo comunitario. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta vettore aereo comunitario. Mostra tutti i post

domenica 19 gennaio 2020

La compagnia aerea deve risarcire il danno da "rovesciamento di caffè caldo"

La sentenza che vi segnaliamo questa domenica ha ad oggetto una vicenda a dir poco curiosa, ossia il danno subito dal viaggiatore da "rovesciamento del caffè caldo": un consumatore austriaco, durante un viaggio aereo, ha subito delle ustioni a causa di un caffè bollente servito durante il volo ed ha deciso di chiedere un risarcimento del danno al vettore.

E la Corte di Giustizia, investita della vicenda, ha riconosciuto il danno sofferto dal passeggero, ritenendo legittimo il risarcimento del danno da parte della compagnia aerea.

Nel caso di specie, il consumatore ha fondato la propria domanda richiamando l’art. 17, paragrafo 1 della Convenzione di Montreal, norma che prevede la responsabilità del vettore per i danni subiti dal passeggero (evento lesioni personali o evento morte) durante il volo aereo.

Il solo verificarsi dell'evento dannoso durante ogni fase del volo, ossia dall'imbarco sul mezzo aereo sino allo scalo, è causalmente idoneo a configurare la responsabilità diretta ed immediata della compagnia aerea per l'incidente sofferto dal passeggero.

La compagnia aerea si costituisce nel procedimento, avviato avanti al giudice nazionale austriaco e poi finito davanti al Corte di Giustizia, e contesta la domanda avanzata dal consumatore sotto vari profili, tra i quali esclude che il danno da rovesciamento di caffè possa configurare un incidente rientrante tra i rischi collegati al trasporto aereo.

Al riguardo, esistono differenti orientamenti in dottrina e giurisprudenza su come identificare i rischi inclusi nella o esclusi dalla definizione di incidente di cui all’art. 17 della Convenzione.

La Corte di giustizia ha risolto la quesitone partendo dall'interpretazione della Convenzione di Montreal, il cui fine è quello di tutelare gli utenti del trasporto aereo internazionale, prevedendo un risarcimento in favore del consumatore quale riparazione dei danni e la necessità di garantire un equo risarcimento secondo il principio di riparazione, seppur tutelando anche gli interessi del professionista.

Il vettore è esonerato da ogni responsabilità per l'incidente occorso al passeggero se dimostra che il danno è stato provocato a causa di una condotta esclusiva del passeggero o comunque quest'ultimo abbia contribuito in maniera decisiva al verificarsi del danno lamentato (art. 20); in ogni caso, la normativa di settore esclude o limita la responsabilità dei danni entro i 100.000 diritti speciali di prelievo per passeggero (art. 21).

In altri termini, da una parte il risarcimento grava in molti casi sul vettore, ma dall'altra viene posto un limite all'eventual obbligo risarcitorio gravante sulla società aerea.

La Corte di Giustizia ha fatto buon uso delle norme appena sinteticamente richiamate, valutando, in via di premessa, se il danno sofferto dal passeggero (il danno da caffè) possa rientrare nella categoria di incidente aereo che concretizza rischio inerente a questo tipo di trasporto.

Il Giudice comunitario, in altri termini, ha operato una valutazione se vi sia un nesso tra l'incidente e la tipologia di servizio aereo offerto tale da giustificare il danno sofferto dal consumatore e, quale conseguenza, l'obbligo risarcitorio a carico della compagnia aerea per i danni sofferti dal cliente.

E l'orientamento seguito dalla Corte UE con la causa C-532/18 è stato quello di riconoscere la responsabilità della compagnia aerea per il danno sofferto dal consumatore, con conseguente suo obbligo a risarcire il passeggero per le ustioni sofferte a causa del rovesciamento di un bicchiere di caffè bollente durante il volo. 

Tale danno sussiste senza che il consumatore sia chiamato a provare la ricorrenza di uno specifico rischio inerente il volo, perché secondo la Convenzione di Montreal "la nozione d'incidente ricomprende tutte le situazioni che si producono a bordo di un aeromobile nelle quali un oggetto impiegato per il servizio ai passeggeri abbia prodotto lesioni personali ad un passeggero, senza che occorra acclarare se tali situazioni risultino da un rischio inerente al trasporto aereo".

Di seguito, la sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea C-532/18 del 19 dicembre 2019.

lunedì 5 novembre 2018

Bene l'Antitrust che blocca le nuove regole dei bagagli di Ryanair

Segnaliamo con favore l'intervento di AGCM a tutela dei consumatori e contro Ryanair e Wizz Air che avevano mutato le regole per il trasporto (a pagamento) dei bagagli.
Ryanair, in particolare, aveva anticipato le nuove regole di imbarco dei bagagli e che sarebbero dovute entrare in vigore a partire da novembre con il famoso always getting better.
L’Autorità, a seguito dell’avvio di un procedimento istruttorio, ha disposto in via cautelare la sospensione  della nuova policy bagagli a mano delle compagnie low-cost Ryanair e Wizz Air, che sarebbe entrata in vigore dal 1° novembre 2018.
In base alla nuova policy, è possibile trasportare gratuitamente una sola borsa piccola, da collocare esclusivamente nello spazio sottostante i sedili, mentre è richiesto un supplemento di prezzo per il bagaglio a mano (trolley), che rappresenta tuttavia un onere non eventuale e prevedibile per il consumatore che dovrebbe essere ricompreso nella tariffa standard.
Di conseguenza, la richiesta di un supplemento per un elemento essenziale del contratto di trasporto aereo, quale il bagaglio a mano, fornisce una falsa rappresentazione del reale prezzo del biglietto e vizia il confronto con le tariffe delle altre compagnie, inducendo in errore il consumatore.
Ryanair e Wizz Air dovranno quindi sospendere provvisoriamente ogni attività diretta a richiedere un supplemento di prezzo - rispetto alla tariffa standard - per il trasporto del “bagaglio a mano grande” (trolley), mettendo gratuitamente a disposizione dei consumatori, a bordo o in stiva, uno spazio equivalente a quello predisposto per il trasporto dei bagagli a mano nell’aeromobile.
Le compagnie dovranno comunicare all’Autorità entro 5 gg. le misure adottate in ottemperanza a quanto deciso.

domenica 3 giugno 2018

Sciopero selvaggio: si all'indennizzo del viaggiatore!

Esiste un diritto del passeggero di essere indennizzato nel caso di cancellazione del volo aereo originata da uno sciopero selvaggio!

Questo è il sorprendente principio elaborato dalla Corte di Giustizia confermato con la sentenza che commentiamo questa domenica, ove il giudice è stato chiamato ad interpretare un caso molto frequente nel nostro paese: voli cancellati a causa di uno sciopero di categoria...a chi non è capitato! 

Nel caso di specie, una compagnia aerea subiva l'assenza di molti lavoratori (con assenze formalmente giustificate da ragioni di malattia), trovandosi costretta a cancellare molti voli, con conseguente restituzione del prezzo dei biglietti ai propri clienti.

Alcuni viaggiatori hanno lamentato il danno sofferto dall'improvvisa cancellazione, e si sono rivolti al giudice nazionale chiedendo il ristoro dei danni sofferti.

Il Giudice comunitario, investito della questione da quello nazionale, ha richiamato il Regolamento CE n. 261/2004, norma che prevede, tra l'altro, le norme di assistenza e tutela dei consumatori nel caso di ritardo, cancellazione o negato imbarco di un volo.

Occorre ricordare, come peraltro già affrontato in questo blog, che sono previsti precisi obblighi per i vettori, chiamati a riconoscere una  “compensazione pecuniaria” in favore dei consumatori.

E' altresì noto che tale dovere alla compensazione pecuniaria soffre un preciso limite: il viaggiatore non ha diritto all'indennizzo nel caso in cui il disagio sia originato da circostanze eccezionali e quindi non prevedibili.


Un classico esempio di circostanza eccezionale è rappresentato dalle condizioni meteorologiche, caso in cui l'esclusione  all'indennizzo è usualmente opposta alla richiesta del viaggiatore.

Il quesito affrontato dalla Corte di Giustizia è il seguente: rientra tra le circostanze eccezionali anche lo sciopero improvviso dichiarato dai lavoratori di una compagnia aerea?

La risposta offerta dal Giudice comunitario è quella di negare tale carattere allo sciopero, seppur improvviso, dichiarato dai dipendenti della compagnia aerea.

Occorre peraltro osservare che la specifica fattispecie non appare idonea a creare un precedente valevole in ogni caso, in quanto lo sciopero era stato dichiarato a seguito di una improvvisa comunicazione dirigenziale circa una ristrutturazione aziendale, con ridimensionamento del personale.

Ed ecco che la Corte di Giustizia ha ritenuto, in questa peculiare vicenda, di dover tutelare i viaggiatori e non la società che, di fatto, aveva dato origine allo sciopero dei propri dipendenti. Ciò sulla base di una semplice valutazione, ossia che la ristrutturazione societaria è un normale evento interno alla vita aziendale, il quale può dare origine anche a tagli del personale che devono, di conseguenza, essere previsti dalla società e comunque non possono essere classificati come eventi “imprevedibili” che “nulla hanno a che fare con l’attività del vettore”.

Non si tratta, in altri termini, di un evento esterno al controllo/gestione del vettore, il quale rimane vittima della situazione, trovandosi costretto a cancellare il volo aereo (come ad esempio, nel caso di instabilità politica di un paese).

Lo sciopero del personale, rientrando nel controllo della compagnia aerea, non può rientrare tra i presupposti che giustifichino la cancellazione del volo aereo, privando dell'indennizzo i viaggiatori.

Qui il provvedimento della Corte di Giustizia dell'Unione Europea.

domenica 25 marzo 2018

Ritardo aereo, a chi spetta la prova dell'inadempimento?

E' noto che quando l'aereo atterra in ritardo, sulla base delle norme comunitarie (o della Convenzione di Montreal) il passeggero ha diritto all'indennizzo monetario dal vettore secondo i parametri stabiliti dai regolamenti comunitari.

Ma cosa accade nel caso di richiesta di risarcimento del danno, ed in particolare chi deve provare il ritardo del volo aereo e, quindi, l'inadempimento contrattuale?

La Suprema Corte di Cassazione, con la recente Ordinanza n. 1584/2018, è stata investita della questione da un consumatore che si era visto respingere la domanda di risarcimento del danno dal giudice del merito, non avendo offerto la prova dell'inadempimento del vettore, ossia l'effettivo ritardo del volo aereo, presupposto per l'accoglimento della sua domanda.

Il ricorrente si era rivolto alla Cassazione, impugnando la decisione del Tribunale di Roma, in funzione di giudice dell'appello, ed aveva contestato, tra l'altro, l'errore in cui era caduto il giudice nell'applicazione dei principi in materia di prova.

Il Tribunale di Roma, in modo errato a parere del consumatore, aveva posto  a carico del passeggero l'onere della prova dell'inadempimento contrattuale della controparte (compagnia aerea), e nello specifico la prova dell'effettivo ritardo di arrivo del velivolo all'aeroporto di destinazione.

Il Giudice di legittimità ha deciso la questione richiamando le norme previste in materia (Convenzione di Montreal e successivo Regolamento CE n. 261/2004), le quali individuano le regole in merito alle conseguenze poste in favore del consumatore nel caso di inadempimento del professionista in questa materia.

Occorre ricordare che nel caso di ritardi o cancellazioni dei tragitti aerei, esistono specifici indennizzi introdotti nel nostro ordinamento attraverso la citata norma comunitaria (qui per gli indennizzi nel caso di ritardo/cancellazione).

Le norme appena richiamate prevedono anche la possibilità che la compagnia aerea sia chiamata a dover rispondere per l'inadempimento dei propri obblighi, introducendo il principio di presunzione della responsabilità del vettore per l'omissione dei doveri di diligenza verso il passeggero.

La Corte, attraverso un condivisibile ragionamento, afferma che tale principio di presunzione se assume rilievo in merito all'imputabilità della condotta negligente, non può essere esteso sotto il profilo della prova del fatto contestato: non può essere presunto il ritardo dell'aereo o la circostanza che sia stato cancellato il volo.

E quindi: a chi spetta la prova del ritardo del volo aereo?

La Corte di Cassazione, dando applicazione ai consolidati principi in materia dell'onere della prova ex art. 2697c.c., opera la classica ripartizione tra le parti:

  • colui che reclama l'inadempimento (il consumatore/passeggero) deve dimostrare solo il titolo che giustifica la propria pretesa (il pagamento del biglietto) e può solo allegare (affermare) il ritardo del volo, ossia l'inadempimento della compagnia aerea (A);
  • la compagnia aerea deve offrire valida prova volta a negare il fatto, ossia che vi sia stato un ritardo nel volo aereo (sostenendo e provando di aver adempiuto al proprio obbligo contrattuale) (B).
E la Corte è chiara sul punto: "Costituisce, infatti, oramai vero e proprio ius receptum il principio di diritto secondo cui,

A. in tema di prova dell'inadempimento di un'obbligazione, il creditore che agisca per la risoluzione contrattuale, per il risarcimento del danno, ovvero per l'adempimento, deve soltanto provare la fonte (negoziale o legale) del suo diritto e il relativo termine di scadenza, limitandosi alla mera allegazione dell'inadempimento della controparte,

B. mentre il debitore convenuto è gravato dell'onere della prova del fatto estintivo dell'altrui pretesa, costituito dall'avvenuto adempimento". 

Nella fattispecie, la compagnia aerea (Easyjet) non ha offerto alcun valido elemento volto a dimostrare di aver dato esatto adempimento al proprio obbligo, ossia che il volo aereo sia atterrato in orario all'aeroporto di destinazione 

Accertato l'inadempimento della società, il passeggero ha diritto al risarcimento del danno.

Di seguito, l'Ordinanza n. 1584/2018 della Corte di Cassazione - Sezione III^ Civile.

venerdì 6 ottobre 2017

Always getting better - Ryanair cambia le regole dei bagagli

Con il nuovo programma «Always Getting Better», Ryanair  introduce nuove regole in merito ai bagagli (e i relativi costi) che possono essere imbarcati e quelli, invece, che possono essere portati in cabina.

E' noto, infatti, che molti passeggeri preferiscono non imbarcare i bagagli in stiva (pagando i maggiori costi), recandosi direttamente al gate ove imbarcano a mano due borse di piccole dimensioni.

Chi ha viaggiato con Ryanair può facilmente confermare che le cappelliere sono piene di bagagli, tant'è che non di rado si segnalano ritardi nelle partenze a causa dell'impossibilità di poter imbarcare comodamente tutte le borse.

Always getting better


Con questo programma, i responsabili del vettore aereo sostengono che verrà superata questa usanza, cercando di incoraggiare  i viaggiatori ad imbarcare in stiva le borse.

Dal prossimo 1° novembre 2017, Ryanair ha previsto nuove norme in materia di bagagli, prevedendo quanto segue:
  • Aumenta la franchigia del bagaglio registrato: si passa da 15 a 20 kg per tutti i bagagli;
  • Vien ridotta la tariffa per il bagaglio registrato: si scende da 35 euro a 25 per il bagaglio da 20 kg;
  • La possibilità di poter imbarcare in cabina due bagagli viene limitata ai soli passeggeri che hanno acquistato l’Imbarco Prioritario (ad esempio, Flexi Plus e Family Plus) e che hanno pagato la priorità: gli altri passeggeri potranno portare in cabina un solo bagaglio più piccolo mentre il più grande sarà collocato in stiva gratuitamente al gate d’imbarco.

Fate attenzione alle nuove regole previste da Ryanair, al fine di evitare inutili attese o incomprensioni al momento dell'imbarco. Qui di seguito, il programma Always getting better di Ryanair.

domenica 27 agosto 2017

Non vi spetta alcun rimborso per la cancellazione dell'aereo se vi viene comunicato con due settimane di anticipo

Abbiamo trattato in questo blog i diritti spettanti al viaggiatore nel caso di cancellazione del volo aereo.

Questa volta, invece, vi segnaliamo la recente sentenza della Corte di giustizia ove il giudice comunitario ha ribadito il principio secondo il quale il vettore aereo, in ipotesi di cancellazione del volo, deve compensare/rimborsare il cliente - consumatore solo nel caso in cui non abbia informato quest'ultimo entro due settimane dal giorno di partenza.

Ne consegue che, nel caso di corretta comunicazione della cancellazione del volo, nessuna compensazione pecuniaria è prevista in favore del viaggiatore.

Tale principio vale non solo se il contratto di trasporto è stato stipulato direttamente tra il passeggero e il vettore aereo, ma anche nel caso in cui il consumatore abbia acquistato il biglietto attraverso altro intermediario (tradizionale o via web).

Qui la sentenza.

domenica 23 aprile 2017

Danno da vacanza rovinata & trasporto aereo: ultime dal Tribunale di Bologna

Questa domenica torniamo ad affrontare un argomento caro a questo blog, ossia i diritti spettanti ai passeggeri rimasti vittime dei ritardi/cancellazioni dei voli per  i quali avevano acquistato il biglietto.

Abbiamo già  affrontato l'argomento, richiamando i principali diritti spettanti al passeggero che si trovi nella spiacevole situazione di veder cancellato il proprio volo aereo, dandovi alcuni suggerimenti pratici.

I principi e le regole fornite dall'Unione Europea sono state seguite con puntualità dalle corti italiane, arrivate a tutelare il consumatore anche in fattispecie estreme (vedi il caso del vulcano islandese): esistono, infatti, anche dei diritti di assistenza ed informazione che gravano sulla compagnia aerea che fornisce un servizio pubblico.

Anche perché è oramai è consolidata la tendenza del consumatore di acquistare online - tramite siti che intercettano le principali compagnie aeree – biglietti relativi a tratte internazionali, e ciò a prezzi relativamente contenuti.

A dieci anni e più dalla predisposizioni di tutele contro i disagi sofferti dai consumatori per ritardi e cancellazioni di voli, si distingue questa recente sentenza del Tribunale di Roma, che recepisce indirizzi della Corte Europea oramai costanti.

1. IL CASO DI SPECIE
Si tratta del classico esempio di “vacanza rovinata”: un’intera famiglia prenota il volo presso la Compagnia “Iberia” per la tratta internazionale Bologna – Santa Cruz De Tenarife, con scalo a Madrid per un’ora e mezza. A causa di un inaspettato e prolungato ritardo di cinque ore all’aeroporto di Bologna, la coincidenza aerea a Madrid viene persa e, insieme ad essa, un giorno intero di vacanza.

La famiglia è costretta ad andare a Santa Cruz il giorno dopo.

Quale rimedio, dunque, è a disposizione per i gravi disagi (ansia e stress, tempo perso etc.) patiti dai passeggeri? 

2. LA CORTE DI GIUSTIZIA UE SUL PUNTO
Per problemi su ampia scala (disagi su tratte internazionali), ci vogliono risposte su ampia scala.

La materia in esame è di rilievo “europeo”: l’art. 941 codice della navigazione, per il trasporto aereo di persone e bagagli, fa rinvio alle “norme comunitarie e internazionali in vigore nella repubblica”. Quindi, ci si riferisce agli artt. 5, 6 e 7 del  Regolamento 11 febbraio 2004, n. 261 (vedi) che è la rodata risposta “comunitaria” ad un problema su larga scala: individuare e quantificare gli indennizzi per i ritardi e le cancellazioni dei voli su tratta internazionale (comunitaria o internazionale).

Il “succo” che si ricava da queste norme è la seguente: sono previste compensazioni pecuniarie del valore compreso tra Euro 250,00 e 600,00 (se del caso, anche di più, a discrezione del giudice italiano), quantificati a seconda della lunghezza della tratta e delle ore di ritardo (come minimo, tre ore), per i disagi patiti a causa di ritardi e/o cancellazioni dei voli (v. art. 7 del succitato regolamento). Solo se non si superano le tre ore di ritardo scatta la compensazione a metà (v. art. 7, co. 2).

La giurisprudenza della Corte di Giustizia Ue ha preso più volte posizione sull’argomento.

Ecco una breve panoramica:  

(1)  il regolamento 11 febbraio 2004, n. 261 non è una semplice “grida di manzoniana memoria”, ma mira “tra le altre cose, a garantire un elevato livello di protezione per i passeggeri.” (v. sul punto Corte di Giustizia UE, sentenza 17 marzo 2016, n. 145);

(2) sia il semplice ritardo, sia la cancellazione del volo danno diritto alla compensazione pecuniaria, perché il disagio patito dal passeggero, per perdita di tempo, è lo stesso (v. Corte di Giustizia delle Comunità Europee, sentenza 10 gennaio 2006 - causa C – 344/04); per “cancellazione” si intende addirittura il caso dell’aereo che decolla e poi rientra in aeroporto per avaria (v. Corte di Giustizia delle Comunità Europee, sentenza 19 novembre 2009, cause riunite C-402/07 e C-432/07, Sturgeon e a.);

(3) la compagnia aerea non indennizza solo se riesce a dimostrare che ritardo e cancellazione sono dovuti a circostanze eccezionali ed inevitabili quali, ad esempio, forte ed improvviso maltempo, scioperi, guerra, cataclismi, anche l'eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajökull etc.;

3. IL TRIBUNALE DI BOLOGNA SUL PUNTO
Il giudice di prime cure romano, sulla scorta dell’abbondante giurisprudenza fornita dalla Corte di Giustizia Ue, ha condannato la Compagnia Iberia ad indennizzare la famiglia la cui vacanza è stata rovinata, per l’importo di Euro 1.200,00, e ciò in applicazione dell’art. 7, co. 1, lett. b) del succitato regolamento. L’indennizzo tiene conto, in particolare, del forte ritardo del volo (cinque ore in più del necessario per giungere a destinazione!), nonostante la Iberia avesse fornito un volo in sostituzione; del fatto che i passeggeri non hanno dimostrato di avere mangiato, soggiornato in albergo, o preso taxi o pullman a causa del ritardo del volo.

4. COSA FARE? ALCUNI CONSIGLI PRATICI
Anzitutto, è bene conservare la documentazione di tutte le spese ulteriori in conseguenze del volo cancellato o ritardato (es. per pernottamento in albergo, prenotazione di pullman, treni o noleggio auto, spese per i pasti), specie se la compagnia aerea non offre ristoro e albergo o un volo sostitutivo per giungere a destinazione. Tale documentazione è utile per provare il danno patrimoniale (vale a dire il pregiudizio economico e patrimoniale sofferto proprio per via del ritardo o della cancellazione), che si somma all’indennizzo previsto dall’art. 7, co. 1, lett. b) del Regolamento sopracitato. Infatti, quest’ultimo non esclude risarcimenti supplementari (art. 12, co. 1).

È bene, altresì, scrivere un reclamo alla compagnia aerea ove si chiede l’indennizzo degli importi sopra indicati:  se la compagnia aerea non risponde nel tempo debito, ci si può rivolgere all’ENAC, organismo governativo predisposto per il monitoraggio dei disservizi perpetrati dalle compagnie aeree, sia quelle europee, sia quelle che aderiscono alla convenzione di Montreal.

In ogni caso, è consigliabile rivolgersi ad un legale che tuteli i diritti del passeggero dinanzi alla competente sede giudiziaria, in genere individuata nel foro di residenza del consumatore.

Di Seguito il testo integrale della sentenza.

domenica 8 gennaio 2017

Smarrimento del bagaglio & diritto di risarcimento - Giudice di Pace di Messina in favore dei consumatori

Lo smarrimento (o la distruzione) del bagaglio che portiamo con noi durante un volo aereo è circostanza tutt'altro che rara ed è oggetto della sentenza che vi proponiamo  di seguito.

Abbiamo già trattato l'argomento nel blog, richiamando anche altre sentenze ove i giudici hanno riconosciuto il diritto del viaggiatore ad ottenere un risarcimento del danno patrimoniale (ma anche non patrimoniale) conseguente allo smarrimento delle valige di viaggio.

L'orientamento giurisprudenziale richiamato è stato seguito anche dal Giudice di Pace di Messina, chiamato a valutare il risarcimento del danno preteso da un consumatore che aveva visto smarrito il bagaglio durante il viaggio aereo nel tratto Catania - Torino.

All'arrivo all'aeroporto di Caselle, a Torino, il consumatore aveva lamentato alla compagnia aerea di non aver trovato il proprio bagaglio, proponendo formale reclamo.

Il Giudice di Pace di Messina ha premesso che "lo smarrimento ed il danneggiamento del bagaglio  è un evento dannoso la cui responsabilità è da attribuirsi al vettore ai sensi degli artt. 1681 e 1693 c.c., i quali prevedono una protezione assai forte per il contraente debole giungendo addirittura ad invertire l'onere della prova circa l'attendibilità dell'evento smarrimento a negligenza imprudenza o imperizia del vettore".

E quindi,  a fronte di una contestazione operata dal consumatore, l'onere della prova rispetto a questo evento grava sul vettore chiamato a dimostrare, quanto meno, che lo smarrimento non sia avvenuto per condotta inadempiente della compagnia aerea.

Il Giudice richiama la Convenzione di Montreal, la quale introduce specifici parametri di valutazione della condotta del vettore, del danno patrimoniale  e non patrimoniale da riconoscere al viaggiatore nel caso di smarrimento o danneggiamento del bagaglio trasportato.

Il Giudice di Pace di Messina, accertata la responsabilità del vettore per il danno sofferto dal viaggiatore, ha riconosciuto il danno non patrimoniale "legato allo stress conseguito alla perdita del bagaglio (restituito con ritardo di quattro giorni" e quantificato in via equitativa in euro 500,00.

Qui la sentenza.

venerdì 22 luglio 2016

Domani disagi per chi prende l'aereo

Domani, 23 luglio, è programmato uno sciopero nazionale dei lavoratori di Enav, società che offre assistenza negli aeroporti italiani, con conseguente disagi per i voli programmati tra le 10 e le 18. Enav ha garantito, con una nota, che saranno garantite le prestazioni indispensabili, nel rispetto della normativa vigente.

Nonostante il periodo di sciopero, sono garantite le fasce di tutela, ossia dalle 7 alle 10 e dalle 18 alle 21, all'interno delle quali verranno garantiti i voli.

Qui di seguito, il comunicato di Enav con gli aerei nazionali/internazionali garantiti. Per chi deve prendere un aereo domani, vi consigliamo di  contattare la propria compagnia aerea, tour operator o agenzia di viaggi, e di valutare eventuali soluzioni alternative prima di mettersi in viaggio.

domenica 18 ottobre 2015

Esiste il diritto all'indennizzo per il viaggiatore nel caso di cancellazione del volo per guasto dell'aereo?

Nel caso di guasto dell'aeroplano, il viaggiatore che rimane "a terra" ha un diritto di indennizzo per il danno sofferto?

La questione, tutt'altro che rara, è stata oggetto di un recente intervento della Corte di Giustizia dell'Unione Europea (sezione IX - causa C-257/14), chiamata a decidere la questione proposta da una consumatrice olandese che aveva agito verso l'importante vettore KLM.

Nel caso di specie, la signora van der Lans aveva prenotato un biglietto aereo per la tratta Quito (Ecuador) - Amsterdam (Olanda) per il giorno 13 agosto 2009, ma la partenza era stata rinviata alla sera del giorno successivo, causa la cancellazione del volo aereo all'orario inizialmente stabilito.

Il grave ritardo accumulato dal vettore era stato giustificato da KLM con un guasto occorso all'aeromobile, tale da consigliare un ritardo del volo aereo nella tratta Quito/Amsterdam.

A fronte di tale ritardo, la viaggiatrice ha chiesto a KLM di ottenere una compensazione pecuniaria di euro 600,00, richiamando il Regolamento n. 261/2004, ma il vettore aereo ha negato tale richiesta, evocando la medesima norma, ed in particolare l'art. 5, paragrafo 3 che prevede che nessun indennizzo debba essere riconosciuto al passeggero nel caso in cui il ritardo o la cancellazione del volo sia dovuta a "circostanze eccezionali che non si sarebbero comunque potute evitare anche se fossero state adottate tutte le misure del caso".

Il guasto del velivolo è circostanza eccezionale che può giustificare l'esclusione del diritto di indennizzo in favore del passeggero?

Il tema dei diritti del passeggero nel caso di ritardo o cancellazione del volo aereo sono già stati trattati in più circostanze in questo blog (per una sintetica esposizione, vedi qui), e ci limitiamo a ricordare quali richieste possono essere avanzata dal consumatore in questi casi:

  • richiesta di compensazione pecuniaria (art. 7);
  • richiesta di rimborso del biglietto o imbarco su un volo alternativo (art. 8);
  • richiesta di assistenza (art. 9);
Come sopra evidenziato, la stessa norma comunitaria prevede la possibilità da parte del vettore di non dover adempiere in modo completo a tale doveri, ed in particolare il diritto di cui all'art. 7 può essere negato al passeggero laddove il ritardo/cancellazione del volo sia dovuta a circostanze eccezionali.

Il Giudice comunitario, analizzando la vicenda oggetto di rinvio, ha puntualizzato che il vettore è legittimato a negare l'indennizzo in favore del passeggero, sol nel caso di problemi e guasti straordinari, o meglio laddove "le circostanze che si accompagnano all'insorgere di detti problemi [...] sono collegate ad un evento che, come quelli elencati al considerando 14 di tale regolamento (Reg. 261/2004), non sia inerente al normale esercizio dell'attività del vettore aereo in questione e sfugga al suo effettivo controllo per la sua natura o per la sua origine".

La Corte chiarisce, quindi, che non possono rientrare nel concetto di circostanze eccezionali il guasto, malfunzionamento o altro problema tecnico rilevato al velivolo che sia conseguenza della normale attività svolta dalla compagnia aerea. 

Trattasi, infatti, di ordinari guasti collegati a quella specifica tipologia di attività, e quindi tutt'altro che eccezionali, e che non possono essere considerati valido motivo per dispensare il vettore dalla compensazione economica in favore del cliente, salvo che non si tratti di vizio occulto di fabbricazione, non rilevabile dalla società.

Di seguito, la sentenza della Corte di Giustizia.

lunedì 2 febbraio 2015

Pratica commerciale scorretta–Air France punita da AGCM

Fonte:
AGCM - 22 gennaio 2015
Sanzione di  80.000 euro ad Air France per le limitazioni previste dalla Compagnia in caso di mancata utilizzazione, da parte dei consumatori, della prima tratta di un biglietto andata e ritorno o con destinazioni multiple. 

sabato 24 gennaio 2015

Servizio assistenza costoso–multata Ryanair

Fonte: AGCM
comunicato stampa 19 gennaio 2015 
“Sanzione amministrativa per complessivi 550.000 euro a Ryanair, la compagnia aerea irlandese di voli low cost, per pratiche commerciali scorrette. Sotto accusa, in particolare, le modalità di assistenza fornite ai passeggeri attraverso un servizio di call center raggiungibile esclusivamente tramite numerazioni a sovrapprezzo. 

La multa è stata irrogata dall’Antitrust al termine di un procedimento per pratiche scorrette, avviato il 6 giugno 2014 a seguito di numerose segnalazioni di passeggeri e associazioni di consumatori che lamentavano l’estrema difficoltà e onerosità nel mettersi in contatto con l’operatore per esercitare specifiche prerogative contrattuali. 

Tra queste, la richiesta di assistenza per l’imbarco di persone con ridotta mobilità; la scelta di un volo sostitutivo in caso di variazioni al piano di volo disposte dal vettore; la modifica della prenotazione effettuata prima del volo; la richiesta di restituzione delle somme erroneamente addebitate al  momento della prenotazione e di emissione della fattura commerciale per il volo acquistato, oltre all’utilizzazione dei bonus di credito concessi dal vettore. 

L’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato ha concesso a Ryanair 90 giorni di tempo entro cui comunicare le iniziative adottate per rimuovere i profili di scorrettezza accertati, sui quali la compagnia ha iniziato a intervenire nel corso del procedimento, senza tuttavia averli ancora eliminati. 

Le misure già adottate dalla società hanno riguardato, nello specifico, l’abolizione del numero a sovrapprezzo dedicato all’assistenza prioritaria, la riduzione delle tariffe per l’assistenza telefonica e l’introduzione di un servizio di assistenza via chat, accessibile dal sito web del vettore, che consente al passeggero di interloquire con un addetto al servizio clienti. 

Di questo comportamento della compagnia, l’Agcm ha tenuto conto nella determinazione della sanzione. La decisione si colloca nell’ambito di altri interventi analoghi adottati dall’Autorità sulle modalità di assistenza ai passeggeri del trasporto aereo e, in particolare, sull’utilizzo di linee telefoniche a sovrapprezzo per esercitare legittime prerogative contrattuali (vedi, da ultimo, la decisione n. 25181 del 12 novembre 2014, su Meridiana Fly - Rimborsi e call center a pagamento, Bollettino ufficiale n. 47/2014).”.

Roma, 19 gennaio 2015

domenica 23 novembre 2014

Volo cancellato - Alitalia condannata al risarcimento del danno

Questa domenica torniamo a trattare un argomento molto dibattuto anche in questo blog, ossia la responsabilità del vettore per i danni subiti dal passeggero nel caso di ritardo o cancellazione del volo aereo (vedi).

La questione è stata affrontata di recente dal Giudice di Pace di Massa, il quale è stato chiamato a decidere in merito ad una vicenda tutt'altro che anomala e che ha visto coinvolta la compagnia aerea Alitalia.

Nel caso di specie, veniva acquistato un biglietto aereo per la tratta Roma - Firenze da parte di  un consumatore toscano, al quale Alitalia comunicava, poco prima della partenza del veivolo, che il volo era stato cancellato, e il trasporto verso la destinazione sarebbe avvenuto con un mezzo alternativo: un autobus.

Il passeggero veniva "imbarcato" sull'autobus alcune ore dopo, e raggiungeva Firenze solo in tarda serata, senza ricevere alcuna assistenza da parte del vettore.

Il consumatore agiva in giudizio per chiedere il risarcimento del danno, sia patrimoniale che non patrimoniale, contestando alla società la responsabilità esclusiva per il ritardo e i disagi sofferti a causa della condotta negligente del fornitore del servizio aereo.

Il Giudice di Pace di Massa ha ritenuto di accogliere integralmente le domande formulate dal consumatore toscano, ritenendo Alitalia esclusiva responsabile per tutti i danni subiti, avendo quest'ultima violato quanto stabilito dall'art. 5 del Regolamento Comunitario n. 261/2004, ossia che nel caso di cancellazione del volo aereo, ai passeggeri deve essere offerta assistenza dal vettore aereo, il quale deve inoltre prevedere un indennizzo (compensazione) in favore del passeggero e proporzionale alla distanza tra il punto di partenza e quello di destinazione.

E il Giudice, nel caso sottoposto alla sua attenzione, ha ritenuto che Alitalia non abbia adempiuto agli obblighi di assistenza in favore del proprio cliente, né consentendogli di imbarcarsi su un volo aereo che sarebbe arrivato poco dopo in altro aeroporto toscano (Pisa), né garantendogli alcuna assistenza prima del viaggio e durante il percorso sulla tratta Roma - Firenze.

Ed infine, negando ogni forma di compensazione pecuniaria, sostenendo che la cancellazione del volo era avvenuta per circostanze "eccezionali", che all'esito della fase istruttoria sono state considerate dal GdiP di Massa non sussistenti e comunque non giustificative della carenza di assistenza verso il passeggero.

Il Giudice di Pace di Massa ha, individuata la piena responsabilità di Alitalia, ha condannato la società convenuta al risarcimento di tutti i danni pretesi dal consumatore, riconoscendo anche il danno non patrimoniale subito dall'attore, cioé lo stress sofferto per il grave ritardo nel viaggio Roma  - Firenze.

Di seguito sentenza del Giudice di Pace di Massa.

venerdì 8 agosto 2014

Alitalia/Etihad: firmato l’accordo

Fonte: Ansa.it
L'Ad di Alitalia, Gabriele Del Torchio, e il Ceo di Etihad, James Hogan, hanno firmato il contratto dell'accordo tra le due compagnie. L'accordo è subordinato all'approvazione da parte delle autorità europee.

L'investimento di Etihad in Alitalia è di 1,758 miliardi di euro per ristrutturare la compagnia italiana. Lo ha annunciato il ceo della compagnia degli Emirati Arabi James Hogan illustrando l'alleanza nel corso della conferenza stampa.

"Alitalia è adatta ad essere nostro partner ma dal punto di vista finanziario non funziona bene: non ci sono ricette semplici, noi abbiamo un piano triennale per tornare alla redditività. Vogliamo costruire e crescere insieme". Così il ceo di Etihad James Hoagn.

"Vogliamo un'azienda più sexy, con i migliori servizi possibile". Lo ha detto il ceo di Etihad James Hogan illustrando la partnership con Alitalia. Hogan ha spiegato che "nei prossimi tre mesi non ci sarà una vera rivoluzione ma un'evoluzione".

domenica 25 agosto 2013

Viaggio aereo e bagagli smarriti: il parente può chiedere il rimborso

La sentenza della Corte di Giustizia Europea che vi proponiamo di seguito affronta il sempre attuale tema della responsabilità del vettore aereo per lo smarrimento dei bagagli del passeggero.

La vicenda riguarda una famiglia spagnola che si imbarca con la compagnia aerea Iberia per un viaggio da Barcellona a Parigi, portando con se i rituali bagagli.

Durante il percorso aereo, parte dei bagagli viene smarrita e i consumatori spagnoli agiscono in giudizio contro Iberia per chiedere il risarcimento del danno, in applicazione della Convenzione di Montreal, entrata in vigore in Europa a partire dal giugno 2004.

La Convenzione prevede che nel caso di smarrimento dei bagagli, il passeggero ha diritto al risarcimento del danno, se tale evento è causato dalla condotta negligente del vettore.

La compagnia aerea è esente di responsabilità solo quando la perdita dei bagagli è dovuta a circostanza che esula dalla propria volontà, ossia per evento fortuito.

L'art. 22, comma 2 della Convenzione di Montreal limita il danno che può essere preteso dal passeggero, affermando che «Nel trasporto di bagagli, la responsabilità del vettore in caso di distruzione, perdita, deterioramento o ritardo è limitata alla somma di 1000 diritti speciali di prelievo [DSP] per passeggero, salvo dichiarazione speciale di interesse alla consegna a destinazione effettuata dal passeggero al momento della consegna al vettore del bagaglio, dietro pagamento di un’eventuale tassa supplementare. In tal caso il vettore sarà tenuto al risarcimento sino a concorrenza della somma dichiarata, a meno che egli non dimostri che tale somma è superiore all’interesse reale del mittente alla consegna a destinazione».

Ogni passeggero ha diritto a 1.000 diritti speciali di prelievo (pari ad euro 1.000) per ogni bagaglio perduto, sempreché avanzi richiesta di rimborso nei termini di legge.

La questione sottoposta all'attenzione della Corte di Giustizia dell'Unione Europea aveva ad oggetto la possibile applicazione delle norme in materia di diritto al risarcimento e la limitazione di responsabilità del vettore in caso di perdita del bagaglio anche all'ipotesi in cui il passeggero avanzi domanda di risarcimento per la perdita di un bagaglio consegnato a nome di un altro passeggero.

Nel caso spagnolo, infatti, in uno dei bagagli della famiglia spagnola erano contenuti documenti e beni preziosi di altro componente del nucleo familiare e quindi il quesito sottoposto al giudice comunitario è semplice: il reclamo della perdita del bagaglio può essere fatta anche da altro passeggero, diverso dal titolare, ma che abbia posto dei propri beni nella bagaglio di quest'ultimo?

La risposta della Corte di Giustizia dell'Unione europea è stata affermativa, osservando che “ai fini del risarcimento previsto all’articolo 22, paragrafo 2, della convenzione di Montreal, spetta ai passeggeri interessati, sotto il controllo del giudice nazionale, dimostrare a sufficienza di diritto il contenuto dei bagagli smarriti nonché il fatto che il bagaglio consegnato a nome di un altro passeggero conteneva effettivamente gli oggetti di un altro passeggero imbarcato sullo stesso volo. A tal riguardo, il giudice nazionale può tener conto del fatto che detti passeggeri sono membri di una medesima famiglia, hanno acquistato i biglietti insieme o ancora si sono registrati nello stesso momento.”.

E quindi, la parte che intenda chiedere il risarcimento alla compagnia aerea per la perdita di un bagaglio di altri deve dimostrare di essere legittimata a chiedere tale rimborso, ed in particolare che in tale bagaglio perduto siano contenuti propri beni e cose preziose, e cioè, come dice il Giudice comunitario “a condizione che tale bagaglio perduto contenesse effettivamente gli oggetti del primo passeggero.”.

Nel caso di specie, deve essere considerata legittima la richiesta di rimborso avanzata dal passeggero per i bagagli di un altro viaggiatore, laddove vi sia un rapporto di parentela.

Di seguito, il testo della sentenza.

domenica 3 febbraio 2013

Viaggiatore tutelato anche nel caso di insolvenza dolosa del tour operator

Questa domenica proponiamo una nuova sentenza pronunciata in materia di viaggi vacanza ed insolvenza della compagnia aerea.
La Corte di Giustizia è intervenuta in materia estendendo la tutela del viaggiatore contro il rischio di insolvenza dell’organizzatore del viaggio «tutto compreso» anche nell’ ipotesi in cui tale situazione sia dovuta alla condotta fraudolenta di quest’ultimo.
Il giudice europeo ha ribadito che la normativa europea in materia ha introdotto l’obbligo, per l’organizzatore del viaggio, di offrire garanzie sufficienti per assicurare il viaggiatore da eventuale situazione di sua insolvenza.
In particolare, quest’ultimo deve essere garantito della possibilità di ottenere il rimborso del prezzo del viaggio e il rimpatrio anche in ipotesi di insolvenza del tour operator o dalla società di assicurazione che è chiamata a coprire il rischio insolvenza.
Nella concreta fattispecie, il vettore si era avvalso di una copertura assicurativa di una società di assicurazione, ma quest’ultima si era rifiutata di rimborsare i viaggiatori in quanto l’insolvenza era dovuta ad attività dolosa dell’organizzatore.  
La compagnia assicurativa ha ritenuto non applicabile la direttiva europea nel caso in cui l’insolvenza dell’organizzatore derivi da proprie operazioni fraudolente.
La Corte ha invece ritenuto che anche nel caso in cui il tour operator si ponga volontariamente in uno stato di insolvenza, coloro che hanno acquistato il pacchetto vacanza hanno diritto ad essere tutelati e risarciti dalla compagnia assicurativa.

giovedì 17 gennaio 2013

Air Alps abbandona Bolzano

Finisce la travagliata avventura di Air Alps con Bolzano, caratterizzata da alti (pochi) e bassi (tanti).

La decisione di abbandonare l'aeroporto della città altoatesina era nell'aria da molto tempo, ma è diventato definitivo nei giorni scorsi, allorché la compagnia austriaca ha reso noto di non voler più utilizzare lo scalo di Bolzano per le proprie tratte aeree.

La decisione è stata adottata dal vettore in seguito alla cancellazione del volo Bolzano-Roma, conseguente al calo di viaggiatori, superiore al 50%, registrato su questa tratta negli ultimi anni.

Air Alps ha, quindi, deciso di lasciare Bolzano, cercando di gestire nuove tratte commerciali considerati più redditizi, e non risulta che la Provincia di Bolzano abbia avanzato alcuna proposta alternativa finalizzata a far cambiare idea al vettore. 

domenica 2 dicembre 2012

Ritardo del volo aereo – rimborso escluso se il vettore dimostra che il disagio è dovuto a circostanze eccezionali

La Corte di Giustizia torna ad affrontare la tematica inerente il risarcimento del danno spettante al viaggiatore per ritardo del volo, ribadendo l’interpretazione degli artt. 5, 6 e 7 del Regolamento n. 261/2004.

Secondo il giudice comunitario, nel caso in cui il volo aereo parta con tre o più ore di ritardo, il passeggero è legittimato a reclamare una compensazione pecuniaria a  mente dell’art. 7 del citato Regolamento n. 261/2004.

Il diritto di compensazione spetta al passeggero anche nel caso di cancellazione del volo aero, in quanto tale evento viene equiparato dal giudice alla perdita di tempo subita dall'acquirente di un biglietto aereo per ritardo della partenza dell’aereo mobile.

Nella sentenza che vi proponiamo di seguito, la Corte di Giustizia ribadisce altresì che il diritto di compensazione in favore del passeggero è escluso qualora il vettore aereo sia in grado di dimostrare che il ritardo prolungato della partenza (o dell’arrivo) sia dovuto a circostanze eccezionali ed imprevedibili che lo abbiano di fatto costretto a ritardare la partenza (o l’arrivo a destinazione) anche per ragioni di sicurezza.

Il vettore deve fornire adeguata prova di aver posto in essere tutte le misure idonee per limitare il disagio del passeggero, senza riuscire ad evitare o limitare il ritardo del volo aereo.

Risulta confermato, in conclusione, l'orientamento secondo il quale il vettore aereo può negare al passeggero la compensazione/rimborso del biglietto aereo se tale ritardo è dovuto a circostanza eccezionali ed imprevedibili.

Di seguito il testo della sentenza pronunciata dalla Corte di Giustizia lo scorso 23 ottobre 2012.

domenica 12 febbraio 2012

La Corte di Giustizia UE: la compagnia aerea ti lascia a terra? hai diritto anche al danno morale

La sentenza proposta di seguito è stata pronunciata dalla Corte di Giustizia UE lo scorso 13 ottobre 2011, la quale ha risolto una questione interpretativa delle norme europee in materia di risarcimento del passeggero per aver subito un danno da ritardo del volo aereo.

Il giudice comunitario ha, in particolare, esteso la nozione di "cancellazione del volo" anche alla ipotesi di in cui l'aereo sia partito e successivamente, anche per un problema tecnico, abbia fatto ritorno al punto di partenza.

La Corte ha stabilito che il passeggero ha il diritto a percepire una somma ad indennizzo del disagio creato dalla compagnia aerea per il ritardo ingiustificato di partenza.

La sentenza ha anche il pregio di meglio definire il concetto di "risarcimento supplementare" ex art. 12 del Regolamento n. 261/2004, prevedendo la possibilità per il passeggero di poter pretendere anche il danno morale conseguente all'inadempimento da parte del vettore.

La Corte di Giustizia UE amplia, quindi, le ipotesi di danno in favore del passeggero che può ottenere anche il danno morale, nel caso in cui il giudice ritenga sussistere tale voce.  


giovedì 1 settembre 2011

Da Trentino inBlu al blog. Responsabilità del vettore aereo comunitario.

Quale è la responsabilità del vettore comunitario per i danni sofferti dal passeggero? questo argomento è stato oggetto dell'incontro radiofonico di Trentino inBlu radio.

Il vettore vettore aereo comunitario, diversamente da quanto previsto dalla Convenzione di Montreal, è responsabile anche per quanto riguarda il danno anche da ritardo, ai passeggeri ed ai loro bagagli consegnati a mano.
Sono a carico del vettore comunitario l'obbligo di:
a)      essere munito di valida licenza d'esercizio rilasciato dal paese membro ai sensi del regolamento  del Parlamento europeo e del consiglio.
b)      versare anticipi in caso di morte,(almeno 16.000 d.s.p) o lesioni del passeggero per far fronte ad impellenti necessità economiche
c)       metterle a disposizione passeggero che ne faccia richiesta le tariffe per trasporto dell'eccedenza di peso o un numero di bagagli diverso rispetto alla franchigia prevista
d)      assicurare la propria responsabilità civile a livelli adeguati
Il regolamento comunitario si estende anche alle ipotesi di cancellazione dei voli prevedendo un indennizzo minimo rapportato alla lunghezza chilometrica nel volo acquistato,  qualora di tale cancellazione non sia dato avviso per tempo ai passeggeri, salvo che la stessa sia dovuta ad eccezionale ed inevitabili circostanze.
Compensazione di euro 250 per tutte le tratte aeree fino a 1500 km
Compensazione di euro 400 per tutte le tratte aeree intracomunitarie superiori a 1500 km, e per tutte le altre tratte comprese tra 1500km e 3500km.
Compensazione di euro 600 per le tratte aeree che non rientrano nelle  ipotesi precedenti.
Il regolamento europeo prevede anche forme di assistenza del passeggero, come la messa disposizione di pasti e bevande e all'occorrenza di sistemazione alberghiera.
In ogni caso è espressamente fatto salvo il diritto passeggero che non abbia volontariamente o rinunciato al posto di esigere il risarcimento del danno effettivamente partito, dimostrato nell'ipotesi previste dal regolamento comunitario
Nelle ipotesi di vettore aereo interno il legislatore pone un regime di responsabilità per morte e lesioni personali (incluse quindi quel psichiche) nel passeggero, perdita avaria o ritardo nella riconsegna dei bagagli  richiamando il dettato comunitario ed uniforme in proposito e ponendo azioni integrative in tema di azione diretta del danneggiato contro l'assicurazione della responsabilità civile del vettore aereo, l'utente nel caso di ricorso.
La Legislazione nazionale prevede inoltre la possibilità per il passeggero di rimborsi totali o parziali del prezzo del passaggio già pagato qualora la partenza e la prosecuzione del viaggio sia impedita per fondate ragioni personali e familiari; trasparenza alla lista l'attesa; responsabilità per mancata esecuzione e prestazione del vettore, con prova liberatoria di aver usato la normale diligenza professionali nell'adozione.
Nel trasporto amichevole invece trova invece applicazione l'articolo 2043 del c.c. che pone a carico del danneggiato la dimostrazione anche solo per la semplice colpa del danneggiate.

Prescrizioni e decadenza. Per di estinzione dell'azione di risarcimento per iscritto in caso di ritardo avrebbe bagaglio consegnato che per far valere il diritto del passeggero giacimento danno sia della persona sia della bagaglio, l'azione deve essere promossa a pena di  decadenza entro due anni dall'arrivo dall'interruzione del trasporto.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...