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lunedì 19 gennaio 2026

Abuso di posizione dominante: Apple sanzionata per 98 milioni di euro!

Fonte: comunicato stampa
22 dicembre 2025
L’Autorità ha accertato una condotta restrittiva della concorrenza per quanto riguarda l’App Tracking Transparency (“ATT”) policy, ossia le regole sulla privacy imposte dalla società agli sviluppatori terzi di app distribuite tramite l’App Store.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha irrogato alle società Apple Inc., Apple Distribution International Ltd e Apple Italia S.r.l. (di seguito “Apple”) una sanzione di 98.635.416,67 euro per abuso di posizione dominante. Apple ha violato l’articolo 102 del TFUE per quanto riguarda il mercato della fornitura agli sviluppatori di piattaforme per la distribuzione online di app per utenti del sistema operativo iOS.  In tale mercato, Apple è in posizione di assoluta dominanza tramite il suo App Store.

Al termine di una complessa istruttoria, condotta anche in coordinamento con la Commissione europea, con altre Autorità nazionali della concorrenza e con il Garante per la Protezione dei Dati Personali, l’AGCM ha accertato la restrittività - sotto il profilo concorrenziale - dell’App Tracking Transparency (“ATT”) policy, ossia delle regole sulla privacy imposte da Apple, a partire da aprile 2021, nell’ambito del proprio sistema operativo mobile iOS, agli sviluppatori terzi di app distribuite tramite l’App Store. In particolare, gli sviluppatori terzi sono obbligati ad acquisire uno specifico consenso per la raccolta e il collegamento dei dati a fini pubblicitari tramite una schermata imposta da Apple, il c.d. ATT prompt che, tuttavia, non risulta sufficiente a soddisfare i requisiti previsti dalla normativa in materia di privacy, costringendo quindi gli sviluppatori a duplicare la richiesta di consenso per lo stesso fine.  

L’Antitrust ha accertato che le condizioni dell’ATT policy sono imposte unilateralmente, sono lesive degli interessi dei partner commerciali di Apple e non sono proporzionate per raggiungere l’obiettivo di privacy, così come asserito dalla società. Infatti, dal momento che i dati degli utenti sono un elemento fondamentale su cui si basa la capacità di fare pubblicità online personalizzata, l’inevitabile duplicazione delle richieste di consenso indotta dalle modalità di implementazione dell’ATT policy - che restringe le possibilità di raccolta, collegamento e utilizzo di tali dati - causa un pregiudizio all’attività degli sviluppatori, che basano il proprio modello di business sulla vendita di spazi pubblicitari, e anche a quella degli inserzionisti e delle piattaforme di intermediazione pubblicitaria.

Questa duplicazione produce un’assenza di proporzionalità delle regole dell’ATT policy, considerato che Apple avrebbe dovuto garantire lo stesso livello di privacy degli utenti prevedendo la possibilità, per gli sviluppatori, di ottenere il consenso alla profilazione in un’unica soluzione.

domenica 13 aprile 2025

Confermata la sanzione ad Apple per il messaggio "IPhone resistente all'acqua"

Il provvedimento del Consiglio di Stato oggetto del nostro intervento prende le mosse dal provvedimento sanzionatorio notificato ad Apple nel 2020, con sanzione per complessivi 10 milioni di euro, e con il quale l'antitrust ha considerato la società responsabile di due distinte pratiche commerciali scorrette ai sensi degli artt. 20, 21, 22 e 24 del Codice del Consumo.

L'Autorità ha contestato ad Apple condotte commerciali quali, in primo luogo, di aver proposto campagne pubblicitarie con le quali ha enfatizzato la resistenza all’acqua dei modelli di iPhone in condizioni, in verità, non replicabili nella normale esperienza d’uso.

Con la medesima contestazione, alla multinazionale è stata contestata l'omissione di rilevanti informazioni sul contesto specifico (laboratorio, acqua distillata e statica), inducendo in errore il consumatore medio.

In secondo luogo, l’AGCM ha contestato la sistematica esclusione dalla garanzia legale dei danni da contatto con liquidi, anche nei casi in cui l’uso del dispositivo era stato conforme a quanto pubblicizzato. Tale condotta è stata qualificata come aggressiva, in quanto tale da limitare i diritti dei consumatori e condizionare indebitamente le loro decisioni in fase post-vendita (vedi anche qui).

Apple ha proposto ricorso al TAR, respinto, e successivamente al Consiglio di Stato, censurando il provvedimento dell'Autorità garante contestando la natura gratuita del servizio iCloud nella sua versione base (fino a 5GB di archiviazione), circostanza che dovrebbe comportare l'esclusione dell'applicazione della normativa consumeristica; la clausola con la quale viene previsto il diritto di Apple alla modifica unilaterale del contratto troverebbe giustificazione dalla peculiare natura tecnologica del servizio offerto e dai necessari aggiornamenti; la limitazione di responsabilità non violerebbe la normativa in materia consumeristica.

Il Consiglio di Stato ha respinto l'appello della società ribadendo principi fondamentali  nell’ambito della tutela dei consumatori e della regolazione delle pratiche promozionali nel settore tecnologico. Essa riafferma il principio secondo cui le informazioni commerciali devono essere chiare, veritiere e idonee a non ingenerare confusione circa le caratteristiche del prodotto. La responsabilità del professionista si estende anche alla coerenza tra la fase pubblicitaria e le politiche di assistenza e garanzia.

Con riferimento al carattere gratuito del servizio offerto da Apple, il giudice amministrativo correttamente osserva nonostante la gratuità del servizio offerto,  la vessatorietà della clausola che consenta al professionista di modificare unilateralmente le condizioni del contratto, senza giustificato motivo indicato nel contratto, ex art. 33 comma 2 lett. m) del d.lgs. n. 206 del 2005, è ravvisabile laddove, per  un verso, la prestazione offerta a titolo gratuito sia giustificata  da un interesse giuridicamente apprezzabile e a matrice imprenditoriale (quale ad esempio la fidelizzazione del cliente) e, per altro verso, sussista un interesse parimenti apprezzabile del consumatore a conservare un determinato regime giuridico che impatta su un servizio di sua utilità”.

Di conseguenza, la normativa prevista dal Codice del consumo deve essere rispettata anche per questi servizi free e deve essere rispettata dal fornitore professionale di servizi e beni.

In conclusione, la pronuncia si colloca nel solco di un più ampio rafforzamento degli strumenti di controllo sulle pratiche commerciali scorrette, con l’obiettivo di tutelare l’integrità del mercato e il corretto funzionamento della libertà contrattuale del consumatore.

 Consiglio di Stato Se. VI^ - sentenza n. 1125/2025. (visibile con browser Opera - VPN attivo) 

lunedì 16 settembre 2024

TreC+ - il fascicolo sanitario on line della Provincia di Trento

Il sistema sanitario della Provincia di Trento ha sviluppato, negli ultimi mesi, una applicazione (scaricabile sia per Apple che Android) che consente ai residenti e ai domiciliati a Trento e provincia di poter usufruire dei dati, informazioni e documenti relativi alla propria salute, potendo anche contattare il medico di base e l'autorità sanitaria locale.

Il sistema Trec+ ha sviluppato, in seguito, Trec+ mamma dedicato alle donne in gravidanza e consente un canale di dialogo privilegiato con ospedale e medici, per aiutare le famiglie prima del parto e nei primi due anni di vita del nascituro.

L'iscrizione a Trec+ può comodamente avvenire attraverso l'utilizzo dello SPID, requisito necessario per l'identificazione del residente in Provincia di Trento, presupposto necessario per l'adesione ai servizi telematici previsti dalla piattaforma.

Con l'identificazione dell'utente, questi può accedere ad una serie di servizi e documenti, tra i quali:

  • visionare il fascicolo sanitario elettronico;
  • visionare e acquisire i referti delle varie visite sostenute;
  • richiedere ed ottenere ricette farmaceutiche e specialistiche;
  • prenotare le visite specialistiche e gli esami diagnostici (esempio, esame del sangue);
  • prenotare un appuntamento con l'ASL;
  • pagare on line la prestazione sanitaria;
  • prenotare ed ottenere le prestazioni di telemedicina;
  • creare un diario della salute.

Trattasi di servizi che consentono, in teoria, un rapporto più agevole e rapido tra paziente e struttura sanitaria, consentendo un miglioramento effettivo del servizio prestato in favore del cittadino.

Il servizio può essere usufruito via computer, tablet o cellulare, scaricando la relativa applicazione che permette di ottenere i servizi di TreC+.

Qui un video di presentazione dell'applicazione.

venerdì 10 dicembre 2021

Antitrust bacchetta Apple e Google per uso commerciale dei dati degli utenti

Fonte: comunicato stampa
26 novembre 2021
L’Autorità ha accertato due violazioni del Codice del Consumo, una per carenze informative e un’altra per pratiche aggressive riguardo all’acquisizione e all’utilizzo dei dati dei consumatori

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha chiuso due istruttorie nei confronti di Google Ireland Ltd. e di Apple Distribution International Ltd., sanzionando entrambe per 10 milioni di euro ossia per il massimo edittale secondo la normativa vigente. L’Antitrust ha accertato per ogni società due violazioni del Codice del Consumo, una per carenze informative e un’altra per pratiche aggressive legate all’acquisizione e all’utilizzo dei dati dei consumatori a fini commerciali.

lunedì 29 novembre 2021

Amazon Marketplace: arriva la sanzione di AGCM

Fonte: comunicato stampa
23 ottobre 2021

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha concluso, in data 16 novembre 2021, l’istruttoria avviata nei confronti delle società dei gruppi Apple Inc. e Amazon.com Inc. riguardante le restrizioni all’accesso nel marketplace Amazon.it da parte di rivenditori legittimi di prodotti a marchio Apple e Beats “genuini”.

L’istruttoria ha permesso di accertare che talune clausole contrattuali di un accordo stipulato in data 31 ottobre 2018 – che vietavano ai rivenditori ufficiali e non ufficiali di prodotti Apple e Beats di utilizzare Amazon.it, permettendo la vendita dei prodotti Apple e Beats in tale marketplace solo ad Amazon e a taluni soggetti scelti singolarmente e in modo discriminatorio – violano l’art. 101 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea.

venerdì 11 dicembre 2020

"IPhone resistente all'acqua" = messaggio promozionale parziale. Apple sanzionata da AGCM

Fonte:
comunicato stampa 30/11/2020
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha sanzionato per 10 milioni di euro le società Apple Distribution International e Apple Italia S.r.l. (di seguito, Apple) per due distinte pratiche commerciali scorrette.

La prima riguarda la diffusione di messaggi promozionali di diversi modelli di iPhone - iPhone 8, iPhone 8 Plus, iPhone XR, iPhone XS, iPhone XS Max, iPhone 11, iPhone 11pro e iPhone 11 pro Max - in cui veniva esaltata, per ciascuno dei prodotti pubblicizzati, la caratteristica di risultare resistenti all’acqua per una profondità massima variabile tra 4 metri e 1 metro a seconda dei modelli e fino a 30 minuti.

venerdì 16 novembre 2018

Obsolescenza programmata - AGCM sanziona Samsung ed Apple

Fonte: comunicato stampa 28 ottobre 2018
Ad esito di due complesse istruttorie, l’AGCM ha accertato che le società del gruppo Apple e del gruppo Samsung hanno realizzato pratiche commerciali scorrette in violazione degli artt. 20, 21, 22 e 24 del Codice del Consumo in relazione al rilascio di alcuni aggiornamenti del firmware dei cellulari che hanno provocato gravi disfunzioni e ridotto in modo significativo le prestazioni, in tal modo accelerando il processo di sostituzione degli stessi.

Tali società hanno, infatti, indotto i consumatori - mediante l’insistente richiesta di effettuare il download e anche in ragione dell’asimmetria informativa esistente rispetto ai produttori - ad installare aggiornamenti su dispositivi non in grado di supportarli adeguatamente, senza fornire adeguate informazioni, né alcun mezzo di ripristino delle originarie funzionalità dei prodotti.

sabato 5 dicembre 2015

Pedius, ovvero l'app che consente ai non udenti di usare lo smartphone

http://www.pedius.org/
L'applicazione Pedius è un positivo esempio di start up avviata per finalità sociali e senza un immediato profitto economico per i creatori, o le società finanziatrici.

Il progetto, nato nel 2012, ha come finalità quella di favorire le persone non udenti, consentendo a queste ultimi di poter dialogare attraverso lo smartphone, utilizzata come vera e propria voce nei dialoghi telefonici.

L'elemento più interessante di questa applicazione è che il servizio di comunicazione vocale avviene direttamente tra le parti, e quindi senza la presenza di alcun intermediario fisico chiamato a mettere in contatto gli interlocutori.

Questo aspetto innovativo consente alla singola persona audiolesa di poter contattare, ed essere contattato, direttamente e senza doversi affidare ad altre persone.

Come funziona? 
Invero, il sistema appare abbastanza semplice, in quanto con l'app. Pedius, l'utente non udente avvia una normale telefonata e può scrivere il messaggio che intende comunicare all'altra parte.

Il contenuto del messaggio viene trasformato  e comunicato vocalmente al destinatario che può, in tempo reale, ascoltare la comunicazione proveniente dal non udente. 

Quest'ultimo può anche decidere, in alternativa, di dialogare con il suo interlocutore attraverso messaggi sms che vengono, sempre simultaneamente, inviati all'altra persona.

E le risposte provenienti dall'altra parte? non vi sono particolari problemi, in quanto le risposte pronunciate vocalmente dall'interlocutore telefonico vengono immediatamente "tradotte" in messaggi di testo leggibili sul display dell'utente.

L'applicazione prevede, peraltro, la possibilità di poter dialogare in quattro lingue - italiano, inglese, spagnolo e francese - consentendo la identificazione telefonica ad utenti che dialogano lingue diverse, senza la necessità di doversi avvalere di un intermediario fisico: questo ruolo viene assunto da Pedius.

Aspetti negativi?
E' chiaro che questa applicazione, come tutte le novità, necessita di essere provata e adattata alle singole esigenze dell'utente, e quindi vi potrebbero essere dei problemi di utilizzo nella fese di avvio del servizio.

Altro aspetto da non ignorare è legato ai costi delle telefonate: Pedius dovrebbe essere gratuito per i primi venti minuti di conversazione, mentre successivamente le comunicazioni avranno un costo che varia a seconda dell'operatore attraverso il quale si utilizza il servizio.

Vi conviene, quindi, interessarvi nel cercare la compagnia telefonica che vi consenta di spendere meno per questo servizio.

L'applicazione è scaricabile gratuitamente sulle piattaforme google play (Android) e App Store (Apple). 

sabato 13 settembre 2014

App. mediche–Garante privacy raccomanda la trasparenza nell’uso dati

Fonte:
Comunicato stampa
9 settembre 2014
Serve più trasparenza nell'uso dei dati degli utenti che scaricano app mediche in Italia. I risultati dell'indagine, avviata a maggio dal Garante Privacy per verificare il rispetto della normativa italiana sulla protezione dati da parte di applicazioni che utilizzano dati sanitari, mostrano come anche nel nostro Paese gli utenti non siano adeguatamente tutelati e troppe volte non siano messi in grado di esprimere un consenso libero e informato.

Quello delle app mediche è un settore in crescente sviluppo che presenta profili molto delicati per la privacy delle persone. L'azione del Garante si inserisce nell'ambito del "Privacy Sweep 2014", l'"indagine a tappeto" promossa dal Global Privacy Enforcement Network (GPEN), la rete internazionale nata per rafforzare la cooperazione tra le Autorità della privacy di tutto il mondo e di cui il Garante italiano fa parte. La scelta tutta italiana di analizzare app del settore medico o di wellness è in linea con le preoccupazioni manifestate dall'Europa su questo tema. La Commissione Europea ha di recente avviato una consultazione sulla Mobile Health e ha pubblicato il Libro Verde sulle applicazioni sanitarie mobili (Green Paper on Mobile Health).

Una su due delle applicazioni mediche italiane e straniere analizzate dagli "sweepers" dell'Authority italiana, scelte a campione tra le più scaricate disponibili sulle varie piattaforme (Android, iOs, Windows, etc.), non fornisce agli utenti un'informativa sull'uso dei dati preventiva all'installazione, oppure dà informazioni generiche, o chiede dati eccessivi rispetto alle funzionalità offerte. In molti casi l'informativa privacy non viene adattata alle ridotte dimensioni del monitor, risultando così poco leggibile, o viene collocata in sezioni riguardanti, ad esempio, le caratteristiche tecniche dello smarphone o del tablet.

A seguito dell'esito dell'indagine, il Garante sta valutando le azioni da intraprendere, anche al fine di possibili interventi prescrittivi o sanzionatori.

A livello internazionale, l'iniziativa ha fatto crescere le preoccupazioni sulle app, che offrono funzionalità che vanno dai giochi al meteo, dalle news ai servizi bancari. I risultati dell'indagine hanno mostrato come vi sia una scarsa attenzione alla tutela degli utenti e la necessità che questi software, che raccolgono un'ingente mole di informazioni personali, rendano più trasparente e chiaro l'uso delle stesse.

Su un totale di oltre 1200 applicazioni esaminate, appena il 15% risulta dotato di un'informativa privacy realmente chiara. Nel 59% dei casi è stato difficile per le Autorità di protezione dati reperire un'informativa privacy prima dell'installazione.





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