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lunedì 18 agosto 2025

Alfabetismo digitale: cosa (non) ci dice il rapporto AGCOM

La recente relazione di AGCOM sull'alfabetismo digitale ha disegnato un quadro variegato relativamente alla relazione tra gli italiani e il nuovo mondo digitale, lasciandoci un po' perplessi in merito alle conclusioni raggiunte. 

La relazione che trovate di seguito teorizza che il 90% degli italiani accede a Internet tutti i giorni, ma pur essendo perennemente collegati alla rete e ai social, secondo l'ultimo rapporto AGCOM sull'alfabetizzazione digitale e mediatica, pere che il "consumatore medio di connessione" sia impreparato ed esposto a rischi telematici a cui non sa come difendersi.


(1) Cosa ci vuol far sapere AGCOM

La relazione, che trovate in calce a questo nostro intervento, evidenzia come i consumatori abbiano una connessione adi internet variegata, ossia non solo attraverso il pc, ma anche (e specialmente) con smartphone, ma anche smart TV ed altri dispositivi di ultima generazione.

Nessuno è escluso da questo mondo digitale, anche se sapere usare un dispositivo non significa saperlo gestire in modo critico e consapevole. 

Secondo i dati proposti, solo il 7% degli italiani, ad esempio, ha un buon livello di alfabetizzazione algoritmica, ossia comprende davvero il ruolo che gli algoritmi hanno nel decidere cosa vediamo online. E più sale l'età e minore e maggiore è la percentuale di colo che non hanno nessuna o scarsissima consapevolezza su questi meccanismi.


(2) Disinformazione, odio e fake news: il far west dei contenuti

E' chiaro che il mondo digitale ha ampliato i contenuti proposti ai consumatori, riducendone l'attendibilità sia in merito alla provenienza che al contenuto, chiamando il fruitore ad un'analisi critica più approfondita.

Il dato proposto dalla Relazione è, sotto questo profilo, inequivocabile: il 43,5% degli italiani si imbatte frequentemente in contenuti di disinformazione. 

E qui casca l'asino: più della metà della popolazione vede fake news, hate speech, revenge porn, ma solo una minoranza sa come reagire e quali contromisure adottare. 

Gran parte di noi, di fronte ad un contenuto falso e offensivo, evita il canale andando oltre.

Nel frattempo, minori e giovani si muovono in questo mare digitale senza bussola: tre su quattro hanno già avuto esperienza di contenuti pericolosi come sfide social estreme, cyberbullismo o contenuti sessuali indesiderati, così come riferisce l'Autorità. 


(3) Possiamo fare affidamento sulle istituzioni? Sì, ma…

Il rapporto AGCOM segnala che i cittadini, soprattutto i minori, nutrono ancora fiducia nella scuola e nelle istituzioni per la propria educazione digitale. Bene. Ma poi? 

Il 44% degli italiani non si rivolge a nessuno per avere indicazioni su un uso consapevole dei media ed anche il lettore di questo contributo può ben comprendere che il dato è inquietante  perché attesta il distacco tra i navigatori della rete e i soggetti pubblici, ossia coloro chiamati a controllare questo non più nuovo mondo.

La verità è che le iniziative, quando ci sono, sono spesso episodiche, scollegate e poco incisive. Si parla di tavoli di coordinamento, deleghe ai Corecom, progetti scolastici… Ma la sensazione concreta, per chi vive la rete tutti i giorni, è che si navighi a vista in un mare digitale senza regole.


(4) Svegliati consumatore: alfabetizzazione digitale è tutela, non accessorio

La verità che la Relazione non rivela è che il consumatore deve comprendere che l'educazione alla navigazione in rete, ossia l'alfabetizzazione digitale non è un fastidioso argomento da blog dei consumatori, ma è un necessario presupposto che consente di accedere ai contenuti digitali in modo corretto e sapendo come ci si può tutelare.

In altri termini, in questi casi vale ancor di più il solito antico modo di dire "sapere è potere".

Il tema dell'alfabetizzazione digitale viene spesso relegato a un problema "educativo", quasi fosse una questione scolastica, ma invero è, prima di tutto, una questione di tutela dei consumatori.

Chi non conosce la rete e gli algoritmi, e il loro funzionamento, è in una posizione di debolezza; chi non riconosce la disinformazione, chi non comprende le dinamiche dei social, è più esposto alle truffe online e agli abusi commerciali; chi non conosce la rete è soggetto al  consumo inconsapevole di contenuti illegali o comunque ad un'informazione drogata e manipolata.

Un consumatore informato è un cittadino che meglio si tutela, risultando meno vulnerabile alle insidie telematiche (c.d. cyber risk).

Sotto questo profilo, vanno bene i rapporti annuali e i tavoli con le associazioni, ma per tutelare davvero i consumatori serve ben altro che la relazione non individua in modo accurato.

Noi parliamo di formazione obbligatori nelle scuole con specifiche figure che non siano i docenti, a loro volta ignoranti telematici; campagne informative che spieghino con linguaggio chiaro come difendersi; una politica di pressione sui giganti digitali per rendere gli strumenti di controllo e personalizzazione veramente accessibili e comprensibili; sportelli territoriali, magari nei Comuni o nelle biblioteche, dove i cittadini possano ricevere assistenza digitale di base; una educazione digitale anche rivolta agli adulti e, soprattutto, per gli anziani, la fascia più vulnerabile e più dimenticata.

AGCOM ci consegna numeri che dovrebbero preoccupare tutti, non solo gli addetti ai lavori, ma anche i cittadini, in quanto il digitale non è un optional, è l'ambiente in cui viviamo ogni giorno. 

Sotto questo profilo chi vi scrive ritiene che non possiamo permetterci di lasciare milioni di persone inconsapevoli, disinformate e vulnerabili ed è necessario apportare correttivi idonei a prevedere una tutela nei confronti delle categorie più svantaggiate.

Chi tutela i consumatori deve alzare la voce: senza alfabetizzazione digitale, non c'è vera libertà di scelta, né sicurezza. E questo, lo ribadiamo, non è un problema da nerd o smanettoni. È una questione di diritti fondamentali.

Di seguito, la Relazione di AGCOM.

venerdì 23 aprile 2021

Privacy: garante avvisa i consumatori "attenti ai tentativi di truffa"

Fonte: comunicato stampa
6 aprile 2021
Con riferimento ai dati di circa 36 milioni italiani, compresi in molti casi numeri telefonici e indirizzi mail, disponibili online a seguito di una violazione dei sistemi di Facebook, il Garante per la protezione dei dati personali ha chiesto al social network di rendere immediatamente disponibile un servizio che consenta a tutti gli utenti italiani di verificare se la propria numerazione telefonica o il proprio indirizzo mail siano stati interessati dalla violazione.

In caso affermativo, infatti, il numero di telefono potrebbe essere utilizzato per una serie di condotte illecite, che vanno da chiamate e messaggi indesiderati sino a serie minacce come il cosiddetto “SIM swapping”, una tecnica di attacco che consente di avere accesso al numero di telefono del legittimo proprietario e violare determinate tipologie di servizi online che usano proprio il numero di telefono come sistema di autenticazione.

lunedì 27 marzo 2017

28 giorni di abbonamento? no per linea fissa e connessione fibra!

Vi segnaliamo il recente intervento dell'Autorità garante per le telecomunicazioni, la quale ha deciso di "stoppare" la consuetudine degli operatori telefonici di proporre ai consumatori contratti di abbonamento ai servizi telefonici della durata di 28 giorni.

Il Garante ha deciso che il criterio di fatturazione degli abbonamenti di telefonia fissa, ADSL e fibra dovrà cambiare e quindi il rinnovo delle offerte deve essere mensile e non di 28 giorni.

Il Commissario Posterato ha evidenziato, in particolare, che  «l’utente può avere la corretta percezione del prezzo offerto da ciascun operatore e la corretta informazione sul costo indicato in bolletta per l’uso dei servizi», e quindi è necessario che le offerte siano tutte equiparate anche sotto il profilo temporale.

Tale importante novità, però, non riguarderà i contratti di linea mobile, per i quali rimarrà l'attuale normativa che consente fatturazioni a 28 giorni.

Qui di seguito, il comunicato stampa di AGCOM.

venerdì 28 novembre 2014

Bolzano: Provincia e comuni collaborano per migliorare la fibra ottica

Fonte
Provincia di Bolzano
comunicato stampa
del 21 novembre 2014
"Internet veloce come base per dare efficienza e competitività ad un territorio: un assunto sul quale concordano sia la Provincia che i Comuni. L'assessore Waltraud Deeg e il presidente del Consorzio dei Comuni Andreas Schatzer hanno partecipato oggi (21 novembre) al TIS ad un convegno nel quale sono state presentate le strategie in tema di banda larga.

"Mettiamoci in rete": questo il titolo del progetto portato avanti dall'assessore Waltraud Deeg per garantire su tutto il territorio la presenza della banda larga, in maniera particolare della fibra ottica, e consentire a famiglie e imprese di avere accesso a collegamenti internet ad alta velocità. "Si tratta di completare la rete telematica provinciale - ha spiegato la Deeg - e di coinvolgere tutti i partner strategici presenti sul territorio: a partire dai comuni". Alle richieste provenienti dai rappresentanti delle singole amministrazioni municipali sullo stato dell'arte per quanto riguarda il progetto banda larga, l'assessore ha risposto che "la direttrice principale è sostanzialmente terminata, ed entro la fine del 2015 verrà completato anche l'allacciamento delle 150 centrali Telecom che ci consentirà di portare il servizio di ADSL sul territorio".

giovedì 27 gennaio 2011

Da Trentino inBlu al blog: telefonia mobile: alcuni suggerimenti per risolvere i problemi con il vostro operatore mobile.

Anche in questa puntata abbiamo affrontato alcuni problemi che possono sorgere nel rapporto cliente/operatore telefonico, circostanza tutt'altro che remota in particolare quando trattiamo di servizi di telefonia mobile o connessione internet.

La liberalizzazione del mercato, infatti, ha accentuato la concorrenza, con l'entrata nel mercato di nuovi operatori, ed ha costretto tutte le società di telefonia ad accentuare una condotta aggressiva sotto il profilo dei servizi offerti e dei prezzi applicati.

Anche per i servizi telefonici si è potuto notare un progressivo livellamento – verso il basso – dei prodotti offerti ed un progressivo spostamento verso le offerte “universali” con le quali la compagnia telefonica propone un pacchetto comprensivo di telefonia fissa – telefonia mobile – connessione internet.

Attivato il contratto di telefonia mobile, l'utente comincia ad incontrare una serie di “difficoltà di rapporto” con la propria compagnia telefonica, la quale non sempre rispetta i termini dell'accordo o, ancor più frequente, avvia attività pubblicitarie non richieste.

In generale, e al di là degli esempi classici che di seguito proponiamo, il contrasto tra cliente ed operatore telefonico può sorgere per molte ragioni e non sempre la società è disposta a riconoscere la propria responsabilità per disservizi nei confronti del consumatore.

In questi casi, la risoluzione del contrasto può avvenire o attraverso il ricorso al CO.RE.COM. (Comitato Regionale per le Comunicazioni) al fine di richiedere il ripristino del corretto rapporto, o l'interruzione del contratto con conseguente ricerca di una nuova compagnia telefonica.

Affrontiamo alcune tipiche patologie che si verificano nel rapporto contrattuale di telefonica mobile tra operatore telefonico e cliente.

1. Addebito di costi non sostenuti
L'addebito dei costi telefonici non sostenuti è una delle situazioni che si verificano con più frequenza, anche se di recente si è potuta notare una riduzione di questa attività.

In molte circostanze, infatti, il cliente si è trovato addebitate dei costi per telefonate mai sostenute e non giustificate dall'operatore telefonico.

In questi casi, il consumatore ha il diritto a farsi inviare dalla compagnia telefonica l'estratto di tutte le telefonate avviate dalla propria utenza telefonica e, nel caso in cui non riconosca alcune delle telefonate addebitate, deve contestarle prontamente.

Ricordiamo che ogni operatore telefonico è tenuto a conservare i dati relativi alle telefonate effettuate dai propri utenti per un periodo minimo di 2 anni.

Prestate attenzione, inoltre, alle tariffe applicate perché possono variare a seconda del destinatario della telefonata, con conseguente aumento dei costi.

In conclusione, vi consigliamo di prestare attenzione alle c.d. “bollette gonfiate”.

2. Attivazione di servizi telefonici non richiesti
Una delle pratiche commerciali che più si è sviluppata di recente è collegata all'attivazione di servizi telefonici ( o di connessione internet attraverso il telefono portatile) non richiesti dall'utente.

Accade spesso, infatti, che il consumatore si trovi attivata una funzione (o meglio un servizio) non richiesto e sia chiamato a pagare costi aggiuntivi non giustificati.

Il caso tipico che si è più sviluppato di recente è quello dell'attivazione dei servizi internet sul telefono cellulare, con conseguente addebito dei secondi di navigazione in rete.

Ciò accade anche per nel caso in cui si utilizzi il navigatore presente sul proprio telefono cellulare: molto spesso accade che l'accesso al servizio di navigazione avvenga direttamente attraverso la compagnia telefonica con addebito dei costi (vedasi, come esempio, il post “COME RENDERE GRATUITO IL NAVIGATORE DI NOKIA”).

Gli operatori, dunque, attivano servizi senza che ci sia una volontà espressa dell'interessato: questo tipo di attività non è consentita!

L'Autorità garante per le telecomunicazioni si è espressa in più circostanze contro questo tipo di attività svolta dalle compagnie telefoniche ed ha provveduto a sanzionare gli operatori professionali per questo modus operandi contrario alla legge.

Cosa fare?

In primo luogo, è opportuno chiedere delucidazioni all'operatore telefonico e, laddove risulti che il servizio attivato non è stato richiesto, chiederne l'interruzione e la restituzione degli importi versati.

Nel caso di esito negativo alle proprie richieste, conviene rivolgersi al CO.RE.COM.

3. Connessione internet – attenzione alla banda offerta
Un ulteriore aspetto problematico nel rapporto operatore di telefonia mobile – cliente è rappresentato dalla connessione internet offerta attraverso chiavette usb.

Abbiamo già affrontato l'argomento la settimana scorsa, ma riteniamo opportuno offrire alcuni suggerimenti in merito.

Non di rado, infatti, l'offerta proposta da una compagnia telefonica esalta la velocità di navigazione in rete (ovvero la c.d. “banda”), inducendo il consumatore ad acquistare un servizio con prestazioni superlative.

Invero, ad oggi la velocità di navigazione in rete è relativamente bassa a causa della rete telefonica nazionale e quindi la possibilità di raggiungere prestazioni elevate è estremamente bassa.

Vi consigliamo, prima di acquistare qualsiasi servizio di navigazione internet attraverso telefonia mobile, di effettuare un controllo dell'effettiva possibilità di navigazione nella vostra zona ed eventualmente richiedete anche un preventivo alla compagnia telefonica con il quale quest'ultima si impegna ad offrire determinati standard di navigazione.

Puoi contrallare la velocità della tua connessione internet con il blog di Consumatore Informato (guarda scorri lungo il lato sinistro del blog).

4. Offerte commerciali attraverso numeri telefonici “anonimi”
Rappresenta una delle attività di offerta commerciale che più si è sviluppata di recente e si sviluppa attraverso la chiamata, attraverso un qualunque numero telefonico, rivolta nei confronti dei propri utenti per fornire nuovi servizi.

Il marketing telefonico, invero, non è una novità perché tale attività si svolge già nei confronti di coloro che dispongono di telefono fisso, i quali sono regolarmente oggetto di chiamate con le quali vengono sollecitati all'acquisto di prodotti/servizi.

Di recente, però, questo tipo di attività viene svolta anche dagli operatori di telefonia mobile, i quali però avanzano le proprie offerte non attraverso determinati numeri telefonici, idonei a consentire al consumatore di identificare l'offerta, ma utilizzando numeri “anonimi”.

Ne consegue che l'utente si trova costretto a chiamare questi numeri e scoprire, a proprie spese, di essere stato contattato dall'operatore professionale che intendeva offrirgli nuovi servizi (vedasi +393472002882? un numero "anonimo" utilizzato da Vodafone per fornire i propri servizi commerciali ).

Questo tipo di attività si stanno di recente sviluppando e vengono agevolate dalla nuova normativa in vigore dal 2010, la quale consente il telemarketing telefonico, ovvero la possibilità per l'operatore di chiamare l'utente in assenza di specifica autorizzazione di quest'ultimo.

All'utente è consentito, in base alle nuove norme previste in materia, opporsi alle chiamate indesiderate ricevute dall'operatore solo attraverso l'iscrizione in un apposito Registro delle opposizioni gestito dal Garante dei dati personali. Egli deve, con l'iscrizione, indicare i numeri telefonici dei quali è intestatario e negare il consenso a ricevere offerte commerciali telefoniche da parte degli operatori professionali.

Questo tipo di regolamentazione è, a nostro sommesso parere, contrario ai principi garantisti perseguiti dal Garante perché impone al contraente debole, il consumatore, l'obbligo di doversi sottrarre all'attività di telemarketing offerta dall'operatore telefonico.

Tale attività, infatti, è divenuta di fatto lecita, con conseguente disturbo nei confronti dell'utente (vedasi, a tal proposito, Telemarketing riparte l'assedio domestico, di Alessandro Longo fonte: repubblica.it).

argomento correlato "Aiutateci a segnalare il marketing telefonico - intervento autorità garanti"

Qui trovi il modello per segnalare le telefonate marketing (vedi)

domenica 19 dicembre 2010

AGCOM approva il nuovo testo per la tutela del diritto d'autore in rete

Comunicato stampa AGCOM del 17 dicembre 2010

Il Consiglio dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, presieduto da Corrado Calabrò, al termine di un'approfondita analisi che si è avvalsa anche dell'indagine conoscitiva "Il diritto d'autore sulle reti di comunicazione elettronica", ha deciso all'unanimità di porre a consultazione pubblica un pacchetto di iniziative concernenti l'esercizio delle competenze in materia di tutela del diritto d'autore, anche alla luce di quelle che la legge assegna all'Agcom. Le misure poste a consultazione pubblica - che avrà la durata di 60 giorni - si caratterizzano per un approccio innovativo che da un lato punta a promuovere misure per favorire l'offerta legale di contenuti accessibili ai cittadini, dall'altro prevede azioni di contrasto per la rapida eliminazione dalla rete dei contenuti inseriti in violazione del copyright. Il tutto, nel rispetto del diritto alla privacy e alla libertà di espressione nonché tenendo conto del quadro tecnologico.

In questa linea, tra le iniziative proposte, figurano innanzitutto una serie di azioni positive per favorire la diffusione di una cultura del diritto d'autore.

In particolare queste riguardano:


1) promozione di un'ampia offerta legale di contenuti audiovisivi sul mercato;


2) rimozione delle barriere allo sviluppo di un'offerta legale, favorendo l'accesso ai contenuti premium, l'interoperabilità tra le piattaforme trasmissive e un accorciamento delle "finestre di distribuzione";


3) attività informativa di educazione alla legalità intesa a rendere agli utenti, in particolar modo i più giovani, maggiormente consapevoli dei rischi generati dalla pirateria;


4) promozione dell'approccio relativo alla diffusione di licenze collettive estese anche in termini di soluzioni che favoriscano economicità e facilità di pagamento da parte dell'utente;


5) sicurezza delle modalità di pagamento (incluse le forme di m-payment);


6) promozione delle forme sperimentali di consumo legale.


A queste azioni si affiancano provvedimenti a tutela del diritto d'autore che si ispirano a best practices internazionali come quelle del Notice and take down (Usa), che riguardano il gestore del sito e non il singolo utente. In quest'ottica, l'Agcom si pone come "garante" del corretto funzionamento di un sistema che prevede:

1) richiesta di rimozione dei contenuti al gestore del sito o al fornitore del servizio di media audiovisivo da parte del titolare del diritto o copyright;

2) segnalazione all'Autorità della mancata rimozione dei contenuti decorse 48 dall'inoltro della richiesta;

3) verifica da parte dell'Autorità attraverso un breve contradditorio con le parti;

4) ordine di rimozione qualora risulti l'illegittima pubblicazione di contenuti coperti da copyright.

L'Autorità ritiene che la misura della rimozione selettiva sia appropriata nei casi in cui non tutti i contenuti del sito web violino il diritto d'autore e siano collocati sul territorio italiano.
Per i siti che hanno il solo fine della diffusione di contenuti illeciti sotto il profilo del diritto d'autore o i cui server sono localizzati al di fuori dei confini nazionali, vengono ipotizzate due ipotesi alternative per le quali si chiede il parere degli operatori:

- predisposizione di una lista di siti illegali da mettere a disposizione degli internet service provider;


- possibilità, in casi estremi e previo contraddittorio, dell'inibizione del nome di dominio del sito web, ovvero dell'indirizzo IP.

Tra le azioni poste a consultazione pubblica figura anche l'istituzione presso l'Autorità di un apposito Tavolo tecnico tra tutti i soggetti interessati con il compito di approfondire le problematiche applicative per un'efficace adozione delle misure ipotizzate.

L'Agcom ha infine deciso di segnalare al Governo e al Parlamento l'opportunità di una revisione complessiva delle norme sul diritto d'autore che risultano inadeguate allo sviluppo tecnologico e giuridico del settore.

Il Presidente Corrado Calabrò ha dichiarato: "Siamo riusciti a raggiungere, con votazione unanime del Consiglio dell'Autorità, un risultato importante. Le soluzioni che abbiamo previsto e che ora verranno discusse con tutti i soggetti interessati, rappresentano una sintesi efficace tra le contrapposte esigenze di tutelare la libertà della rete e la titolarità dei contenuti, garantendo altresì il diritto dei cittadini alla privacy e l'accesso alla cultura e ad internet; tutti principi fondamentali dell'ordinamento giuridico comunitario. Non si prevede alcuna forma di controllo sugli utenti o di censura del web, come qualcuno temeva, ma, ispirandoci soprattutto all'esperienza USA, l'Italia si colloca tra gli esempi più moderni e avanzati, facendo proprio l'approccio che considera il mercato unico digitale come la "quinta libertà" il cui sviluppo va considerato prioritario".

Roma, 17 dicembre 2010

fonte: http://www.agicom.it/

venerdì 15 ottobre 2010

Aumento dei prezzi delle ADSL in vista

Per chi non ha ancora visto il video che spiega come sono fatte le ADSL all'ingrosso e al dettaglio e perche' bisogna andare verso la fibra, lo invito a vederlo qui.

Ho ricevuto da amici un resoconto dettagliato e circostanziatodi quanto scrivo sotto.

In estremissimissima sintesi, le ADSL vengono vendute all'ingrosso da Telecom, che ha la rete, e al dettaglio da Telecom e da tutti gli altri operatori. I prezzi all'ingrosso sono autorizzati dall'Autorita' delle Comunicazioni (AGCOM) e approvati da Bruxelles.

Oltre all'unbundling, anche per coprire molte aree dove non c'e' unbundling, oltre che per promuovere la concorrenza, gli oepratori concorrenti possono comprare all'ingrosso il "bitstream"che si basa su ATM o Ethernet (ATM e' un vecchio protocollo dei telefonici di cui la stessa Telecom dice che, per certi apparati, non si trovano piu' i pezzi di ricambio).

Telecom aveva fatto una rete ATM e poi, in tempi piu' recenti, ne ha fatto una Ethernet in quanto piu' performante, meno costosa e abilitante nuovi servizi non realizzabili su ATM (es. IPTV). Oggi la rete Ethernet raggiunge aree non coperte da ATM.

Telecom ha migrato gran parte dei suoi utenti su Ethernet, pochi altri operatori lo hanno fatto perche' i prezzi all'ingrosso non sono ancora stati fissati. L'offerta è in revisione a Bruxelles.

L'Autorita' delle Comunicazioni ha stabilito che
  • Ethernet e' una tecnologia che costa meno di ATM
  • ci devono essere incentivi per favorire la migrazione degli oepratori alternativi da ATM ad Ethernet
Al momento di vedere le cifre, pero', l'offerta all'ingrosso, mandata da AGCOM a Bruxelles fissa degli importi che rendono i prezzi dell'Ethernet maggiori di quelli di ATM! Agcom sconfessa nei numeri oggi un punto che aveva stabilito poco tempo prima!.

Questo implica che i concorrenti resterebbero in larga misura su ATM (!) e svelerebbe che i criteri usati da AGCOM per il rilevamento dei costi e di fissazione dei prezzi sono sbagliati, inducendo un'inevitabile aumento della litigiosità tra oepratori e Autorità.

Se la Commissione da Bruxelles non dice nulla, i prezzi sono quelli, piu' alti del passato. Solo una osservazione da parte della Commissione in merito a questa incongruenza potrebbe in qualche modo riaprire la cosa e consentire di correggere la storpiatura.

Stefano Quintarelli
http://blog.quintarelli.it/blog/2010/10/aumento-dei-prezzi-delle-adsl-in-vista.html
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